Il Canone Rai è una delle tasse a carico degli italiani: si paga sulla base della presenza in casa di almeno un apparecchio per la ricezione dei canali TV, ovvero una televisione. Moltissimi italiani hanno rinunciato alla TV per poter risparmiare su questa tassa, tuttavia secondo una notizia che sta circolando in questi giorni, non sarà possibile evitare per sempre l'imposta, perché verrà probabilmente estesa anche ad altri device.

Il Canone Rai potrebbe arrivare anche a carico di chi possiede PC, smartphone o un tablet da cui collegarsi, anche tramite web, per vedere i canali Rai. La TV pubblica infatti si trova in profonda crisi, quindi la notizia dell'estensione della tassa anche a chi possiede altre forme di tecnologia per vedere i canali non è una fake news. Si tratta di una proposta molto concreta, confermata anche da un articolo recente di Quifinanza.it:

"Far pagare il canone Rai non soltanto per sugli apparecchi televisivi, ma estenderlo anche a smartphone e tablet. È la proposta avanzata dall’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, alla Commissione di vigilanza, per cercare di rimediare alla crisi di ricavi nella quale versa la televisione pubblica."

La proposta quindi è arrivata direttamente dall'amministratore delegato della Rai, la TV pubblica, che ha portato alla luce la situazione di crisi in cui versa effettivamente l'azienda. Le cause della crisi sono molteplici, tra cui la diminuzione degli ascolti a causa del moltiplicarsi di altre forme di intrattenimento, soprattutto legate al web. Ma anche a causa della crisi economica in cui il paese è entrato già da anni.

Nell'articolo, andiamo ad analizzare quali sono le prospettive di applicazione del Canone Rai ai cittadini italiani, tenendo presente che la proposta di estendere la tassa ad altri device non è una fake news, ma è realtà.

Canone Rai: quando si paga

Il canone Rai è una tassa che tutti gli italiani in possesso di un apparecchio TV sono tenuti a pagare. Si tratta di una tassa complessiva di 90 euro, che vengono dilazionati nel corso dell'anno in rate di importo minore, circa 10 euro al mese. 

Al momento il pagamento del Canone Rai è affidato alle fatture emesse dalle imprese elettriche: questo vuol dire che per saldare il pagamento del Canone Rai basta provvedere al pagamento dell'energia elettrica. Tuttavia questa modalità potrebbe presto cambiare, e si potrebbe tornare ad un'impostazione di pagamento simile a quella utilizzata in passato, ovvero in modo separato dalla bolletta.

Sono infatti in molti a criticare l'aggiunta di questa imposta nella bolletta elettrica, e anche molte proposte al governo vedono con favore l'eliminazione di questa piccola imposta che non riguarda direttamente la fornitura dell'energia elettrica. 

Il Canone Rai è da pagare anche se un apparecchio televisivo è tenuto all'interno di un'attività al pubblico, come bar, locali, ristoranti, e così via. Anche i proprietari e gestori di queste attività sono tenute a provvedere al pagamento dell'imposta. Tuttavia anche su questo bisogna fare alcune precisazioni: il canone è stato scontato o tolto per quest'anno a tutte le imprese che si sono trovate costrette a chiudere per un certo periodo di tempo a causa dell'arrivo dell'emergenza sanitaria.

Inoltre esistono altri casi di esenzione dal pagamento, come ad esempio quelli previsti per chi ha compiuto 75 anni di età, ha un reddito basso, inferiore agli 8.000 euro annui, oppure per chi svolge attività nelle Forze Armate Italiane, o ancora i negozi in cui vengono rivenduti gli apparecchi TV.

Canone Rai esteso a chi ha un PC o uno smartphone

Molti hanno pensato che si trattasse di una fake news che circolava sul web, ma così non è: la proposta di estendere il canone Rai anche a chi possiede un computer o uno smartphone è arrivata direttamente dalla Rai, come spiega anche un articolo di Money.it:

"Potrebbe cambiare tutto il meccanismo di pagamento del canone RAI, ed estendere l’obbligo anche agli smartphone, tablet e PC. Insomma, praticamente a tutti."

Si tratta di una prospettiva che non è allettante per moltissimi italiani, e la causa di questa proposta risiede nelle difficoltà di natura economica dell'azienda. Se questa idea verrà approvata infatti, molti, se non tutti gli italiani, dovranno provvedere al pagamento del Canone Rai.

Risulta facile intuire come in questo periodo storico tutti o quasi tutti possiedono a casa un apparecchio per collegarsi ad internet, come un computer, uno smartphone o un tablet. Attraverso questi device è molto semplice venire ogni giorno a contatto con notizie, informazioni, video, e così via. 

In tutto e per tutto si può dire che questa è l'era dell'informazione, e al momento chiunque può collegarsi ad internet comodamente da casa, oppure anche in viaggio o in ufficio attraverso lo smartphone. Applicare il Canone Rai in modo esteso a chi possiede queste tecnologie equivale a chiedere il pagamento della tassa a tutti gli italiani.

