Ormai gli allarmi si susseguono e non si sa quanto ci sia di vero e quanto di artefatto, sto parlando di un prossimo, quasi imminente shock energetico.

Si parla infatti di aumenti tariffari impressionanti, in particolare il prezzo del gas potrebbe arrivare alle stelle e non è detto che si possa anche rimanere senza forniture, insomma una prospettiva quasi catastrofica.

Ebbene, è chiaro che, anche se non si arrivasse a situazioni del genere, ossia scenari apocalittici, ciò che si prospetta rimane comunque perlomeno molto preoccupante, cosa accadrà al nostro Paese?

Perché la prospettiva di stare al freddo nelle nostre case, sia ben chiaro, è quella meno preoccupante, sappiamo che sono le imprese a consumare la stragrande maggioranza dell’energia prodotta.

Nei famosi mesi del lockdown totale che abbiamo vissuto lo scorso anno i consumi di energia sono crollati nonostante gli italiani fossero tutti in casa, proprio perché le aziende hanno smesso di lavorare.

Ma è chiaro che se si fermano le imprese, si ferma il Paese, se non si produce, se si ferma l’economia è la fine, sia ben chiaro che i famosi ristori non servono a nulla se non a illudere le persone che comunque si possa far fronte ad una situazione che invece non ha soluzione.

Io l’ho ribadito più volte, ma forse è bene ripetersi.

Solo il lavoro è in grado di generare reddito, è così che la moneta (nominale) diventa moneta (reale) che ha cioè un valore positivo, senza questo passaggio, ossia se non viene associato il lavoro alla moneta nominale rimane appunto moneta nominale, ossia priva di valore, di fatto si crea inflazione semplicemente perché c’è una maggior quantità di moneta per acquistare la stessa merce che c’era in precedenza visto che non se ne è prodotta di nuova.

Guardate che questo concetto è davvero semplice, tuttavia la stragrande maggioranza delle persone non è in grado di capirlo.

Cerco di ribadirlo.

L’uomo non è in grado di creare nulla che abbia valore, naturalmente col termine creare intendiamo il suo significato effettivo ossia produrre dal nulla. Quindi l’emissione monetaria, quella che popolarmente viene definita creazione monetaria di per sé è priva di valore, ed allora, per capirci, chiamiamo questa “moneta nominale”.

Il sistema bancario che, come sappiamo, ha la prerogativa di creare moneta, crea moneta nominale, ossia senza valore, tuttavia se a questa moneta nominale viene associata la produzione tramite il lavoro quella moneta nominale, priva di valore, si trasforma in moneta reale, questa moneta reale è di fatto il reddito, che invece lui sì che ha un valore positivo. 

Quindi ribadiamolo sempre e sgombriamo il campo da qualsiasi equivoco, se lo Stato ricorre all’emissione monetaria da parte della Banca Centrale per ristorare persone che non hanno prodotto nulla, non ha creato reddito, non ha creato valore positivo.

Cosa eventualmente può fare lo Stato, ed in effetti è una sua funzione primaria?

Può trasferire moneta reale, sostanzialmente attraverso la leva fiscale.

Ossia può prelevare moneta reale che possiedono alcuni e trasferirla ad altri.

In genere ovviamente questa è una operazione non solo utile ma necessaria, stiamo infatti parlando di redistribuzione della ricchezza dalle persone più abbienti a quelle meno abbienti.

Ma è chiaro a tutti che questa prerogativa dello Stato, assolutamente sacrosanta, non produce una maggior ricchezza, ripeto la redistribuisce, ma la moneta reale in circolazione rimane nella stessa quantità.

Io spesso ho ribadito questi concetti, ma li ribadirò all’infinito perché sono concetti fondamentali per capire come funziona il sistema monetario.

Ed allora torniamo a noi, quanta moneta nominale è stata emessa dallo scoppio della cosiddetta pandemia ad oggi? Una quantità stratosferica, e quella è tutta inflazione, dalla quale non possiamo sfuggire.

Noi eventualmente questa inflazione potremmo non rilevarla come aumento dei prezzi soltanto perché quell’aumento dei prezzi può essere compensato da una diminuzione degli stessi dovuta magari allo sviluppo tecnologico oppure ad altri fattori, ma comunque si tratta sempre di inflazione, ossia di prezzi gonfiati.

E per una logica economica, sulla quale per il momento non mi addentro, ma è praticamente intuibile, ebbene questa inflazione si canalizza inizialmente nel comparto energetico e delle materie prime, semplicemente perché sono alla base della produzione. 

Poi dal comparto energetico e delle materie prime, ovviamente a cascata è ovvio che l’inflazione si estende anche in tutti gli altri settori.

Questo io lo sto sostenendo da sempre.

Mi fermo qui, ma spero proprio che questi concetti siano sempre più condivisi dalla maggior parte della popolazione.

Quindi quanto sentite che il nostro governo vuol mettere in campo 10 o 15 miliardi per far fronte ai prospettati forti aumenti delle bollette energetiche sappiate una cosa.

O quei 10 o 15 miliardi il Governo li prende dalle nostre tasse, e quindi ancora dalle nostre tasche, oppure li farà emettere dalla Banca Centrale ed allora saranno sempre a nostro carico sotto forma di inflazione.