L’emergenza in Ucraina ha creato un enorme voragine energetica. Il pensiero principale dal comune impiegato al Presidente del Consiglio è trovare fonti di energia a buon prezzo.

In particolare, la crescente tensione sociale si riflette suoi mercati, dando vita a speculazioni da parte dei venditori. 

I cambiamenti a cui stiamo assistendo negli ultimi giorni sono di rilevanti dimensioni, che impattano sia sull’ambito pubblicistico, sia sulla sfera personale.

Cercare di contenere i prezzi di intervento sembra il principale interesse del Governo, che proprioin questi giorni ha deciso di intervenire sulle sulle accise.

La prospettiva è quella di introdurre una riduzione di 25 centesimi di euro al litro. Si prospetta di finanziare questa riduzione per il tramite del c.d. extragettito dell’IVA sui carburanti, risultante nell’ultimo trimestre del 2021.

Vediamo cosa c’è da sapere

Caos carburanti

L’emergenza in Ucraina ha portato con sé molteplici implicazioni, più o meno dirette. I primi riflessi delle sanzioni economiche si ripercuotono sui prezzi di materie prime. Invero, sono in molti che hanno approfittato anche per speculare sul prezzo delle materie, in specie del petrolio.

Proprio negli ultimi giorni il Ministero Cingolani sulla “truffa” sui prezzi dei carburanti ai danni dei cittadini.

Come sostenuto dal Ministro l’aumento del prezzo dei carburanti è stato del tutto

"ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi (…) non è correlata alla realtà dei fatti, è una spirale speculativa su cui guadagnano in pochi". 

Infatti, secondo il ministro, di "una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini”.

Tuttavia, sul fronte carburanti sembra che negli ultimi giorni stiamo assistendo ad una progressiva riduzione dei prezzi, a cui si dovranno aggiungere gli aiuti che arriveranno dallo Stato. 

Negli ultimi giorni, infatti, sembra essersi stabilizzato, e il prezzo medio nazionale in modalità self della benzina si attesta a 2,223 euro/litro. Invero, per alcuni marchi tende a variare, infatti l’oscillazione è compresa tra 2,184  2,274 euro/litro (media no logo a 2,194 euro/litro).

Mentre resta abbastanza alto il prezzo del diesel, che è tendenzialmente sempre più basso della benzina. Tuttavia, negli ultimi giorni assistiamo ad un’inversione di tendenza, infatti  in modalità self, la media è pari a 2,230 euro/litro, con le compagnie posizionate tra 2,208 e 2,268 euro/litro (no logo a 2,227 euro/litro).

Per quanto riguarda, invece, i prezzi con servizio, per la benzina in media è di 2,334 euro/litro, con le compagnie che oscillano tra 2,249 e 2,408 euro/litro (no logo 2,240). Anche la media del diesel aumenta e si toccano i 2,349 euro/litro, con i singoli player tra 2,284 e 2,412 euro/litro (no logo 2,274).

Quali sono i rischi che si profilano?

Come dicevamo poc’anzi, infatti, il rischio principale legato all’aumento dei prezzi del carburante è il c.d. rischio spirale. Ossia se non si interviene sugli aumenti e il caro carburante, è possibile che nelle prossime settimane assisteremo ad ulteriori aumenti in tutti il settore terziario. 

Laddove non siano adottati dei rimedi da parte del governo si rischiano aumenti del 60% sul terziario a causa del caro carburanti. A ciò si aggiunge un aggravio di costi di 21 miliardi per l’autotrasporto.

Proprio il settore degli autotrasporti che risente maggiormente degli aumenti, ciò potrebbe comportare degli stop per le attività commerciali. Da una tale evenienza potrebbero derivare numerose perdite per i commercianti, che si ripercuoteranno inevitabilmente sui consumatori.

Cosa intende fare il Governo?

Uno dei provvedimento prospettati dal Governo per far fronte al caro carburanti, è quello di applicare uno sconto di 25 centesimi a litro, sul prezzo di benzina e gasolio. Come sappiamo un consistente quota del prezzo dei carburanti è costituita da accese e tasse. Il Governo intende intervenire su queste ultime, operando un piccolo taglio.

Lo stesso Ministro Cingolani ha infatti confermato l’intenzione dell’esecutivo di intervenire in tal senso.

Il governo:

"sta valutando l'ipotesi di praticare sui carburanti un'accisa mobile (…) al fine di contenere l'impatto sui consumatori finali (…) Poiché c'è stato un maggior gettito Iva questo potrebbe essere utilizzato per ridurre le accise e ottenere una riduzione del prezzo alla pompa”.

Queste sono le parole del Ministro per la transazione ecologica che ha confermato in Senato l’intenzione di intervenire in tal senso. 

Che cos’è l’accisa mobile?

Nell’intervento del Ministro Cingolani si fa riferimento alla c.d. accisa mobile. Ma di cosa si tratta?

In primo luogo, cerchiamo di stabilire che cos’è un’accisa. Sul punto, è opportuno ricordare che l'accisa è un'imposta che colpisce la quantità del prodotto e non il valore, a differenza dell'Iva. 

Questo metodo dell’accisa mobile può infatti essere introdotto grazie alle maggiori entrate derivanti dall’aumento dei prezzi. Infatti, l’Iva è applicata come una percentuale sul prezzo finale. Dunque, con l’aumento dei prezzi è aumentato anche il flusso di denaro dipendente dall’IVA.

In base a quanto dice Cingolani, questo flusso aggiuntivo dovrebbe essere impiegato per andare ad incidere sulle accise, riducendole, il cui gettito è rimasto più o meno lo stesso. 

