Nel video di ieri avevo sottolineato come la funzione primaria di una Banca Centrale fosse quella di rendere omogenee le monete emesse dalle Banche Commerciali, se vogliamo dirla in maniera molto elegante potremmo dire che la banca Centrale garantisce l’esistenza di uno spazio monetario comune.

Ma naturalmente non si ferma qui, ovviamente ha anche altri compiti.

Spesso si sente dire che fra i compiti, oppure potremmo dire fra le incombenze di una Banca Centrale c’è quella di garantire il debito pubblico del Paese, cosa significa?

Beh, significa essere garante del pagamento, alla scadenza, dei titoli del debito pubblico. 

Ma, domandiamoci, la Banca Centrale è sempre in grado di garantire il debito pubblico?

La risposta sarebbe ovviamente “No”! Infatti se il debito pubblico di un Paese fosse emesso in una moneta non sovrana, che ne so, se titoli del debito pubblico fossero emessi nella moneta di un altro Paese. Come ad esempio è accaduto con l’Argentina che aveva emesso titoli del debito pubblico in dollari americani.

Non potendo la Banca Nazionale argentina emettere dollari statunitensi e non riuscendo a procurarseli a sufficienza, non è riuscita a ripagare titoli del debito pubblico di fatto portando al default il Paese.

Oppure, come accaduto alla Grecia, che aveva emesso titoli del debito pubblico nella sua moneta corrente, ossia l’euro, ma era una moneta sulla quale lo Stato ellenico non aveva sovranità, perché non è emessa dalla Banca Nazionale ellenica, bensì dalla Bce. 

Però se i titoli del debito pubblico fossero emessi esclusivamente in moneta sovrana, diciamo quella ufficiale, la risposta alla domanda “la Banca Centrale è sempre in grado di garantire il debito pubblico?” dovrebbe essere “Teoricamente sì”.

Perché la Banca Centrale di un Paese a sovranità monetaria può emettere moneta, e, tecnicamente, in maniera illimitata, per cui potrà sempre far fronte a qualsiasi scadenza.

A questo proposito, però, ricordate la risposta che diede Draghi a quel giornalista che gli chiese se la Bce poteva finire i soldi? Draghi, in maniera ineccepibile (una volta tanto), rispose “Tecnicamente no”.

Perché quella risposta “Tecnicamente no” è corretta ed ineccepibile? 

Perché naturalmente la risposta non poteva essere “Sì”, non c’è limitazione di fatto alla emissione monetaria da parte della Banca Centrale, visto che si tratta di creare un numero, sappiamo tutti che i numeri sono infiniti quindi … non c’è un limite.

Ma anche la risposta “No” non sarebbe stata precisa, corretta, e qua il motivo è invece più complesso da spiegare. Visto quello che ho appena detto, ossia che i numeri sono infiniti, ne consegue che la Banca Centrale potrebbe creare moneta all’infinito, e quindi la risposta alla domanda “la Bce può finire i soldi?” sembra, per logica, sia semplicemente “No”. 

Però il fatto è che ciò, certo, vale, ma solo in linea teorica, creare moneta all’infinito, infatti, non ha senso, insomma fare come lo Zimbabwe non è certamente auspicabile.

Da qui la risposta corretta di Draghi, ossia “Tecnicamente no” che quindi deve essere interpretata come, “anche se non c’è un limite alla creazione monetaria, ad un certo punto non avrà più senso continuare ad aumentare l’emissione monetaria”.

Quindi non possiamo affermare che la Banca Centrale possa “sempre” risultare “garante del debito pubblico”, lo è finché il mercato gli crede, quando il mercato non gli crederà più, la Banca Centrale potrà pur continuare ad emettere sempre più moneta, ma quella moneta diventerà semplicemente carta straccia. 

D’altronde, cari ascoltatori, è sufficiente usare la logica. Fatemi dire una banalità, ma sulla quale spesso non riflettiamo: se la Banca Centrale fosse in grado di garantire un debito all’infinito, saremmo tutti ricchi, semplicemente perché il debito non sarebbe un problema avendo sempre chi lo garantisce.

