Siamo ormai quasi tre settimane nell'anno nuovo, ma a quanti di noi sembra veramente che sia cambiato qualcosa?

Il 2022, onestamente, sembra molto più simile al 2021 di quanto questo fosse simile al 2020. Il 2021 è iniziato con canti di speranza e di gioia per il nuovo vaccino, mentre i casi continuavano a crescere senza controllo e le terapie intensive si riempivano in tutta la penisola. 

Un anno dopo, ed è cambiato molto poco. Certo, i vaccini migliorano di molto l'immunità dal Covid-19, ma la nuova variante Omicron è talmente contagiosa che i casi sono nuovamente a livelli record, sebbene fortunatamente con molti meno morti e posti letto occupati. 

Non tutti, però, vedono in Omicron qualcosa di necessariamente negativo. Secondo Hans Kluge, direttore per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, grazie ad Omicron è possibile vedere uno spiraglio di luce. Secondo il direttore, infatti:

In base a quello che vediamo, l'immunità l'avremo con il vaccino o con il contagio a causa della veloce trasmissibilità di Omicron. L'importante è vaccinarsi, le persone vaccinate hanno minori possibilità di sviluppare malattie gravi. Vedremo cosa succederà quando Omicron colpirà i non vaccinati [...] Probabilmente il picco dell'ondata Omicron terminerà prima di quanto previsto.

Kluge ha continuato prevedendo che il picco dei contagi in Italia arriverà fra circa due o tre settimane, ma poi la discesa sarà molto più veloce del solito. Secondo lui, il modo in cui l'Italia ha gestito la pandemia è encomiabile, lodando le azioni del ministro Speranza e chiamando ad una maggiore responsabilità civile per tutti.

In ogni caso, mentre tutto il mondo continua a combattere contro la pandemia, in Italia siamo in ballo con una piccola crisi politica dovuta al fatto che ben presto ci saranno le elezioni per il nuovo Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella, l'attuale presidente in carica, ha finito il suo mandato con l'inizio dell'anno, e le nuove elezioni si terranno il prossimo 24 gennaio (o almeno il primo turno). 

Tutti i partiti, dunque, sono in subbuglio. Anche in questo il 2022 sembra molto simile al 2021, che era iniziato con una ben poco necessaria crisi di governo che portò, poi, all'ascesa di Mario Draghi a Palazzo Chigi. 

Un anno dopo, cambia la carica istituzionale ma non cambiano (di molto) gli attori. Tutti i partiti vogliono spingere la loro agenda politica e l'incertezza su chi sarà il prossimo inquilino del Quirinale sta facendo molto agitare i mercati

Di conseguenza, lo spread sale e l'instabilità cresce. Ma perché tutta questa agitazione intorno alla figura del Presidente della Repubblica? E quali sono i candidati più papabili? Vediamolo insieme. 

Poteri del Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica non è un organo conferito di uno dei tre poteri fondamentali dello stato. Per fare chiarezza, ogni stato di diritto ha tre poteri da esercitare: il potere legislativo, ovvero quello di fare le leggi, esecutivo, ovvero quello di eseguire le leggi, e giudiziario, ovvero quello di far rispettare le leggi. 

Questi tre poteri possono essere assorbiti da un solo organo (come ad esempio un Sovrano Assoluto) oppure essere divisi fra tre diversi organi statali. Nel caso delle repubbliche parlamentari come l'Italia questi poteri sono così divisi:

  • Il potere legislativo è conferito al Parlamento, diviso fra Senato e Camera dei Deputati, che viene eletto direttamente dal popolo;
  • Il potere esecutivo è conferito al Governo, presieduto dal Primo Ministro, che viene eletto indirettamente dal popolo in quanto è il Parlamento a conferire la fiducia al Governo;
  • Il potere giudiziario è conferito alla Magistratura, che deve essere un organo completamente separato dagli altri due (e quindi dalla politica). 

In alcuni stati, come gli Stati Uniti d'America, il Presidente della Repubblica detiene il potere esecutivo, e viene eletto direttamente dal popolo. Non è il caso dell'Italia, in cui il Presidente della Repubblica sembra non avere alcun potere fondamentale

Ma allora a cosa serve la sua figura? E perché le sue elezioni sono tanto importanti?

Il Presidente della Repubblica, i cui poteri sono elencati in Costituzione, nomina il Primo Ministro ed il Governo, che verrà poi passato per voto di fiducia dal Parlamento. Il Presidente della Repubblica, quindi, funge da fondamentale organo neutrale per la politica, una specie di punto di riferimento a cui poter sempre guardare in caso di crisi. 

Il Presidente della Repubblica, infatti, può anche sciogliere le camere chiamando nuove elezioni in caso la situazione politica sia estremamente instabile e non si riesca a trovare un Governo che vada bene al Parlamento. 

Infine, il Presidente della Repubblica rappresenta lo Stato in tutte le cerimonie ufficiali ed istituzionali, in quanto appunto organo neutro e, almeno teoricamente, staccato dalla politica

Elezione del Presidente della Repubblica

Come spiegato nel paragrafo precedente, in alcuni stati il Presidente della Repubblica è eletto direttamente dal popolo. Questo solitamente avviene quando esso ha poteri esecutivi e dunque di interesse vitale per l'intera popolazione. 