Tuttavia, l’annuncio del Ministro non ha accontentato proprio tutti. Sul punto ’Unione nazionale consumatori, mediante il suo presidente Massimiliano Dona,  ha affermato che la riduzione di 25 centesimi non risulta sufficiente.

Deve infatti, esser effettuato un intervento più consistente. Per incidere sulle tasche dei consumatori, la riduzione dovrebbe attestarsi almeno sui 50 centesimi a litro, per produrre un qualche effetto beneficio per gli italiani e il commercio stesso.

Ma perché più benzina e meno diesel?

Come abbiamo affermato nei paragrafi precedenti, negli ultimi giorni assistiamo ad un fenomeno in controtendenza con quelle che sono le nostre normali dinamiche, ossia l’aumento del diesel rispetto alla benzina. E’ quasi noti a tutti, infatti, che il diesel tende a costare leggermente di meno, ciò in quanto la benzina è in genere gravata da maggiori imposte. Invece, ad oggi è un po’ cambiata la tendenza.

Ma da cosa dipende questo cambio di rotta? Alla domanda vi sono, invero, molteplici risposte. Tra le ragioni salienti, vi sicuramente la maggior dipendenza dell’Europa nelle importazioni di gasolio.

Un motivo risiede nella maggiore dipendenza dell'Europa dalle importazioni di gasolio, a fronte di un sistema di raffinazione molto evoluto, ma tradizionalmente più orientato alla produzione di benzina. 

Tra la fine degli anni ’90 e gli anni 2000, infatti, è stata infatti avviata la campagna di vendita di benzina all’estero, con contestuale acquisto di gasolio. 

Ovviamente uno dei maggiori problemi delle ultime settimane deriva proprio dalla circostanza che siamo grandi importatori di gasolio dalla Russia.

Come sostengono gli esperti di S&P Global Commodity Insights, la quota di gasolio importato è anche superiore al 60% dell’import..

Benzina e gasolio, boom di furti

A seguito dell’aumento dei prezzi delle ultime settimane  ha comportato un aumento anche dei prezzi del carburante. Come conseguenza di tali aumenti sono fioccate le proteste di molte categorie economiche

Oltre all’aumento delle proteste, sono di molto aumentati anche molti fenomeni quasi caduti in desuetudine. Ci riferimento a tal proposito al furto di carburanti. Infatti,negli ultimi giorni sono sempre più frequenti le segnalazioni di furti. 

Si invita quindi a prestare attenzione, in particolare gli obiettivi più colpiti sono motorini, automobili e altri veicoli parcheggiati in strada. Non sono esenti dal rischio anche i veicoli agricoli.

Oltre a subire il furto, ciò che più può causare seccature è il danneggiamento conseguente al furto. Infatti, l’operazione di prelievo potrebbe danneggiare i serbatoi e i tubi di alimentazione dei veicoli

Ovviamente molti sono indotti al furto proprio a causa del caro carburanti, sebbene si potrebbe incorrere in una responsabilità penale. Anche coloro che ricevono tale carburante penale sono a rischio di incorrere nel reato di ricettazione.

10 consigli per risparmiare!

Abbiamo quindi, individuato quella che è la problematica che più ci affligge in questi giorni, ossia il caro carburante. Tuttavia, ora vogliamo offrirti alcuni consigli per contenere i consumi e risparmiare un po’.

In primo luogo, la riduzione degli sprechi parte anche dalle modalità di guida. Anche una andatura più fluida, meno nervosa, consente di risparmiare sulla benzina.

Sfrutta l’energia cinetica dell’auto! Bisogna cercare di sfruttare la velocità del veicolo, anticipando il traffico.

Cambiate a tempo debito i pneumatici. Controlla una volta al mese le gomme, valutando lo stato, i cali di temperatura, che possono abbassare i bar. 

Se avete la macchina a cambio manuale, cercate di manette bassi i regimi. Non consumare molto, sarebbe opportuno stare sotto i 2.500 giri, se l’auto è a benzina, mentre sotto i 2.000 giri se l’auto è a diesel. Se il cambio è automatico invece, puoi attivare la funzione Eco o similare, che anticipa il cambio di marcia.

Anche i freni devono essere spesso controllati. Cercate di frenare solo quando serve, se avete il recupero di energia o one.pedal, si risparmia ulteriormente. 

Osserva bene la strada e anticipa le possibili manovre,  in tal modo potrai non interrompere l’inerzia e risparmiare sui consumi in fase di ripartenza. Potrebbe essere utile usare il freno a motore. 

Evita utilizzo i climatizzatore, riduce i cavalli e rende il veicolo meno efficiente. Quindi cerca di utilizzarlo quando non puoi fare a meno. Per fortuna ci avviamo alla primavere e né caldo né freddo ti creerà problemi!

Evita anche di sovraccaricare l’auto di pesi. Quindi cerca di svuotare sempre il bagagliaio. Non lasciare l’acqua in auto (come purtroppo fanno in tanti).

Resta informato suoi prezzi e cerca il miglior rivenditore. Non tutti i distributori hanno gli stessi prezzi, alcuni hanno prezzi più bassi, ma evita di girare troppo, sprecheresti comunque. Cerca di andare dritto alla meta!

Scegliete sempre la strada più scorrevole, anche se più lunga. Il percorso conta relativamente, un strada breve ma affollata ti costringe a frenare spesso.

Se cerchi ulteriori informazioni ti invitiamo a prendere visione del video di DriveZone Italia: