Stefano Sylos Labini rammenta che nel contratto di governo M5S – Lega si fa menzione di un concetto – la cartolarizzazione dei crediti fiscali – che in nuce può rappresentare l’appiglio per l’avvio di un progetto CCF / Moneta Fiscale.

Il passaggio è il seguente:

Occorre intervenire per risolvere la questione dei debiti insoluti della pubblica amministrazione nei confronti dei contribuenti, tenuto conto della portata patologica del fenomeno nel nostro Paese… Tra le misure concretamente percorribili, spiccano l’istituto della compensazione tra crediti e debiti nei confronti della pubblica amministrazione, da favorire attraverso l’ampliamento delle fattispecie ammesse, e la cartolarizzazione dei crediti fiscali anche attraverso strumenti quali titoli di Stato di piccolo taglio, anche valutando nelle sedi opportune la definizione stessa di debito pubblico.

Vero, è un appiglio. Però è del tutto insufficiente.

La “cartolarizzazione dei crediti fiscali” richiama la proposta dei Minibot, elaborata da Claudio Borghi della Lega, che infatti è stato uno dei principali estensori del contratto di governo. Ma i Minibot, almeno nei termini in cui sono stati fin qui proposti, danno un contributo molto limitato all’espansione dell’economia, per le ragioni spiegate diffusamente qui.

Gli appigli non risolvono nulla, a meno che non siano il trampolino per l’applicazione del progetto completo CCF / MF. Non è più il tempo – se mai lo è stato – delle mezze misure.