Invece, purtroppo, il debito, qualsiasi debito, ha un limite invalicabile oltre il quale non diventa più sostenibile e quindi rimborsabile, ed a quel punto si arriva al default, in italiano al fallimento.

I titoli del debito pubblico, quindi debbono essere sostenuti dal risparmio privato, finché avviene questo, ed ossia finché i cittadini risparmiatori sottoscrivono titoli del debito pubblico ricevendo in cambio un interesse congruo, ossia in linea con il tasso di crescita del Paese, facendo così rimanere più o meno invariato il rapporto debito su Pil, le cose vanno bene.

E’ quando i risparmiatori privati o non avranno più la capacità di sottoscrivere tutta l’offerta di titoli del debito pubblico, oppure non si fideranno troppo e richiederanno interessi decisamente superiori al tasso di crescita del Paese, di fatto quindi facendo aumentare il rapporto fra debito e Pil.

Ecco che cominciano i problemi.

Come cercherà lo Stato di risolvere quel problema? Chiaramente chiederà l’aiuto, ricorrerà alla Banca Centrale.

Essendo la Banca Centrale in grado di emettere quanta moneta sia necessaria, con la moneta creata sottoscriverà quella parte di titoli dello Stato che non è stata sottoscritta dal mercato, ossia dai risparmiatori/investitori.

Certo, per un po’ questo va bene. O meglio non va bene perché quella moneta è stata creata appositamente per l’acquisto di debito pubblico, non è moneta già entrata nel circuito economico, come quella dei risparmiatori, quindi la moneta che la Banca Centrale crea per acquistare titoli dello Stato è moneta senza valore che prima o poi si trasformerà in inflazione.

Ora è chiaro che se quella moneta così diciamo creata artificialmente dalla Banca Centrale per acquistare titoli dello Stato non è in grande quantità produrrà un’inflazione talmente bassa della quale neanche ce ne accorgeremmo.

Come facciamo infatti a capire che ne so un tasso d’inflazione dello 0,001%. 

Quando invece quell’emissione monetaria che abbiamo definito “artificiale” raggiunge alti livelli è chiaro che il problema non solo non si risolve, ma si aggrava.

Ebbene, arriviamo a noi, il fatto è che la Bce per statuto non può neppure fare questo, ossia non può sottoscrivere titoli del debito pubblico dei Paesi aderenti, di fatto non è garante del debito pubblico dei vari Paesi, per questo la Grecia è fallita.

Tuttavia c’era la necessità dell’intervento della Bce perché, in particolare, con la pseudo pandemia gli Stati europei si sono trovati ad avere necessita di una enorme quantità di moneta che gli poteva garantire solo la Bce. Ed allora?

Ed allora ecco l’escamotage per evitare gli obblighi e soprattutto i divieti dello statuto. La Bce non può sottoscrivere titoli del debito pubblico alla loro emissione perché si evidenzierebbe così che sta sostenendo un Paese a scapito degli altri, ma non gli è vietato detenere titoli del debito pubblico dei vari Paesi aderenti.

Quindi può acquistare titoli del debito pubblico dopo che essi sono stati emessi.

In pratica è come se io non potessi per legge andare a comprare frutta e verdura al mercato, allora cosa faccio? Mando un altro a comprare i prodotti al mercato e poi li compro da questa persona che mi ha fatto il favore di andare al mercato a fare la spesa per conto mio.

Ebbene a fare questo “favore” alla Bce, è tutto il sistema bancario. Le Banche acquistavano in asta i titoli del debito pubblico “rivendendoli” passatemi il termine poi alla Bce.

Ebbene, mi sono accorto che non riesco a concludere l’argomento neppure col video odierno. Mi auguro di non avervi annoiato, ma era necessario comunque soffermarci su questo aspetto, ossia l’intervento delle Banche Centrali come garanti del debito pubblico.

Con un prossimo video concluderò davvero l’argomento (almeno mi auguro) parlando dello scudo anti spread.