Ora che i tassi in aumento stanno iniziando a far salire i costi dei prestiti in tutto l'ambiente economico, tutte quelle realtà che hanno giovato dalla ZIRP sono in difficoltà. Un'area in particolare è quella del settore automobilistico, la quale ha visto un eccesso di domanda stimolata dai finanziamenti a basso costo alimentati dalla politica monetaria allentata della banca centrale. Non è un caso quindi che il settore automobilistico statunitense abbia fatto registrare una delle prestazioni peggiori negli ultimi anni. Ma non è solo, poiché adesso si è accodato anche quello europeo. Sebbene la burocrazia c'abbia messo lo zampino nella discesa, il driver principale è il mercato statunitense che sta tirando i remi in barca insieme a quello cinese. Se, ad esempio, la Fiat è riuscita a reinventarsi è stato in gran parte dovuto ad un ambiente economico statunitense distorto dai prestiti auto facili. Più volte su questo spazio è stato sottolineato come tale bolla sia il prossimo bubbone subprime e adesso che la normalizzazione della FED sta andando avanti, visto che il debito è la causa delle recessioni e non la sua cura quindi aggiungerne altro a quello precedente non ha fatto altro che erodere ulteriormente i fondamentali di mercato, le bolle nate sulla scia della sua politica monetaria allentata inizieranno a scoppiare. Infatti sono quelle attività che sprecano ricchezza reale che finiscono per avere le maggiori difficoltà nel ripagare il loro debito, poiché non hanno mai generato alcuna ricchezza reale e sono state finanziate da coloro che la creano. La fine della manna monetaria vuol dire che non possono più godere dei pasti gratis: trasferimento di ricchezza reale dai creatori di ricchezza reale. E contrariamente a quanto si pensa, una calo della massa monetaria è precisamente ciò che è necessario per mettere in moto un rinnovato accumulo di ricchezza reale e rivitalizzare l'economia. La stampa di denaro infligge solo più danni e quindi non dovrebbe mai essere considerata come un mezzo per aiutare l'economia.