Da quando è iniziata la pandemia le notizie non sono mai state chiare. Il covid-19 ha colto tutti alla sprovvista: cittadini, personale sanitario, medici e scienziati nessuno escluso. Oggi ne sappiamo un po’ di più sul coronavirus, ma non abbastanza. Vaghiamo in un mare in tempesta solamente con una bussola in mano. 

Le certezze sono poche ed andiamo a tentativi esaminando dati e prendendo decisioni di conseguenza. Non è per nulla facile, soprattutto per i governi. Ma a complicare le cose sono le fake news che girano sul web che, non solo confondono, ma rallentano i lavori delle istituzioni. Ma chi diffonde queste fake news? Soprattutto soggetti alla ricerca di un po’ di notorietà. La popolarità crea dipendenza: essere osannati e lodati solamente per aver espresso delle opinioni senza avere nessuna fonte a supportarla per alcuni è come una droga.

A supportare queste fake news, cavalcando l’onda della notorietà, sono anche molti personaggi del mondo della politica e della scienza. Uno di questi è il famigerato premio Nobel Luc Montagnier, virologo di fama mondiale, ma da qualche tempo in discesa.

Negli ultimi tempi le congetture del Dott. Montagnier sono state tante, ma una meno probabile dell’altra. Di contro, altrettante sono state le smentite verso le medesime. Ma andiamo per ordine.

Ultimamente, dall’emergere della variante Omicron in Sudafrica, il virologo ha reso noto un video in cui rende note alcune sue idee in merito alla questione. E cosa dice di preciso in questo video? Se siete curiosi, vi invito a leggere sotto.

Coronavirus: le convinzioni di Montagnier sulla variante Omicron

Cosa dice Montagnier nel video incriminato? Molti suoi pensieri e convinzioni sul Covid-19 sono ormai noti a tutti. Non molto tempo fa era esplosa la polemica riguardo la possibile creazione del coronavirus proprio all’interno del laboratorio di Wuhan, poi smentita da indagini effettuate dall’Oms.

Ma nessuno ferma Luc Montagnier, tanto che proprio pochi giorni fa pubblica un video sulle ultime congetture in merito alla vaccinazione e la certezza che queste possano creare delle varianti, come la variante Omicron.

“È un enorme errore scientifico e un errore medico. È inaccettabile. Nella storia, si farà un giorno un bilancio di tutto questo, perché è davvero la vaccinazione che ha creato le varianti. […] cosa fa il virus? O muore, o escogita una soluzione. Le nuove varianti sono effettivamente il prodotto, il risultato delle vaccinazioni”

Ma sarà davvero così? Proprio Montagneir nel suo video fa riferimento agli Antibody Depending Enhancement, ovvero gli anticorpi che favoriscono l’infezione. Questi favorirebbero l’aumento della carica virale e dell’infezione. Di conseguenza è chiaro, sempre secondo il virologo, che i vaccini abbiano intensificato questo meccanismo messo in moto dagli anticorpi generando così le varianti.

Ma sarà veramente così?

Ecco un video di approfondimento del canale Entropy for Life:

Coronavirus: la variante Omicron non nasce dai vaccini

La variante Omicron non nasce dai vaccini. Così come le tante altre varianti in circolazione. Come è noto da tanto tempo le varianti di coronavirus vengono prodotte dove il virus è libero di circolare indisturbato. Qui, il virus si moltiplica e si nutre del suo stesso ospite perché, invece che trovare un luogo inospitale, riesce a trovare un’ambiente in cui può riprodursi e crescere.

In genere, sono soprattutto i soggetti non vaccinati a produrre le varianti perché riescono a concedere su un piatto d’argento tutte le condizioni affinché il virus possa aumentare la sua carica virale. Ma perché proprio la variante Omicron smentisce le dichiarazioni di Montagnier?

Per il semplice motivo che questa variante si è sviluppata proprio in quella zona del mondo dove le vaccinazioni sono molto basse o quasi nulle, ovvero il Sudafrica. Ultime indiscrezioni però ci dicono che la possibilità che il virus era già presente in altri Stati dell’Africa è alta.

Un’altra preoccupazione viene anche dalla biologa Barbara Gallavotti:

“La biologa ha espresso la preoccupazione che la variante Omicron possa rendere meno efficaci i vaccini attualmente disponibili, messi a punto all’inizio della pandemia in modo da riconoscere quella proteina Spike che era caratteristica del virus di Wuhan e non le sue mutazioni successive.”

