Prima di chiedere consigli finanziari, considerate queste domande per essere sicuri di trovare il consulente giusto per voi.

Perché arriva un punto, quando si costruisce il proprio portafoglio, in cui gli investitori dovrebbero davvero prendere in considerazione di ottenere una consulenza finanziaria.

Anche se dall'inizio potrebbe non sembrare così accessibile per coloro che hanno investimenti più piccoli o fondi di pensionamento, ci sono certamente delle opzioni.

Prima di chiedere consiglio, quindi, considerate di fare le giuste domande, per essere sicuri, appunto, di trovare il consulente giusto per voi.

Qual è la vostra struttura tariffaria?

Un consulente finanziario dovrebbe essere sempre sincero sui suoi costi. Chiedete subito qual è la loro struttura tariffaria.

In Italia il 97% dei consulenti è un ex promotore finanziario, quindi pagato da una rete, perciò, per chi è nuovo del mondo degli investimenti, avrà l'errata percezione di non pagare niente. Non è così: il consulente abilitato all'offerta fuori sede è pagato sì dalla rete per cui lavora, ma con i vostri soldi.

Qualunque cifra voi investiate è da considerare lorda, non netta. Vale a dire che da essa dovete togliere sia il costo degli strumenti finanziari che quello della consulenza. E poi, ogni anno, considerare sempre l'inflazione, che toglie una ulteriore cifra (pari al suo valore) ad ogni performance.

I consulenti finanziari autonomi o indipendenti, il restante 3%, invece operano in maniera diversa, variabile, ma diversa.

Molti addebiteranno una percentuale, ma ce ne sono alcuni che applicheranno una tariffa forfettaria o oraria. La stragrande maggioranza, comunque, pur lavorando a parcella, si fa pagare a percentuale, come i colleghi che lavorano per una rete.

Dove la consulenza finanziaria è una cosa seria, e ben regolamentata, come nel Regno Unito, la Financial Conduct Authority dice che l'investitore medio sta pagando circa il 2,4% per la consulenza iniziale, con un ulteriore 0,8% per la consulenza continua.

Assicuratevi di avere davvero bisogno di una consulenza continua, prima di sottoscriverla. E, per concludere con l'esempio fatto prima, a quel 2,4%, il primo anno, dovete sommare un costo medio di circa il 2% per gli strumenti finanziari più cari (fondi) e poco meno dell'1% per quelli meno cari (ETF), più l'inflazione.

L'ultima lettura dell'inflazione in Italia è stata 2,1%. Questo porterebbe il costo al primo anno ad un 6,5%, nel caso di fondi cumuni di investimento (quelli promossi dai consulenti non indipendenti), spesso superiore a quanto si può realizzare con investimenti mediamente prudenti sui mercati. Ecco perché dovete fare molta, molta attenzione.

Devo coinvolgere la mia famiglia?

La maggior parte dei casi sarà a livello individuale e non sarà necessario coinvolgere le famiglie.

Dovrebbe essere presa in considerazione, tuttavia, con i clienti anziani, in modo che la famiglia sia consapevole di dove viene tenuto il denaro investito.

Non è una cattiva idea coinvolgere la famiglia, ma chiedete al consulente cosa pensa sia meglio. Potrebbe valere la pena portare i figli più grandi a un incontro; potrebbe incoraggiarli a iniziare a investire e a cercare consigli da un'età più precoce.

Se siete consulenti non indipendenti, che effetto potrebbe avere sui mie investimenti?

I consulenti finanziari si dividono in due categorie: indipendenti e abilitati all'offerta fuori sede che, come già detto, lavorano per una rete.

I consulenti indipendenti offrono tutto ciò che è disponibile sul mercato, mentre i consulenti abilitati all'offerta fuori sede, lavorando per una rete, che ha prodotti propri e/o accordi con altri fornitori/gestori, sono esattamente questo, e prendono decisioni e forniscono consigli da una lista più piccola di fornitori e prodotti.

La gamma di consulenti abilitati all'offerta fuori sede varia enormemente e dipende da ogni consulente. Quello che dovreste chiedere è come questa restrizione potrebbe limitarvi.

Per esempio, sono limitati a certi fornitori? O è che semplicemente non guardano prodotti come ETF o fondi indicizzati?

Ricercate le limitazioni, ma non fate sconti solo per la mancanza di un titolo indipendente. Il consulente abilitato all'offerta fuori sede dovrebbe anche essere onesto e dire se i propri prodotti non sono adatti a voi ed alle vostre esigenze, e suggerirvi di cercare consigli altrove.

Cosa succede se si va in pensione/la società viene acquisita?

Molti consulenti finanziari lavorano in aziende molto piccole o anche da soli.

Se il vostro consulente ha un'età più avanzata, potrebbe valere la pena chiedere i piani della società per il pensionamento o la pianificazione della successione. Anche se non dovrebbe riguardarvi direttamente, vale la pena di notare i loro piani nel caso in cui il consulente con cui parlate e con cui avete costruito la fiducia smetta di lavorare con e per voi.

Qual è il costo della consulenza continua rispetto a quella una tantum?

Valutate il costo di una consulenza continua rispetto a una visita una tantum. Ci sono pro e contro per ciascun caso. Se avete poco da investire, però, sappiate che la consulenza continua può rivelarsi costosa.

Una consulenza una tantum (obbligatoriamente con un consulente indipendente, perché quelli abilitati all'offerta fuori sede non vi diranno che se uscite dall'investimento prima di un certo periodo potreste pagare penali) può essere utilizzata per fissare degli obiettivi, discutere dell'eredità e riorganizzare i vostri finanziatori.

