Biden cambia strategia

In attesa che JP ci mandi il prossimo report, probabilmente nel fine settimana, accontentatevi di quel che penso io sull’attuale situazione politica.

In attesa che JP ci mandi il prossimo report, probabilmente nel fine settimana, accontentatevi di quel che penso io sull’attuale situazione politica negli Stati Uniti.

Era un’ipotesi che io avevo avanzato ancora diverso tempo fa, ossia che negli Stati Uniti i democratici all’ultimo momento avrebbero sostituito il candidato.

Joe Biden sarebbe stato convinto, con le buone, ma non solo, a lasciare il posto a Michelle Obama.

Avevo anche previsto che comunque in un duello fra Michelle Obama e Trump avrebbe vinto Trump, fra l’altro ricordando che Trump aveva già battuto la moglie di un ex Presidente, ed allora riproporre una simile sfida per i democratici si sarebbe trattato nient’altro che di un autogol.

Pareva che i democratici avessero capito che la candidatura all’ultimo minuto di Michelle Obama non sarebbe stata una mossa vincente, insomma se Hillary Clinton che aveva avuto due anni di tempo per preparare la propria campagna elettorale, aveva miseramente perso contro tutti i sondaggi, figuriamoci quale sarebbe stata la fine di Michelle Obama che oltretutto non ha neppure esperienza politica.

Insomma i democratici forse pensavano che candidare Michelle Obama, ripeto, una persona senza alcuna esperienza politica, non sarebbe stato un azzardo in quanto il messaggio era chiaro: alla Casa Bianca sarebbe ritornato, di fatto, Barack Obama.

Nonostante questo, come ho detto, pare proprio che i democratici si fossero convinti che la candidatura Michelle Obama non avrebbe avuto altro effetto che consegnare la Casa Bianca a Trump, forse, anzi, probabilmente, anche dopo aver avuto il conforto di qualche sondaggio non reso pubblico.

Poi sono iniziate le primarie. Certo il super-tuesday ci sarà solo fra tre settimane, e solo lì si potrà avere un giudizio quasi definitivo, ma già dalle primissime primarie una cosa è apparsa in maniera inequivocabile, nel Partito Democratico non sono emersi candidati anche minimamente credibili.

Le vittorie schiaccianti di Biden ne sono la prova lampante.

Allora i Democratici hanno avuto un’altra idea, convinti che Michelle Obama non funzionava nonostante il messaggio fosse chiaro, ossia il Presidente ombra sarebbe stato comunque il marito, forse gli americani si sarebbero convinti a votare democratico soltanto se Barack Obama fosse tornato ad essere il vero Presidente, insomma quello che aveva nelle proprie mani la famigerata valigetta.

Ma sappiamo che c’è una legge che vieta alle persone che hanno avuto due mandati come Presidente non solo di averne un terzo, ma anche di candidarsi.

Ed ecco l’idea geniale.

Sì chi è stato per due mandati Presidente, come Barack Obma, non può candidarsi di nuovo, ma è una prerogativa del Presidente quella di scegliersi il suo vice, quindi avete capito, Biden avrebbe dovuto annunciare che, in caso di una sua riconferma alla Casa Bianca avrebbe nominato Barack Obama suo vice.

Quel che succedeva dopo, era chiaro, sarebbe accaduto qualcosa che avrebbe impedito a Biden di svolgere il ruolo di Presidente, riportando così Barack Obama alla Presidenza effettiva degli Stati Uniti d’America.

Questa eventualità è stata studiata dai costituzionalisti, perché l’escamotage era evidente e serviva ad eludere una legge assolutamente chiara, dopo due mandati i Presidenti devono farsi da parte.

Insomma la mossa di far nominare Obama vicepresidente avrebbe dovuto passare sotto la lente della Corte Costituzionale, erano infatti ampi gli spazi di una possibile incostituzionalità.

Insomma i democratici si trovano un bel problema perché la situazione di Biden peggiora di giorno in giorno.

Vi avevo parlato tempo fa di una cosa che mi aveva riferito JP, ossia che c’era un ventriloquo negli Stati Uniti che riempiva i teatri con uno spettacolo che lo vedeva solo sul palcoscenico manovrando con la mano il pupazzo di Biden.

Ovviamente le risposte sconclusionate che il pupazzo di Biden dava facevano scoppiare l’ilarità del pubblico e per il ventriloquo il vero Joe Biden era colui che gli forniva continue battute.

Visto il successo, tanti altri si sono messi a scanzonare l’attuale Presidente al punto che i curatori dell’immagine di Biden hanno deciso di cambiare strategia.

Era ora, direi per loro, meglio tardi che mai, ormai il cercar di coprire le cosiddette gaffes del Presidente si dimostrava un esercizio inutile, al punto che alcune volte non hanno proprio cercato di correggere i grossolani errori.

Comunque, la strategia scelta era quella, ossia c’era uno staff di persone che aveva il compito di coprire gli strafalcioni di Biden, magari dicendo che le parole pronunciate dal Presidente erano state travisate, che non si riferivano ad una certa persona, ma si stava rivolgendo ad altri, oppure che non era stata pronunciata una certa parola, ma una simile e così via.

Tuttavia Biden sforna gaffes di continuo, e questo staff non riusciva a reggere il ritmo, in ogni parte del mondo i comici che impersonavano Biden sono aumentati in maniera esponenziale, per cui ora gli strateghi della comunicazione si sono convinti che occorreva cambiare strategia.

E da alcuni giorni applicano quello che personalmente mi piace definire come il metodo Totti.

Ricorderete infatti che il giocatore della Roma era etichettato come … diciamo una persona non istruita, uso un eufemismo, e di tanto in tanto qualche giornalista ha utilizzato qualche termine che poteva risultare offensivo.

Totti inizialmente ha risposto con denunce, ma tutto ciò aveva come risultato quello innanzitutto di tornare a parlare della vicenda che aveva scaturito la denuncia, e comunque l’esposizione mediatica era a favore del giornalista che saliva agli onori della cronaca, il tutto quindi a danno di Totti.

Un curatore dell’immagine quindi suggerì a Totti di cambiare completamente strategia, e quindi di rispondere in maniera esattamente contraria, ossia di essere lui stesso il primo a prendersi in giro.

Il culmine di quella strategia fu raggiunto pubblicando il libro delle barzellette di Totti, che ebbe un enorme successo editoriale, libro nel quale appunto era il calciatore a vestire i panni del Pierino.

La strategia ha avuto un enorme successo, non c’era più il gusto di prendere in giro Totti, si prendeva già in giro da solo.

Ebbene hanno suggerito a Biden di utilizzare la stessa strategia, ed allora, visto che viene principalmente accusato di essere smemorato, ora quando un giornalista gli pone una domanda lui fa finta di essersi dimenticato, di non aver capito, poi dopo aver sorriso comincia a rispondere.

Il tutto quindi viene sdrammatizzato con una risata generale.

Basterà questo per far tornare Biden un candidato eleggibile, per cancellare quella reputazione negativa che ormai lo accompagnava in tutte le sue uscite pubbliche?

Questa nuova strategia ha portato anche Biden ad aprire un profilo su Tik Tok un social normalmente utilizzato dai più giovani.

Personalmente ritengo ci sia una sola cosa peggiore della vecchiaia, quella di cercare di nasconderla.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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