Astrazeneca si trova nell’occhio del ciclone.

A scatenare la bufera, è la realtà di cui molti cittadini stanno abbracciando le sembianze: prima si moriva di Covid, ora si muore a causa del vaccino.

Il caso di Camilla Canepa, la giovane ligure che durante un open-day ha ricevuto la prima dose del "Vaxzevria" per poi morire pochi giorni dopo, ha sconvolto l’Italia intera.

Quest’episodio è solo una goccia nell’oceano di probabilità che il vaccino ci si rivolti contro ma non per questo bisogna sottovalutarne l’importanza.

Parliamo comunque di una vita spezzata all’improvviso, di una mancanza che come molte altre, ha distrutto la serenità di una famiglia.

L'ennesima vicenda che conferma ancora una volta l’inattendibilità di un vaccino messo a disposizione per un’età alla quale non avrebbe dovuto essere desinato.

Quest’articolo vuole essere un elargire di conoscenza e un incontro tra punti di vista, per ricordare quanti hanno pagato con la vita durante questa pandemia.

Morti a causa Astrazeneca: il caso di Camilla

Camilla Canepa, diciottenne della provincia di Sestri Levante ha incrociato il percorso della morte troppo presto.

In paese tanti la ricordano come una ragazza solare, amante della pallavolo, prossima alla maturità.

Una vita piena di sogni e di progetti finita in tragedia, dopo quel vaccino Astrazeneca (Vaxzevria) ricevuto durante l’open day per gli over 18 promosso dalla Regione Liguria.

Che cos’è successo dopo quel pomeriggio?

Che cosa ha innescato in lei questa prima dose?

Camilla inizia a sentirsi male, il 3 giugno si presenta al pronto soccorso dell’ospedale di Lavagna con il manifestarsi di un forte mal di testa e una grave intolleranza alla luce che le brucia gli occhi.

La tac dopo la visita è negativa e quindi, va rimandata a casa ed è qui che inizia il delirio.

Due giorni dopo si reca all’Ospedale San Martino di Genova lamentando difficoltà motorie e dolori fortissimi.

In sala operatoria si accerta l’incorrere di un’emorragia cerebrale che le causa trombi al seno cavernoso, i chirurghi fanno il possibile per diminuire la pressione intracranica ma Camilla non ce la fa.

Lascia due genitori che le vogliono molto bene e una sorella poco più grande, l’intero paese è in lutto e persino il sindaco Valentina Ghio spende qualche parola in suo onore.

Sebbene la procura di Genova avesse già dato il via ad un’indagine conoscitiva, ora la situazione si è ribaltata.

In un’articolo del corriete.it si riporta quanto dice il Procuratore Francesco Pinto:

“Metteremo in atto il protocollo già applicato a un altro decesso post vaccino, il fascicolo sarà aperto e si darà corso agli adempimenti necessari, a cominciare da quello autoptico e alla raccolta di tutta la documentazione anche dell’iter vaccinale. Nomineremo il medico legale e l’ematologo che già stanno seguendo gli altri casi”

ci saranno confermate le dinamiche della vicenda una volta finito di studiare il caso minuto dopo minuto.

Astrazeneca e seconda dose: i favorevoli

Dopo questo avvenimento che lascia senza parole, si attende la decisione del Cts a proposito dell’utilizzo del vaccino Astrazeneca e Johnson & Johnson.

Il dibattito sulla loro somministrazione alla popolazione giovane e sull’iniziativa degli open day delle regioni scatena non pochi dissensi.

Da un lato, abbiamo il Ministro della Salute Roberto Speranza, che non la sua solita espressione assettica ribadisce la sicurezza e l’affidabilità di Astrazeneca in un’interrogazione parlamentare.

Come spiega fanpage.it, egli si era già espresso il 7 aprile scorso dicendo:

“ Aifa ha poi ribadito che il profilo benefico-rischio è più favorevole con l’aumentare dell’età. Queste valutazioni saranno sicuramente considerate.[...] La campagna nel nostro paese ha superato le 40 milioni di dosi somministrate. I vaccini sono la vera arma che abbiamo contro il virus, tutti i vaccini approvati da Ema e Aifa sono sicuri ed efficaci”

e se allora aveva scatenato l’opinione pubblica, ora fa imbestialire anche gli specializzati in virologia.

Non essendo il solo a portare avanti questa convinzione, molti altri esperti si dicono favorevoli al completamento del ciclo vaccinale con una seconda dose dello stesso vaccino.

Come viene riportato su rainews.it:

“In questo momento chi ha fatto la prima dose con un vaccino è bene che faccia la seconda dose con lo stesso vaccino. Ciò perchè le prove sperimentali che hanno portato all’approvazione di questi vaccini sono state fatte sulla somministrazione di due dosi per lo stesso vaccino e hanno dimostrato adeguate condizioni di sicurezza e di protezione”

una conferma che non esita ad arrivare proprio dal V Rapporto Aifa  in materia di farmacovigilanza, che evidenzia come il rapporto vaccino-morte sia 1 caso ogni 100.000 prime dosi somministrate in soggetti under 60.

Il mio pensiero da redattrice si ferma qui per un attimo, combattuto dalle notizie e va alla famiglia di Camilla.

