A seguito di un quadro epidemiologico preoccupante e in aumento, soprattutto tra i bambini compresi nelle fasce d’età che vanno dai 5 agli 11 anni, l’Aifa ha deciso di rilasciare l’autorizzazione per cominciare ad avviare le vaccinazioni per i bambini che rientrano in quella fascia d’età.

A comunicarlo è stato proprio Giorgio Palù, ovvero il Presidente dell’Agenzia italiana del Farmaco, in un’intervista a Skytg24. Non si può fare altrimenti, considerati i contagi in continuo aumento tra i bambini. L’obiettivo sarà quello di tutelare i più deboli, ed i bambini rientrano in quella categoria.

Secondo il presidente dell’Aifa bisogna tenere in considerazione l’avanzata delle varianti, soprattutto della variante sudamericana, ovvero la variante Omicron, ed i dati dei ricoveri. Questi non dovranno mai superare le soglie critiche, ovvero quel limite che permette agli operatori sanitari e ai medici di svolgere il loro lavoro, quindi guarire tutte le persone ricoverate.

Ricordiamoci di quel marzo 2020 quando fummo costretti a rinchiuderci in casa e le terapie intensive erano così piene che i dottori dovevano scegliere tra chi guarire e chi no a causa dell’inadeguatezza dei nostri ospedali che presi alla sprovvista non erano attrezzati per affrontare tutto questo. Ecco, non dobbiamo ridurci a quel punto.

Con la terza dose in arrivo, ormai obbligatorio per certe categorie di lavoratori, ed il super Green Pass, valido solo per vaccinati o guariti, possiamo affermare che il governo abbia reso definitivamente obbligatorio il vaccino.

Anche in questo caso, il presidente dell’Aifa suggerisce non di rendere il vaccino per i bambini obbligatorio, ma quasi. Secondo lui è una scelta da ponderare attentamente, visti i contagi in aumento e la probabilità di incorrere ad infezioni molto gravi.

“Non so se parlerei di obbligo, ma lo considererei attentamente è una decisione che andrebbe ponderata con rischi e benefici. Ma il rischio dell’infezione tra i bambini sta crescendo, ci sono ricoverati senza patologie pregresse.”

Inoltre, aggiunge che le vaccinazioni potrebbero partire già dal prossimo lunedì in Italia. I dubbi e le preoccupazioni dei genitori però sono tanti. Cosa ne pensano i genitori? Lo vediamo in questo video di La7 Attualità:

Casi covid in aumento: l’Aifa chiede la vaccinazione dei bambini

I casi di covid tra i bambini rientranti nelle fasce d’età tra i 5 e gli 11 anni sono in costante aumento e questo preoccupa l’Aifa, tanto da dare l’autorizzazione alla vaccinazione dei bambini rientranti in quelle fasce d’età insieme all’autorizzazione per la somministrazione della terza dose di vaccino anti covid 19.

La percentuale dei contagi tra i bambini ha raggiunto ormai il 30% ed i virus è in continua mutazione. A minacciare l’Europa adesso è la variante sudafricana, la variante Omicron, che era già tenuta sotto osservazione dall’Oms, ma che adesso ha raggiunto anche l’Europa.

Il primo caso di caso Covid da variante Omicron si è registrato in Belgio da parte di una donna non vaccinata, la quale però non aveva avuto nessun contatto con persone sudafricane, né era stata in Sudafrica. Semplicemente è stata contagiata, ma da chi? Questo non si è ancora scoperto.

Autorizzando la vaccinazione dei bambini si riuscirebbero ad evitare nuovi casi di coronavirus, che secondo i dati sarebbero ben 51 mila casi, 1.450 ricoveri in reparti ordinari e 400 ricoveri in terapia intensiva. Ricordiamo che a loro volta i 51 mila contagiati riuscirebbero, se non vaccinati in tempo, a contagiare altri bambini, perciò, la vaccinazione dovrebbe essere una scelta ponderata e, forse, anche obbligata.