Gallavotti in merito alla variante del coronavirus 

La biologa è intervenuta proprio in occasione della trasmissione del programma Di Martedì, andato in onda su La7, e proprio lì esprime le sue preoccupazioni in merito alla possibile inefficacia degli attuali vaccini sulla nuova variante di coronavirus, ovvero la Omicron.

La biologa Gallavotti, però, sottolinea anche che i vaccini sarebbero ancora molto validi come protezione dalle forme più gravi della malattia. 

Coronavirus: la variante Omicron era già in Europa?

Quello che sappiamo è che il primo caso di variante Omicron in Europa è stata rinvenuta in una donna non vaccinata residente in Belgio. Inoltre, sembra che la donna non abbia avuto nessun legame e nessun contatto con persone sudafricane, quindi, il dubbio che sia stata contagiata proprio in Belgio sorge.

Ma c’è di più. Parrebbe che la variante Omicron fosse già in Europa già dal 19 novembre scorso. Sono stati trovati proprio due campioni di variante Omicron rispettivamente il 19 ed il 23 novembre. A dichiararlo è stato proprio l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente (Rivm).

Però vogliamo essere chiari. La variante Omicron è nata in Sudafrica, ma credevamo che chiudendo e limitando gli scambi con il paese, si potesse in qualche modo ritardare o addirittura evitare l’avanzata della variante Omicron in Europa. Ma purtroppo il virus non si ferma mail.

Coronavirus, i primi casi della variante Omicron in Europa

Se dobbiamo essere precisi, il primo avvistamento della variante Omicron in Europa è avvenuto in Olanda e ad Amsterdam, in particolare, con l’arrivo di turisti provenienti dal Sudafrica: 61 erano positivi al Covid, ma 14 portavano con sé la variante Omicron.

Poi arriva anche il parere dell’Organizzazione mondiale della sanità che smentisce le paure delle ultime ore riguardo la possibilità che la variante possa in qualche modo “bucare” il vaccino.  Secondo l’Oms, infatti,

 "Non c’è nessuna prova che la variante Omicron riduca l'efficacia dei vaccini"

L’unica cosa che si sa con certezza, in questo momento, è che la variante attualmente è contagiosa ma non causa degli effetti gravi. Tra i sintomi comuni causati dalla variante vi sono stanchezza, mal di testa e qualche volta tosse, anche se questi due ultimi casi sono meno comuni. Il sintono più frequente è invece la stanchezza.

Sintomi molto lievi rispetto alle varianti precedenti. Il consiglio degli esperti resta però quello di rimanere allerta e di monitorare lo sviluppo della variante.

Il parere di Galli sulla variante Omicron

Il parere dell’infettivologo Galli, invece, è neutrale, ma si avvicina molto al parere espresso dall’Oms, ovvero: non è ancora certo che la variante possa realmente “bucare” il vaccino, ma bisogna tenere la situazione sotto controllo.

Secondo Galli, l’avanzare delle varianti conferma la necessità di autorizzare a tutti la somministrazione della terza dose. Questo è stato dichiarato durante la puntata di Agorà su Rai3:

“Se si presenta una variante ancora più contagiosa della Delta, bisogna prestare molta attenzione. Non bisogna fasciarsi la testa ma neanche ignorare il problema. Finché non abbiamo altre informazioni dobbiamo esprimerci con cautela, la cosa certa è che la necessità di una terza dose è ulteriormente corroborata dalla comparsa di questa variante”

Sempre il dott. Galli suggerisce di cominciare ad autorizzare la terza dose ai fragili e agli anziani. Sarebbe inoltre, logico prolungare l’immunità anche all’intera popolazione, in modo da riuscire ad essere tutti più protetti dagli effetti gravi della malattia.

Inoltre, sembra tutt’oggi imperativo cercare di adeguare i vaccini alle nuove varianti.



Coronavirus: la variante omicron in Nigeria già da ottobre

Il dubbio che la varinate Omicron possa già circolare in Europa, come anche nel resto del continente africano, emerge dalla notizia della possibile presenza della stessa in Nigeria già da qualche mese. In Nigeria il tasso di vaccinazione resta basso e la popolazione raggiunge i 210 milioni di abitanti: di questi, solamente 6,5 milioni di persone sono state vaccinate. E la variante è stata rinvenuta proprio tra i non vaccinati.

Resta il fatto che l’obbligo vaccinale sta cominciando ad essere preso in considerazione dai governi europei, compreso il nostro che a partire dal 6 dicembre renderà valido il super Green pass, con ulteriori limitazioni per i non vaccinati.