Un dato importante riguarda l'accesso ai canali Rai: il Canone Rai si paga anche se si decide di non guardare questi canali, ma di vedere i programmi proposti su altri canali TV attraverso un apparecchio TV a casa. Lo stesso vale per gli altri device: il canone potrebbe essere applicato anche se si sceglie di non guardare i programmi proposti dalla Rai.

Canone Rai e crisi dell'azienda

Una delle cause per cui è stata ipotizzata l'estensione del pagamento del Canone Rai ad una così vasta platea di cittadini è la crisi economica in cui versa l'azienda dedicata alla TV pubblica. Gli introiti economici della Rai sono sempre più in calo, in una crisi economica che non sembra arrestarsi.

Inoltre, la concorrenza è sempre più alta, anche a causa delle numerose proposte alternative ai canali TV, come la presenza massiccia di telefilm, programmi a puntate e film nelle più note piattaforme online, che prevedono abbonamenti con costi molto bassi per diversi mesi di intrattenimento.

Lo stesso vale per internet, in cui è possibile vedere video, attraverso piattaforme come Youtube, oppure fruire di forme di intrattenimento alternative come quelle proposte dai social network e dai nuovi strumenti di informazione online. L'azienda che si occupa di trasmettere la TV pubblica sta vivendo una crisi senza precedenti, e per trovare una soluzione sono state presentate diverse proposte, tra cui quella di un canone esteso a tutti.

Già negli scorsi mesi l'azienda chiedeva supporti importanti al governo, anche a causa della crisi sopraggiunta con lo scoppio della pandemia. Va tenuto conto che l'Italia non è l'unico paese a pagare il canone per la TV, perché anche in altri paesi, come la Germania, questo è presente, e ha un costo anche maggiore.

La Rai infatti chiede anche che l'importo totale del pagamento annuale venga innalzato per equiparare il pagamento a quello già esistente in altri paesi, tuttavia questa proposta non è andata per la maggiore. Tra le altre proposte per risollevare l'azienda, vi è anche quella di aggiungere spazi dedicati alla pubblicità, per guadagnare in base a questi introiti economici, al pari di come funzionano altre aziende.

Proposta di allargare il Canone Rai: respinta

La proposta di allargare il pagamento del canone ad una fascia più ampia di popolazione, che includerebbe anche chi utilizza PC, tablet o smartphone, è stata tuttavia bocciata, insieme alle altre proposte come quella di eliminare i versamenti Rai a favore dello stato come la tassa di concessione governativa.

Come conferma un articolo di Informa-press.it, le proposte sono state bocciate, quindi per i consumatori ancora non c'è nessun rischio di dover pagare la tassa anche su altri device:

"La proposta è stata bocciata da diversi personaggi politici. Hanno dichiarato infatti come l’azienda debba risolvere l’inadeguatezza moderna senza gravare sui consumatori."

Molti cittadini quindi possono essere sollevati, perché non ci sarà, per il momento, una nuova tassa per chi ha uno smartphone o un PC, tuttavia questo non vuol dire che l'attuale imposta sul possesso di una TV sarà eliminata. Il Canone Rai va pagato, da chi possiede in casa un apparecchio in grado di ricevere i segnali televisivi.

Nell'ultimo periodo poi si prospettano anche importanti cambiamenti dal punto di vista degli apparecchi televisivi posseduti dagli italiani: molti infatti non saranno più utilizzabili, perchè datati. Questo a causa dell'imminente passaggio al nuovo sistema digitale che cambierà la tecnologia volta alla ricezione dei canali.

A questo proposito lo stato ha messo a punto alcuni specifici bonus per chi decide di cambiare il vecchio apparecchio TV con uno di ultima generazione, che potrà ricevere uno sconto sull'acquisto.

Bonus TV: come avviene il passaggio

Il passaggio alla nuova tecnologia arriva in concomitanza con il nuovo 5G, che garantirà dei miglioramenti per la diffusione della rete internet. Per la televisione però, questo passaggio comporta necessari cambiamenti, per sintonizzare alle nuove frequenze tutti i canali.

Tuttavia non tutti gli apparecchi TV sono ad oggi in grado di ricevere il nuovo segnale, per questo motivo è consigliato l'acquisto di un nuovo apparecchio, nel caso il cittadino sia in possesso di un vecchio televisore. Dal 20 ottobre infatti comincerà a venire applicato il passaggio di tecnologia nelle diverse regioni italiane, passaggio che terminerà a giugno 2022.

Gli apparecchi TV nuovi, o acquistati negli ultimi anni, non subiranno variazioni, mentre per quelli più vecchi sarà necessario verificare la possibilità di ricevere le nuove frequenze. Se questa non è possibile, il cittadino può provvedere alla sostituzione del vecchio apparecchio TV con uno di ultima generazione, e il passaggio è in parte sostenuto economicamente dallo stato attraverso il bonus TV.

Procedendo alla rottamazione di un televisore infatti sarà possibile acquistarne uno nuovo a prezzo vantaggioso, e usufruire di un bonus del 20% rispetto al prezzo del nuovo apparecchio, con un limite massimo di 100 euro. Questo particolare bonus non prevede l'obbligo di presentare una attestazione ISEE del nucleo famigliare, perché si tratta di un sostegno rivolto a tutti.