Secondo l'OMS, la variante Delta, diventata già da adesso quella più diffusa in quasi tutti i paesi del mondo, diventerà a breve il ceppo dominante. La variante Delta è stata segnalata in 85 paesi e, man mano che passano i giorni, viene tracciata in sempre più regioni del mondo.

L'aggiornamento epidemiologico settimanale sul COVID-19 pubblicato il 22 giugno dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha affermato che a livello mondiale la variante Alpha (quella inglese per intenderci) è stata segnalata in 170 paesi, territori o aree, Beta (quella sudafricana) in 119 paesi, Gamma (la brasiliana) in 71 paesi e Delta in 85 paesi. Della variante originale di Wuahan non c'è più alcuna traccia. Le quattro preoccupanti varianti sono state registrate in tutti i paesi dell'OMS 

La variante Delta sembra più trasmissibile della variante Alpha e, infatti, l'Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che diventerà a breve il ceppo dominante in tutto il mondo.

L'aggiornamento dell'OMS afferma che l'India ha riportato il numero più alto di nuovi casi di COVID19, 441.976 nell'ultima settimana (14-20 giugno 2021), un calo del 30% rispetto alla settimana precedente. 

Variante Delta: più trasmissibilità e più ricoveri

Uno studio di Singapore ha mostrato che la Variante Delta è associata a maggiori probabilità di fabbisogno di ossigeno, ricoveri in terapia intensiva o morte

Inoltre, uno studio effettuato in Giappone ha stimato che la variante Delta sia maggiormente trasmissibile rispetto a quella Alpha.

Se si confronta la variante Delta con le altre varianti circolanti in Giappone prima di dicembre 2020, l'indice di trasmissione di Alpha è stato stimato in 1,56 e per Delta 1,78. Nel complesso, questo studio ha mostrato che Delta è stato associato a una trasmissibilità 1,23 volte superiore rispetto ad Alpha, 

L'aggiornamento si è basato anche sulle prove  dell'efficacia dei vaccini Pfizer BioNTech-Comirnaty e AstraZeneca-Vaxzevria la variante Delta. Secondo lo studio, le ospedalizzazioni derivate da variante Delta, sono inferiori negli adulti vaccinati che si ammalano nel Regno Unito.

L'efficacia del vaccino contro l'ospedalizzazione causata dalle varianti Delta e Alpha nei 14 giorni successivi alla seconda dose sono state stimate rispettivamente del 96% e del 95% per Pfizer BioNTech-Comirnaty e del 92% e dell'86% rispettivamente per AstraZeneca-Vaxzevria.

L'efficacia della singola dose contro l'ospedalizzazione oltre 21 giorni dopo l'immunizzazione è rimasta elevata per Pfizer BioNTech-Comirnaty al 94% contro Delta e all'83% contro Alpha.

Percentuali diverse da quelle emerse da uno studio scozzese secondo il quale due dosi di Pfizer BioNTech-Comirnaty sono efficaci per l'83 per cento contro la malattia sintomatica e l'infezione dovuta alla variante Delta.

Insomma questi studi suggeriscono che il vaccino riduca moderatamente le malattie sintomatiche e infezioni dovute alla variante Delta rispetto alla variante Alpha.

Vaccini e variante Delta: cosa sta accadendo in Gran Bretagna?

In Gran Bretagna secondo i numeri ufficiali, si sono avuti obbiettivamente meno ammalati di Covid  nei soggetti vaccinati: 53 mila circa tra i non vaccinati e 26 mila circa tra i vaccinati con una dose e/o con entrambe le dosi.

Il dato allarmante e strano, però, riguarda i decessi: su 117 decessi abbiamo: 44 non vaccinati, 23 vaccinati con prima dose e ben 50 vaccinati con entrambe le dosi e quindi pienamente immunizzati. Come è possibile?

