Il figlio minorenne

All’imprenditore individuale subentrano il coniuge e due figli, di cui un figlio di minore età. Gli eredi intendono proseguire l’attività d’impresa. Quali adempimenti occorre porre in essere? Sono necessarie autorizzazioni giudiziarie, in considerazione della presenza di un soggetto minorenne?

Per l’esercizio dell’attività d’impresa in forma associata si ritiene necessaria l’autorizzazione del tribunale, se si tratta di società di persone, a meno che il minore non sia socio accomandante. In quest’ultimo caso è insufficiente il parere del giudice tutelare. Ottenute le autorizzazioni si procede alla costituzione della società.

L’erede che non prosegue l’attività

Decede un imprenditore individuale. Gli eredi sono il coniuge e tre figli. Di questi, due sono intenzionati a proseguire insieme al coniuge superstite, mentre l’altro non è interessato all’attività d’impresa. Occorre necessariamente costituire una società con la presenza di tutti gli eredi? Oppure è possibile estromettere da subito il figlio non interessato?

Se uno degli eredi non è intenzionato a proseguire l’attività d’impresa è possibile procedere alla cessione della sua quota d’azienda in favore degli altri. Questi ultimi potranno quindi provvedere alla regolarizzazione della società, apportando il valore dell’intera azienda, compresa la quota così acquisita.

L’azienda in affitto rilevata dagli eredi

Cade in successione un’azienda affidata a terzi in favore di tre eredi. L’affitto cessa alla fine del 2016 e gli eredi non sono intenzionati a rinnovare il contratto, ma desiderano proseguire in proprio l’attività commerciale. Quali sono le conseguenze fiscali? Bisogna costituire subito una società tra i coeredi?