In Italia non è esattamente così: poiché il Presidente della Repubblica deve supervisionare la politica piuttosto che farne attivamente parte esso è eletto dalle Camere del Parlamento

Nei primi tre turni di elezioni un nome deve ottenere la maggioranza dei 2/3 per essere eletto. Dal quarto turno in poi, invece, basta la maggioranza assoluta

Questo dettaglio è estremamente importante per i partiti poiché in questo modo possono organizzare meglio la loro strategia portando le elezioni sino al quarto turno e solo allora votare in massa il loro candidato. 

Questa è anche la strategia che userà il centro-destra. Infatti, non vi è nessun candidato, secondo i sondaggiPresidente della Repubblica che possa mettere tutti d'accordo, almeno con l'attuale legislatura. 

Vediamo dunque quali sono i papabili e come potrebbe svolgersi, fra pochi giorni, il processo elettivo del Presidente della Repubblica. 

Sondaggi Presidente della Repubblica: Berlusconi, Draghi o...?

I partiti di centro-destra sarebbero ufficialmente disposti a supportare, venendo confermati anche dai sondaggi, Berlusconi Presidente della Repubblica

I leader di Lega e Forza Italia, rispettivamente Matteo Salvini e Giorgia Meloni, hanno infatti dichiarato ufficialmente la loro posizione in una nota che recita:

I leader della coalizione hanno convenuto che Silvio Berlusconi sia la figura adatta a ricoprire in questo frangente difficile l’Alta Carica con l’autorevolezza e l’esperienza che il Paese merita e che gli italiani si attendono. Gli chiedono pertanto di sciogliere in senso favorevole la riserva fin qui mantenuta. 

Le forze di centro-destra, al momento, occupano una porzione consistente del Parlamento, ed al momento sarebbero in grado di ottenere 480 voti per supportare il proprio candidato, ovvero Silvio Berlusconi. 

480, sebbene non pochi, non sono comunque abbastanza per raggiungere la maggioranza assoluta che servirebbe per eleggere Berlusconi Presidente della Repubblica dal quarto turno in poi. Tale maggioranza, infatti, è di 505 voti.

Alcune fazioni, come il Movimento 5 Stelle ed il PD, si sono categoricamente rifiutati di eleggere Berlusconi Presidente della Repubblica. 

Si dovrebbe dunque guardare ad altre due opzioni. Al momento altri due nomi probabili sono l'attuale premier Mario Draghi ed una rielezione di Sergio Mattarella. Il sondaggista Fabrizio Masia ha parlato di queste possibilità dicendo che:

Premesso che Mattarella ha dichiarato più volte di non voler essere ricandidato, da un lato, dunque, c'è Mario Draghi. Anche sulla base del fatto che ha quasi lasciato intendere di essere disponibile e che la sua elezione al Colle avrebbe anche una chiave di lettura europea di garanzia rispetto a tutto quello che sta accadendo.

Draghi potrebbe intercettare una maggioranza allargata, ma fino a un certo punto.

Mattarella II, quindi, sarebbe quasi certamente da escludere. Per quanto riguarda Mario Draghi, invece, la sua elezione potrebbe migliorare o peggiorare la crescita dello spread.

Ciò dipenderebbe da cosa preferiscono i mercati: se vedono Draghi come simbolo di stabilità istituzionale, una sua salita al colle potrebbe esserci di beneficio, mentre se lo preferiscono alle redini della carrozza questa opzione potrebbe peggiorare le cose ed aumentare lo spread. 

Le opzioni, comunque, non si interrompono qui. 

Né Draghi né Berlusconi Presidente della Repubblica. Opzione donna?

Molti analisti stanno anche speculando su una possibile Presidentessa della Repubblica, cosa mai avvenuta prima nella storia italiana e che è certamente giunto il momento di cambiare. 

Al momento, le due candidate più papabili alla presidenza sono Elisabetta CasellatiMarta Cartabia. La prima è l'attuale Presidentessa del Senato e, secondo i sondaggi, potrebbe recuperare ben 519 voti a favore.

La Cartabia, invece, è l'attuale Ministra della Giustizia e secondo i sondaggi riuscirebbe ad ottenere 358 voti a favore

Anche Letizia Moratti è un altro nome che, al momento, sta viaggiando per le sale della politica italiana. L'imprenditrice ed assessora al welfare per la Lombardia potrebbe ottenere 499 voti a favore in caso di candidatura. 

Dei nomi fin'ora elencati, solo la Casellati avrebbe i numeri per salire al Quirinale, ma essendo queste cifre ricavate da sondaggi i partiti potrebbero usarle a proprio favore per racimolare gli ultimi voti necessari prima del voto. 

In effetti, però, le candidate non sembrano avere molto appeal sulla popolazione italiana. Secondo un sondaggio presentato a La7, la Casellati avrebbe ottenuto l'8% dei consensi, mentre la Cartabia appena il 6% sull'intera popolazione campione. 

Entrambe molto indietro rispetto a Draghi, che detiene il primo posto indiscusso del sondaggio con il 21% dei consensi, seguito da Berlusconi con il 18%. 

Il 51% della popolazione campione, tuttavia, ha risposto al sondaggio con un laconico "Non mi interessa", segno che non molti dei nostri cittadini sono interessati a chi diventerà il futuro Presidente della Repubblica, volendo concentrarsi su altre priorità come la pandemia.