Un articolo di Paolo Becchi e Fabio Dragoni su “Libero” sta stimolando in questi giorni il dibattito in merito alle proposte di introduzione di una Moneta Fiscale nazionale per rivitalizzare l’economia italiana e superare le gravissime (e irrisolte) disfunzioni dell’Eurosistema.

Becchi e Dragoni, tra le altre, hanno rivolto a Silvio Berlusconi la seguente domanda:

“Visto che sia Forza Italia che la Lega parlano di doppia moneta, cosa pensa dei cosiddetti Minibot ?”

E Berlusconi ha risposto in questi termini:

“I Minibot hanno caratteristiche molto simili a quelle di una nuova moneta emessa dallo Stato. Quindi non ci vedo una differenza significativa con la proposta di una nuova “lira””.

Fermo restando (come afferma sempre Berlusconi qualche riga sopra nella sua risposta) che la finalità è “rilanciare i consumi e la domanda che sono leve fondamentali per una crescita sostenibile e duratura del Paese”.

Il nostro gruppo di ricerca ha avuto nei mesi scorsi diversi incontri con Renato Brunetta e alcuni suoi collaboratori, tra cui Paola Tommasi, in merito al progetto Moneta Fiscale, nella forma dei Certificati di Credito Fiscale.

Minibot e CCF hanno effettivamente molti punti di contatto. E’ importante però precisare che, nell’attuale proposta di Claudio Borghi (responsabile economico della Lega) i Minibot entrerebbero in circolazione mediante assegnazione a creditori del settore pubblico italiano, in particolare fornitori della Pubblica Amministrazione.

I Minibot darebbero diritto al rimborso in euro, ma anche, fin dal momento della loro assegnazione, a essere utilizzati per effettuare pagamenti verso il settore pubblico, e in particolare per saldare tasse e imposte.