È sempre stato detto che l’edilizia è il settore di traino per eccellenza dell’economia italiana.

Lo afferma anche un Report ANCE, identificandola come il settore più attivo e maggiormente dedito allo sviluppo e all'occupazione.

Un comparto che esiste da secoli, in grado di muovere capitali, risorse e manodopera in un colpo solo (come nessun’altro settore saprebbe fare).

Un ambito tecnico che unisce competenze professionali, specializzazione ed esperienza pratica, identificandosi come “il motore che muove ogni cosa”.

Lungi dal fatto che abbracci la costruzione di edifici dalla fase di idealizzazione sino alla messa in posa del materiale di costruzione, ha conosciuto grandi battute di arresto ma non si è mai arreso.

Per tale ragione andrebbe liberato da tutte le complessità e le lungaggini che l’hanno ingabbiato per anni.

Una fra queste, rappresentata dal Superbonus 110%, anche conosciuto come Bonus 110%.

Sembrerebbe l’occasione che tanti consumatori finali stavano aspettando e invece, si sta rivelando dannoso per le imprese costruttrici.

In questo articolo andremo a vedere le ultime novità in fatto di proroghe, perché le imprese si trovano in difficoltà e qual è l’effetto negativo che ha su di esse.

Bonus 110%: via alla proroga fino al 2023

Sebbene non sia stata ancora scritta su carta, la proroga del Superbonus 110% per il 2023 è già ufficiale.

Il Ministro dell’Economia Daniele Franco e il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini, ne assicurano l’estensione con la prossima Legge di Bilancio.

Insieme a questa novità si aggiungono anche i nuovi chiarimenti in materia di valutazione ambientale e snellimento delle procedure.

In particolar modo viene stabilita:

  • proroga detrazione 110% fino al 31 dicembre 2022: per tutti i lavori effettuati da condomini e persone fisiche che, al 30 giugno 2022, abbiano raggiunto almeno il 60% dell'intervento complessivo.
  • proroga detrazione 110% fino al 31 dicembre 2023: per i lavori effettuati dagli ICAP se al 30 giugno 2023 sono stati effettuati lavori per almeno il 60% dell'intervento complessivo.

Inoltre, ai soggetti che intendono acquistare un immobile oggetto di ristrutturazione, vengono concessi 30 mesi per stabilire la propria residenza nel Comune in cui si trova dato immobile.

Un allungamento notevole rispetto ai 18 mesi precedentemente previsti, che consentirà comunque il pagamento dell’imposta di registro ridotta al 2%.

Nel Decreto Recovery e Semplificazioni avviato dal Parlamento, si discute, inoltre, dello snodo rappresentato dalla Cila.

Spiega infobuildenergia.it:

“ Per le opere di edilizia libera nella Cila è richiesta la sola descrizione dell’intervento, mentre in caso di variazioni in corso d’opera basterà comunicarle a fine lavori come integrazione della stessa comunicazione originaria.”

Previsto anche un modulo unico nazionale, ancora in fase di esamina da parte della Conferenza Unificata.

Per quanto riguarda gli errori formali che non costituiscono una violazione significativa nell’esercizio delle azioni di controllo, non si prevede la decadenza del bonus.

Diversa cosa per gli abusi consistenti, che possono pregiudicare il godimento dell’agevolazioni prevedendone la decadenza (applicata solamente al singolo intervento che è oggetto di irregolarità/omissione).

Tutte queste revisioni vengono introdotte nel testo del Superbonus 110% per consentire alle famiglie italiane di prendere maggiore confidenza con la misura agevolativa.

Ad un anno dal suo lancio, infatti, il numero degli interessati sembra aver subito un calo impressionante.

Mossi dall’inadeguatezza delle informazioni da parte degli operatori, forse scoraggiati dalle incertezze delle decisioni normative?

Fatto sta che ancora moltissime famiglie italiane non mostrano entusiasmo e curiosità per il bonus 110%.

Un intoppo abbastanza fastidioso per il PNRR che prevede di portare almeno il 50% di tutti gli edifici pubblici e privati al massimo della riqualificazione edilizia ed energetica, entro il 2025.

L’unico sollievo percepibile è dato dall’ammontare delle risorse previste insieme al Decreto Fondo Complementare.

Si stimano oltre 18 miliardi di euro per detrazioni inerenti alle spese per interventi di efficienza energetica e la realizzazione di misure antisismiche.

Bonus 110%: perché è dannoso per le imprese costruttrici

Il Superbonus 110% continua a rappresentare la migliore misura agevolativa che sia stata mai messa in campo dal Governo.

Lo pensano i grandi che l’hanno ideata e i consumatori che ne approfittano per sistemare casa, ma che effetto ha sulle imprese?

Durante le ultime settimane si è sentito tanto parlare di proroghe e semplificazioni, di modifiche inerenti all’Ecobonus tradizionale al 65% e di bonus facciate.

Ma alle imprese costruttrici chi ci pensa?

Grazie al contributo di un mio lettore ho avuto l’occasione di andare più a fondo e capire quanto il Superbonus 110% sia più dannoso che conveniente.

Nell'arco di tempo in cui abbiamo visto il diffondersi di una pandemia invalidante e l'economia cadere e riprendersi, in molti dimenticano quanto la ripresa sia stata invasiva.