Se io fossi sua madre e un qualsiasi rappresentante ministeriale o chicchessia mi riportasse queste statistiche sapete quale sarebbe la mia domanda?

E se l’unico caso su 100.000 rigurdasse tua figlia?

Continueresti ancora ad essere convinto della sicurezza del vaccino?

Atrazeneca seconda dose: cosa dicono i contrari 

Al vaglio decisionale del Cts vi è dunque, la questione del richiamo

Quale immunizzante adoperare per effettuare la seconda somministrazione, Astrazeneca o uno diverso?

Dal momento che lo scenario epidemologico ha visto un notevole crollo dei contagi e la circolazione del virus va via via diminuendo,  di rigflesso mutano anche i rapporti di rischi e benefici.

Ciò riguarda specialmente la popolazione giovane ed è proprio per questo motivo che la strategia vaccinale va assolutamente rivisitata.

La maggior parte dei medici insiste sulla sufficienza della prima dose.

Massimo Galli, docente di Malattie Infettive e direttore all’Ospedale Sacco di Milano dice a rainews.it:

“Molte persone che recentemente si sono vaccinate con Astrazeneca, se hanno sviluppato gli anticorpi, non è indispensabile che facciano la seconda dose”

inoltre, ci tiene a ricordare che Astrazeneca fu primariamente progettato per una dose unica.

Solo quando si vide la mancanza di successo si è pensato di aggiungerne un’altra.

Sebbene la singola dose ora sia in grado di sviluppare una risposta immunitaria importante, non è comunque indirizzabile ai giovani.

Nel decorrere del tempo, ad attirare l’attenzione fu anche la presentazione di una lettera da parte di 24 medici vaccinatori che avvertivano dei rischi legati alla somministrazione di Astrazeneva ai giovani.

A questa si era collegata la reazione critica del Presidente dell’Ordine dei Medici, alcuni dicono che avesse intenzione di far marcia indietro.

E farebbe bene visto la gravità del problema e l’insorgere delle opinioni contrarie dei suoi sottoposti.

Astrazeneca: i virologi si dicono scontertati !

L’aumento di virologi e scienziati che chiedono al governo di rivedere tutta la strategia è mosso dal loro sconcerto.

Andrea Crisanti, microbiologo e accademico, noncè divulgatore scientifico esplode su fanpage.it:

“ Perchè i vaccini sopra i 60 anni, sono stati distribuiti ai giovani, sapendo che c’era questo rischio quando c’è a disposizione un’alternativa che è Pfizer? Sono sconcertato. Abbiamo discusso a lungo sul problema di Astrazeneca, abbiamo discusso del fatto che andava dato sopra i 60 anni perchè sarebbe sicuro ed efficace, c’erano alternative  e non valeva la pena correre rischi”

ma i rischi sono stati corsi, a discapito di una vita.

Cts e vaccini: possibili rallentamenti in vista

Indipendentemente dalle casistiche patologiche e dalle decisioni personali, Camilla ha perso la vita a causa di una somministrazione che non andava fatta.

Per tale ragione ora il Cts si trova a dover fare una scelta.

Come riporta ilpost.it:

“Il Cts dovrebbe quindi fornire indicazioni più rigide sull’opportunità di riservare le vaccinazioni con Astrazeneca agli over 60, dove i rischi di trombosi sono ulteriormente bassi rispetto a quelli già minimi riscontrati tra i giovani.”

non potrà vietare l’uso del vaccino a prescindere dall’età ma potrà indicare se procedere o meno con la somministrazione di una seconda dose vaccinale diversa rispetto a quella già fatta in precedenza.

L’impiego maggiore di scorte di vaccini potrebbe rallentare l’intero processo vaccinale, non è una decisione facile ... ma è necessaria.

Vaxzevria: cos'è e quali sono le controindicazioni

Il vaccino complice della causa di decesso di Camilla è il Vaxzevria di Astrazeneca, progettato per aiutare il sistema immunitario di un soggetto a prepararsi per contrastare il coronavirus.

Come spiega aifa.gov.it:

“Il vaccino è composto da un adenovirus di scimpanzé incapace di replicarsi e modificato per veicolare l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus Sars cov-2 [...]La tecnologia del vettore virale utilizzata per questo vaccino è già stata testata con successo ed è utilizzata per prevenire altre malattie.”

ma sulla base di nuove analisi, l’Ema dice quanto riportato su wired.it:

“ l’esposizione e il tempo di follow-up non sono stati sufficienti per determinare se il rischio di trombi con piastrinopenia dopo una seconda dose del vaccino sarà diverso rispetto al rischio dopo la prima dose. Al momento non ci sono dati o sono limitati per modificare le attuali raccomandazioni”

In merito a quanto scritto nel bugiardino del vaccino Astrazeneca, tutti i casi in cui si sono presentate le controindicazioni si sono manifestati entro le 2 settimane successive all’inoculazione.

Tra i sintomi ci sono:

  • dolori al petto,
  • mancanza di fiato,
  • dolore addominale,
  • mal di testa forte,
  • visione offuscata.

Non fatico a credere che ancora in tanti non siano propensi a vaccinarsi, la paura governa sempre la parte più profonda di noi.

La diffidenza per quanto riguarda le istituzioni chiude il cerchio della nostra negazione.