Secondo la dottoressa Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico dell'Organizzazione mondiale della sanità per Covid-19, gli attuali vaccini Covid-19 sono meno efficaci contro la variante del coronavirus Delta, ma "dovrebbero" ancora prevenire malattie gravi e morte. Dovrebbero.

Non c'è alcuna certezza perché, come dice un altro studio effettuato in Israele, ci vorranno mesi per stabilire una corretta relazione tra vaccini e variante Delta. Nel frattempo anche in Israele la situazione non è rosea e la metà degli adulti infettati dalla Delta aveva ricevuto già la completa immunizzazione ed erano passati anche i famosi 15 gg dall'inoculazione della seconda dose. Anche questo, al momento, resta inspiegabile. 

Con la variante Delta i vaccini perdono il loro potere neutralizzante

"C'è uno studio recente uscito su The Lancet che ha dimostrato una riduzione della neutralizzazione sulla variante delta da parte dei vaccini. Detto questo, questi vaccini sono ancora molto efficaci. Producono abbastanza anticorpi per proteggersi da malattie gravi e morte", ha detto Van Kerkhove in una conferenza stampa.

L'esperto dell'OMS ha aggiunto anche, però, che il costante mutamento del virus (è nella natura dei virus mutare in continuazione) e la presenza di nuove varianti presenti e future, potrebbe portare all'inefficacia dei vaccini. 

"Potrebbe esserci un momento in cui avremo una costellazione di mutazioni tale che i vaccini perderanno effettivamente la loro potenza, ed è quello che vogliamo prevenire", ha detto Van Kerkhove.

Il vaccino AstraZeneca potrebbe essere meno efficace contro la variante Delta: studio scozzese su Lancet

Lo studio di alcuni ricercatori scozzesi ha scoperto che il rischio di ricovero ospedaliero è circa il doppio nei pazienti Covid con la variante Delta, rispetto a quelli con il ceppo Alpha e non solo! Il vaccino AstraZeneca risulta essere meno efficace su di essa rispetto alla variante Alpha.

Questa potrebbe essere una spiegazione probabile del perché in Gran Bretagna stanno crescendo a dismisura i casi di positivi e ammalati anche tra i vaccinati. In Gran Bretagna, infatti, l'80% dei vaccinati ha ricevuto Astrazeneca.

Dobbiamo attendere un po' di tempo per vedere come si evolve la situazione in Israele per comprendere come si comporta Pfizer con la variante Delta. In Israele, infatti, sono stati tutti vaccinati con Pfizer.

Le mutazioni della variante Delta

La variante Delta o B.1.617.2 - rilevata per la prima volta in India - ha prodotto una serie di mutazioni nella proteina spike che sono state collegate ad una maggiore trasmissione del virus rispetto alla variante Alpha.

Sebbene i medici continuino ad affermare che i vaccini attualmente siano abbastanza efficaci anche contro la variante Delta, diversi studi hanno riportato che la variante potrebbe ridurre la capacità degli anticorpi indotti dal vaccino di neutralizzare il virus.

L'ultimo studio pubblicato è proprio quello che abbiamo citato prima e riportato dalla rivista The Lancet e condotto da ricercatori scozzesi che hanno studiato i pazienti Covid tra aprile e giugno di quest'anno.

La variante Delta è stata scoperta per la prima volta in India alla fine dell'anno scorso e contiene mutazioni nel gene che codifica per la proteina spike che il virus utilizza per entrare nelle cellule del corpo. Secondo Public Health England (PHE), ciò l'ha dotata di una trasmissibilità superiore del 50% -60% rispetto alla variante Alpha del virus .

La professoressa Wendy Barclay dell'Imperial College di Londra afferma che la variante Delta sembra consentire l'accumulo di quantità maggiori di virus nelle persone infette in modo che ne possano espellere maggiormente e infettare più persone.

Quanto velocemente si è diffusa la variante Delta nel Regno Unito?

La variante Delta è apparsa per la prima volta in Inghilterra alla fine di aprile ed è diventata rapidamente la versione dominante di Covid-19 in tutto il Regno Unito. A partire dalla scorsa settimana, il 94% dei nuovi casi è stato attribuito alla variante Delta.