Soprattutto nel mercato edilizio.

L'aumento spaventoso del costo delle materie prime che si sta via via facendo sempre più forte ha contribuito a mettere in difficoltà la maggior parte delle imprese costruttrici.

La tendenza in rialzo dei prezzi sembra, quindi, non aver conosciuto gli effetti negativi di quel bruttissimo 2020, svoltosi tra paura, incertezza e reclusione.

Difatti potremmo azzardarci a dire che invece di crollare, tale tendenza si sia mantenuta in continua espansione, accelerando a partire dalla prima metà del 2021.

Spiega ilsussidiario.net:

“La conseguenza è quella di un “esplosione drogata” del mercato edilizio con un incremento impressionante di commesse private che così incidono pesantemente e ulteriormente [..] aggravando la sempre più grave indisponibilità dei materiali da costruzione.”

Per farvi un idea, vi basti sapere che i prezzi di materiali come legno per infissi e tapparelle sono saliti del 15% mentre i metalli e l’acciaio lavorato raggiungono il 50%.

Per quanto riguarda il costo del cappotto termoisolante, questo può toccare addirittura il 90%.

Come si traducono queste percentuali per le imprese costruttrici?

In un continuo su e giù di dissenso e delusione. Si sentono prese in giro!

I produttori si divertono a giocare con il rialzo dei prezzi delle commesse e chi manda avanti l’edilizia subisce il danno, ricalcolando il costo di progetti già studiati e ideati da tempo.

Al fornitore non interessa agevolarle ma solo vendere loro i propri materiali e ricavarne il massimo del guadagno.

Nessun rispetto per i sacrifici che le imprese hanno dedicato agli investimenti e nessun rispetto per quanti hanno dovuto rinunciare ai propri margini di guadagno.

Il consumatore finale poi, non si chiede certo il perché dei prezzi o degli sconti, tanto è rimborsato comunque!

In qualsiasi modo la vediate, le imprese sono le vittime e l'impatto che il Superbonus 110% ha su di loro è a dir poco devastante.

Si pensa che questa serie di aumenti possa rappresentare solo il primo passo di una tendenza rialzista, che può perdurare ancora e ancora nel tempo.

È possibile, dunque, dire che l’economia mondiale stia per affrontare un nuovo superciclo?

Che impatto avrà sulle imprese costruttrici che non riescono a sostenere i costi?

Bonus 110%: a chi non conviene?

Il bonus 110% è una misura agevolativa bellissima e conveniente sì, ma solo per i beneficiari quali:

  • proprietari e nudi proprietari
  • locatari o comodatari
  • convivente more uxorio
  • detentori di diritto reale di godimento dell’immobile

Previsto dal Decreto Rilancio con detrazione in aliquota massima, riguarda le specifiche spese sostenute per la realizzazione di interventi di riqualificazione edilizia.

L’obiettivo è quello di migliorare la resa di edifici pubblici e privati, sia dal punto di vista di efficientamento energetico che di messa in sicurezza da eventi sismici (per approfondire leggete questo articolo).

Oltre alla detrazione Irpef vi è anche la possibilità di applicare:

  • lo sconto in fattura 
  • la cessione del credito (anche per aziende)

Il consumatore finale quindi, può intervenire sulla struttura della propria abitazione senza sborsare un centesimo (o quasi).

In questo video di Fabio Vidotto viene spiegato in maniera esaustiva chi anticipa le spese dei lavori nel Superbonus 110%:

Dunque, ottimo per il singolo ma non potremmo dire altrettanto per gli investimenti infrastrutturali pubblici.

Nella maggior parte dei casi, è impossibile avanzare con i lavori perché mancano i materiali e costi non fanno altro che crescere.

Inoltre, la scarsa disponibilità di operatori che sono attratti più dal mercato privato che da quello pubblico, rende difficile rispettare le scadenze di consegna.

Le imprese continuano così ad essere messe in grave sofferenza economica.

Il famoso credito d’imposta di cui sentite parlare spesso, in realtà non fa altro che figurarsi come un debito finanziario che andrà poi a rivalersi nei confronti dello Stato per la bellezza di 10 anni.

Un controsenso, visto che il Superblonus 110% dovrebbe agevolare tutti e invece, lo Stato che lo concede si dà la zappa sui piedi da solo.

Vi state ancora chiedendo se il Superbonus convenga davvero oppure no?

Vi lascio un articolo molto interessante scritto da Niccolò Mencucci, mio collaboratore in trend-online.

Bonus 110%: come aiutare le imprese?

Più che del Superbonus 110%, potremmo provare a pensare ad una soluzione in grado di aiutare le imprese e favorire un mercato edilizio "sano".

Per rilanciare questo settore (fondamentale per la nostra economia a tutti gli effetti) si potrebbe innanzitutto:

  • capire la complessità che definisce l'attuale costruito
  • distinguere la natura degli immobili mediante titolo edilizio
  • stilare una casistica degli abusi edilizi in zona a vincolo e in zona libera
  • aderire all'inbound marketing
  • snellire la burocrazia consentendo un piano di investimenti di rapida attuazione
  • immettere maggiore liquidità, mutui a tasso 0
  • potenziare gli investimento locali

Le idee, come avete potuto notare, sono tante.

Basterebbe realizzarle!