Mentre la consulenza continuativa può essere usata per la pianificazione della pensione, il reddito pensionistico e per assicurarsi di non pagare troppe tasse.

Vale anche la pena di ricordare che non avete alcun obbligo di accettare il consiglio o di rimanere come cliente, ci mancherebbe. Ma, come detto, questa cosa è sicura per un consulente indipendente, mentre è sottoposta a contratti con le famose scritte in piccolo per quelli abilitati all'offerta fuori sede.

Come faccio a sapere che il mio denaro è protetto?

Il vostro consulente dovrebbe sempre informarvi su cosa succede in caso di fallimento. Anche se il vostro denaro non può essere garantito, ci sono delle opzioni se vi è stato venduto male un investimento, o se volete che il vostro denaro sia protetto.

Considerate che i conti titoli sono separati dal patrimonio della banca e/o del broker con cui investite, quindi se l'istituto fallisce il vostro patrimonio è comunque al sicuro.

I consulenti finanziari consiglieranno sempre di distribuire il vostro denaro su diversi investimenti, ma è sempre sicuro vedere come il vostro denaro sia protetto.

Siete in grado di investire in linea con le mie convinzioni?

Con l'aumento di alcuni investimenti tematici come i fondi ESG (Environmental, Social and Governance), è possibile che vogliate investire esclusivamente in linea con le vostre filosofie e convinzioni.

Assicuratevi che i consulenti abbiano la possibilità di farlo, e che siano in grado di tenere in considerazione le vostre opinioni. Se non possono, ci saranno altri che possono e sono specializzati in investimenti più tematici, ricordatevelo sempre.

Che tipo di investimenti preferite?

Anche i consulenti finanziari indipendenti avranno una preferenza sul tipo di fondo in cui preferiscono investire.

Il dibattito attivo contro passivo è ancora in corso, e ci sono molti pro e contro per ogni lato. Verificate dove risiede la vostra preferenza e se vi sentite a vostro agio con essa, visti i vostri obiettivi d'investimento.

È importante assicurarsi di avere la stessa filosofia di investimento.

Ed ecco perché: dovete credere in quello che stanno facendo per attenervi ad esso. I consulenti finanziari fanno davvero il loro lavoro (cioè sono realmente bravi) è quando il mercato è in ribasso, e possono convincervi rimanere investiti nelle scelte che avete concordato con loro, in modo da non vendere nella parte inferiore di un ciclo di mercato.

Dove sono investiti i vostri soldi?

Non c'è niente di male nel chiedere a un consulente finanziario dove mette i propri soldi.

Per esempio, molti gestori di fondi mettono i loro soldi nei loro fondi, come prova della loro convinzione nelle loro strategie, quindi vale quasi certamente la pena chiedere a un consulente dove mette i propri soldi per vedere se ha coraggio nella sua convinzione.

Come funzionerà il nostro rapporto?

Detto in un altro modo: Quanto accesso avrete al consulente? Vorrete sapere, si presume, quanto spesso vi incontrerete, e se è disponibile per telefonate o e-mail al di fuori degli appuntamenti programmati.

Quale asset allocation userete?

Avete sentito quanto sia importante essere diversificati, giusto? La vostra asset allocation è il modo in cui si crea un portafoglio diversificato. Essa guida la maggior parte dei vostri rendimenti, fidatevi.

Non c'è bisogno di qualcuno che scelga solo azioni di grandi aziende americane.

Il vostro portafoglio dovrebbe includere azioni nazionali e internazionali, e società a piccola, media e grande capitalizzazione. Lo abbiamo già evidenziato anche in questo articolo.

Quali benchmark (riferimenti) di investimento usate?

I consulenti dovrebbero usare benchmark che si riferiscono direttamente a ciò in cui sono investiti, o essere in grado di spiegare perché non lo fanno.

Alcuni manager useranno un "benchmark straw-man", come si dice in gergo tecnico. Per esempio, il consulente dice: "Il mio obiettivo è battere lo Standard & Poor's 500".

Ma se quel consulente sta investendo in un portafoglio diversificato al di là delle semplici aziende statunitensi a grande capitalizzazione (cosa che dovrebbe fare, come appena visto), quel benchmark è un errore, perché si rifà solo ad esse. 

Conclusioni

Se l'idea di intervistare un consulente vi rende nervosi, tenete presente che anche loro pensano che sia importante fare interviste. In fin dei conti, è una relazione che state costruendo con qualcuno.

Assicuratevi di dire ai consulenti che state intervistando altri, in modo che sappiano che non state prendendo una decisione immediata.

Approcciarsi al processo come se si stesse assumendo qualcuno può alleviare l'apprensione. Potreste non avere fiducia nei dettagli della vostra vita finanziaria, ma certamente siete in grado di intervistare tre persone diverse per un lavoro. O dovreste esserlo...

Ancora, non dimenticate che state pagando qualcuno per chiarire la vostra vita finanziaria, non per renderla più confusa. Se un consulente vi fa sentire stupidi, andate via.

Infine, anche se non è una domanda diretta da fare, vale sempre la pena fare i propri controlli su un consulente. Per esempio, l'OCF, l'Organismo di vigilanza e tenuta dell'Albo Unico dei Consulenti Finanziari, saprà darvi ogni informazione sul consulente a cui vi state rivolgendo.

Altri possono avere pagine Facebook o Twitter, quindi potrebbe essere una buona idea controllare cosa dicono le persone su loro stessi (e magari anche i commenti degli altri) prima di decidere di affidarsi a loro.