Aumentano le preoccupazione che riuguardano i vaccini. Saranno in grado di proteggere dalla variante? Sulla carta pare di sì e i medici si dicono abbastanza tranquilli. E allora perché questa maggiore letalità tra i vaccinati? Ci si aspetta a tal proposito delle risposte esaustive al più presto, dagli organi preposti.

La variante Delta nel resto del mondo

L'India, dove la variante è stata rilevata per la prima volta, ha subito un impatto fortissimo pagando il prezzo di migliaia di morti in pochissimo tempo.

Poi è stata la volta del Regno Unito che ieri ha superato i 18 mila casi. Anche la Germania sta facendo i conti con questa variante, tanto che Angela Merkel ha avvertito che l'Europa sta camminando su una lastra di ghiaccio sottile, nella sua battaglia contro la variante Delta.

Anche la Russia sta lottando contro l'aumento dei livelli di infezioni, con oltre 20.000 casi segnalati giovedì scorso, il numero più alto da gennaio. 

Aumento delle infezioni anche in Israele che, insieme alla Gran Bretagna, era il paese con il più alto numero di persone totalmente immunizzate. 

I dati precisi del nostro paese si avranno domani, quando "l'Istituto superiore di sanità (Iss) diffonderà i dati di quella che si chiama flash survery che ci consegnerà un'idea precisa della diffusione di questa variante in Italia. Il dato di diffusione della variante Delta in Italia dall'indagine preliminare è al 16%, ma verrà definito in maniera più affidabile domani, secondo Locatelli.

Possiamo aspettarci ulteriori varianti?

La risposta è: quasi certamente sì. Già una versione della variante Delta, nota come Delta Plus , ha suscitato preoccupazione tra i virologi. È stato trovato in almeno 22 casi nello stato indiano del Maharashtra la scorsa settimana e potrebbe essere più trasmissibile della variante Delta originale. PHE ha confermato che 41 dei 75.953 casi di Delta del Regno Unito sono stati causati dalla nuova mutazione.

La professoressa Viola: "Con una sola dose di vaccino ci si può ammalare e si favoriscono le varianti"

Il Sole 24 ore riporta le parole allarmate della Professoressa Viola, dell'Università di Padova, la quale in pratica afferma che quando la Gran Bretagna ha deciso di estendere più "prime dosi" possibili, ampliando l'intervallo di tempo tra prima e seconda dose, lei era molto preoccupata.

Perché? Perché generare immunità parziale nella popolazione durante una pandemia favorisce la circolazione di varianti resistenti agli anticorpi. Ed è quello che sta accadendo con la variante Delta.

L’immunologa dell’Università di Padova, Antonella Viola lo scrive a chiare lettere sul suo Facebook. "Il virus è non solo più trasmissibile ma anche meno sensibile agli anticorpi. Per questo motivo, come ora indicato nel sito Ecdc, chi ha ricevuto una sola dose, può non solo infettarsi ma anche ammalarsi. Ecco quindi ora la corsa a fare i richiami in fretta: meglio coprire bene le persone con più di 50 anni piuttosto che vaccinare i ragazzi". 

In conclusione: la variante Delta pare essere sicuramente più trasmissibile, forse più letale (ricordiamo che in Gran Bretagna ci sono stati 50 morti tra coloro che avevano ricevuto doppia dose e 44 tra i non vaccinati). Sembra essere in grado di bucare i vaccini e di diminuire il loro potere neutralizzante. Nel frattempo alcune ricerche parlano di non procedere con un terzo richiamo con vaccino a mRNA perché potrebbe essere pericoloso.

A questo punto c'è davvero troppa confusione, e la salute è troppo importante per non pretendere di avere le giuste informazioni, che diano ad ogni cittadino la possibilità di fare una scelta consapevole. Speriamo arrivino al più presto risposte, chiarimenti e certezze.