Italo Fornetari, professore ordinario di pediatria della Libera Università di Ludes di Malta, la vaccinazione dei più piccoli dovrebbe avvenire il più presto possibile, tanto da considerarla addirittura prioritaria rispetto la somministrazione della terza dose:

“Se si deve scegliere se dare una priorità tra la prima dose a questi bambini e la terza dose agli altri, senza dubbio ritengo che si debba privilegiare i più piccoli, perché non hanno assolutamente protezione. Mentre gli altri, anche solo parzialmente, sono protetti”

Intanto, il virus viaggia libero e indisturbato tra i non vaccinati, anche questi in aumento. Le ultime notizie riguardano appunto i No vax che, oltre ai cortei e alle manifestazioni, adesso organizzano anche Covid Party nella speranza di trovare un buon “acquirente” riuscire così a contagiarsi. Per quale motivo? 

Semplicemente per ottenere il Green Pass. Se non si effettueranno i dovuti controlli, certamente questi casi di covid party potrebbero aumentare, soprattutto a seguito della decisione del governo di introdurre il super Green Pass. Dopo vedremo quali novità introdurrà il decreto.

Avvio della terza dose, come si prenota e chi deve farla

A cosa serve la terza dose? Come mai ci è stato chiesto di farla? Addirittura, il governo ha imposto l’obbligatorietà del vaccino per alcune categorie di lavoratori, ovvero i medici, personale sanitario e personale scolastico. Ma quali sono effettivamente le categorie che dovrebbero vaccinarsi? E quali sono le modalità per potersi prenotare?

Da quando è iniziata la campagna vaccinale, molti di noi hanno già completato il ciclo vaccinale dopo la somministrazione di due dosi di vaccino, a distanza di qualche settimana tra la prima e la seconda. Ma adesso la somministrazione delle due dosi di vaccino non bastano. Occorre la terza dose. 

Ma dobbiamo essere chiari in questo: la seconda e la terza dose non sono altro che dei richiami per riuscire a mantenere alta l’immunità ed essere così protetti. 

Secondo quanto dice il sito del Ministero della Salute, passati sei mesi dalla somministrazione del vaccino l’immunità sviluppata comincia a calare passando dall’88% al 47%. Perciò, la possibilità di riuscire ad essere contagiati rimane alta, sebbene le probabilità di riscontrare dei disturbi gravi sia bassa.

Ma chi potrà effettuare la terza dose? Attualmente, la terza dose dovrà essere somministrata ai soggetti di età superiore ai 40 anni, ma solamente dopo 150 giorni dalla somministrazione dell’ultima dose di vaccino, ovvero dopo 5 mesi.



La terza dose, o dose booster, a partire dal 22 novembre potrà essere somministrata anche ai soggetti in età compresa tra i 40 ed i 59 anni, ma dopo sei mesi dalla somministrazione dell’ultima dose di vaccino. Se rientrate nella fascia d’età e sono passati già sei mesi dall’ultima dose di vaccino potrete già da adesso prenotare la vostra terza dose. Come?

Ogni regione ha organizzato la campagna vaccinale in modo differente, ma comunque tutti i vaccini potranno essere prenotati anche online, tranne che per la regione Piemonte e Campania. Mentre, nelle regioni Veneto, Liguria, Toscana, Lazio, Marche, Puglia e Campania sono stati previsti degli Hub vaccinali per alcune categorie di soggetti per la somministrazione della prima e della terza dose. 

Ricordiamo che dal momento in cui entrerà in vigore il super Green Pass, la vaccinazione diventerà praticamente obbligatoria. E, quindi, a partire dal giorno in cui farete la terza dose riceverete il codice per scaricare il nuovo Green Pass.

Super Green Pass, a chi spetta e come va utilizzato?

Abbiamo appena accennato al fatto che molto presto entrerà in vigore il super Green Pass che, no, non è un super eroe, ma è una certificazione con caratteri più restrittivi. Cosa prevede il super Green Pass? Il super Green Pass entrerà in vigore a partire dal 6 dicembre fino al 15 gennaio.

Ma non per tutti. Infatti, il decreto prevede che nelle zone gialle o arancioni il super Green pass entri in vigore già a partire dal 29 novembre, senza nessuna scadenza, ed imporrà delle regole molto più severe ai non vaccinati.

In particolare, questi avranno accesso solamente al Green pass base e non potranno più accedere ai luoghi pubblici senza il possesso del super Green pass. Per ottenerlo bisognerà essere vaccinato o guariti dal Covid 19. Non basterà, quindi, fare il tampone per ottenerlo.

Rimane comunque libero l’accesso ai bar e nei ristoranti all’aperto.