L'amoralità mercati è preferibile all'immoralità coercizione

La libertà e le relazioni volontarie evocano il meglio negli individui e, quindi, nella società.

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La libertà e le relazioni volontarie evocano il meglio negli individui e, quindi, nella società. Ciò rende doloroso vedere che gli accordi volontari vengano accusati praticamente di tutto il male nel mondo e poi vederli abbandonati a favore della coercizione di alcuni da parte di altri tramite lo stato; il tutto per una visione utopica irraggiungibile.

Ma perché le visioni utopiche irraggiungibili sono più attraenti per così tante più persone rispetto alla libertà, la quale può realizzare la migliore società raggiungibile? Leonard Read rifletté su questo problema con attenzione e offrì utili spunti in "Free Market Disciplines". Nel 50° anniversario di Let Freedom Reign, in cui era incluso, vale la pena di ricordare le sue riflessioni.

Read ha mostrato che l'incapacità della libertà di ottenere più aderenti rispetto allo statalismo utopico può essere spesso ricondotta al fatto che sono i fini previsti, piuttosto che i mezzi coinvolti, a motivare le persone. A differenza delle visioni utopiche, che sorvolano sui problemi del mondo reale non solo a livello di implementazione ma anche di contraddizioni interne, non si può dimostrare che la libertà – un "servo amorale" – non abbia risultati oggettivi. Ciò significherebbe caricarla di un deficit di ispirazione.

Tuttavia attribuire al libero mercato quei risultati sgraditi è una colpa sbagliata, pertanto limitare gli accordi volontari, oltre a prevenire l'uso della forza e la frode, non può risolvere i problemi reali. Tali ostacoli possono intorbidire la capacità del libero mercato di coordinare gli sforzi produttivi reciprocamente vantaggiosi delle persone, causando molti danni attraverso tentativi sbagliati di realizzare il bene.

I pensieri di Leonard Read sull'argomento

Il libero mercato è l'unico meccanismo che può disciplinare in modo sensato, logico e intelligente la produzione ed il consumo. Perché è solo quando il mercato è libero che il calcolo economico è possibile; il prezzo libero è la chiave.

Ma è necessario riconoscere i limiti del libero mercato: è un meccanismo, e quindi è del tutto privo di persuasione morale e spirituale [...] non incarna alcuna forza coercitiva.

Data una società di individui che scelgono liberamente, il mercato è ciò che esiste di conseguenza, è un meccanismo non definitivo. È la processione degli eventi economici che si verificano quando l'autoritarismo [...] è assente.

In una parola, il libero mercato è il desiderio individuale che parla in termini di scambio [...]. Quando i desideri delle persone sono depravati, un libero mercato accoglierà la depravazione; e accoglierà l'eccellenza con eguale alacrità [...] e il male.

È perché il libero mercato serve il male oltre che il bene che molte persone pensano di poter liberare la società dal male uccidendo questo servo fedele e amorale. Ciò equivale a dire [...] bisogna rompere lo specchio in modo da non vedere il riflesso di ciò che siamo veramente.

Il mercato non è che una risposta a — uno specchio dei — nostri desideri.

Invece di maledire il male, mettetelo fuori mercato; il male cesserà nella misura in cui smetteremo di patrocinarlo. Cercare di liberarci della spazzatura correndo dallo stato affinché approvi leggi morali è come cercare di minimizzare gli effetti dell'inflazione salariale con controlli dei prezzi. Entrambi distruggono il mercato, cioè il riflesso di noi stessi [...] tenta di non vederci come siamo.

Uccidere questo servitore fedele e amorale significa bendare e ingannare noi stessi [...] negare il mercato significa cancellare il miglior punto di riferimento che l'uomo possa avere.

Il mercato è un meccanismo e non è né saggio né morale [...]. Il mercato è un percorso ad ostacoli; prima di poter perseguire la mia inclinazione o attitudine o ossessione, devo ottenere un'approvazione o un assenso adeguato e volontario [...] o altezzoso, o depravato, non controllano il verdetto. Ciò che questi altri [...] offriranno volontariamente in cambio della mia offerta significa il mio successo o fallimento, e mi permette di perseguire la mia inclinazione o meno.

Alla fine, in una società libera, la spazzatura finisce nel mucchio della spazzatura ed i risultati vengono ricompensati.

Credo che chiunque dovrebbe seguire la sua stella, ma che lo faccia con le proprie risorse o con quelle che altri forniranno volontariamente. Questo per dire che io credo nel mercato, un meccanismo duro e disciplinare.

Un individuo, nel libero mercato, considera quanta parte della sua proprietà è disposto a mettere in gioco [...]; il libero mercato dà poca importanza ai progetti che sono in fondo alle preferenze individuali.

Read riconobbe che i difensori della libertà devono affrontare il fatto che i mercati consentono alle persone di fare ciò che desiderano di più, cioè che è un servitore amorale. Non si può fare affidamento su di esso per produrre solo cose buone ed ispiratrici. Ma quando alcune persone permettono che si faccia del male, lo fanno solo a riflesso di ciò che altri desiderano. Se ci riformassimo, i mercati non farebbero questo danno. E Leonard Read aveva grande fiducia che tali miglioramenti fossero possibili. Al contrario, “riformarci” coercitivamente non elimina le cause di tale danno e quindi fa poco per fermarle, bensì elimina il servitore amorale del bene più grande che non può essere realizzato con nessun altro mezzo.

Leonard Read riconobbe che la libertà, gli accordi volontari che vengono creati quando i diritti a noi stessi e alla nostra produzione sono protetti, fornisce i mezzi per raggiungere ciò che è realizzabile in una società dedita al progresso. Man mano che ci sviluppiamo, ognuno di noi ha di più da offrire agli altri. Questo, oltre a ciò che la libertà ha storicamente realizzato spingendosi oltre l'immaginazione di chiunque e creando possibilità ancora inconoscibili, era al centro della sua visione ispiratrice.

Per seguire il percorso di Leonard Read verso una maggiore libertà, anche noi dobbiamo sviluppare la nostra capacità di "vedere" il bene invisibile (e spesso inimmaginabile) che può essere realizzato solo liberando la capacità delle persone di creare ed innovare pacificamente. Dobbiamo anche essere in grado di vedere i difetti intrinseci della coercizione. Con una tale visione binoculare, possiamo riconoscere alla libertà quel faro d'ispirazione molto più luminoso rispetto a qualsiasi fantasia statale.

Di Gary Galles

Traduzione di Francesco Simoncelli