La creazione monetaria

Spesso voi mi scrivete, utilizzando messenger, ponendomi alcune domande, io lo anticipo subito, non riesco a rispondere a tutti e vi chiedo scusa, ma davvero mi manca il tempo necessario, alcune volte però rispondo.

fotografia di monete da 20 centesimi  di euro

Spesso voi mi scrivete, utilizzando messenger, ponendomi alcune domande, io lo anticipo subito, non riesco a rispondere a tutti e vi chiedo scusa, ma davvero mi manca il tempo necessario, alcune volte però rispondo.

Mi riferisco così ad un gentilissimo ascoltatore, Francesco Lonardi il quale mi aveva chiesto delucidazione su alcuni argomenti che avevo trattato nei miei video, ed al quale avevo risposto. Ebbene vi riporto ora l’ultimo suo post:

Che dire, è stato davvero chiarissimo anche stavolta dr Marcotti. Ho solo un’ultima domanda da inoltrarle:
sarebbe poi interessante sapere come avviene TECNICAMENTE e sostanzialmente la suddetta CREAZIONE DI MONETA

Stavo quindi rispondendo al Sig. Lonardi, ma pensandoci bene ho ritenuto che questa domanda interessasse molti ascoltatori, quindi ho deciso di rispondere attraverso questo video.

Allora vi anticipo subito che uso un linguaggio non professionale, ma cerco così di essere più comprensibile, sentite allora la mia risposta:

Fa una bellissima domanda, le rispondo succintamente ma così capirà perché non ne ho ancora parlato in un video, è un argomento che la quasi totalità delle persone avrebbe difficoltà a comprendere e potrebbe quindi andare in confusione.

Allora lo sintetizzo e, a costo di non essere professionale cerco di banalizzarlo.

Molte persone credono che la moneta venga creata nel momento in cui le Banche concedono un credito.

Per la precisione NON è così, all’atto della concessione di una linea di credito da parte della Banca l’attivo e il passivo si annullano a vicenda.

La moneta nominale viene effettivamente creata NON nel momento nel quale la Banca concede un credito, ma nel momento in cui il cliente attiva la linea di credito, ossia nel momento in cui il cliente della Banca chiede che, a valere sulla linea di credito concessa (il fido) e della quale egli beneficia, la Banca effettui un pagamento per suo conto (ad esempio paghi i suoi dipendenti oppure un fornitore, è indifferente).

Soltanto all’atto del pagamento la moneta viene effettivamente creata.

L’atto di creazione monetaria tuttavia, rimane un attivo/passivo.

Da un lato la Banca nei confronti del cliente si riconosce spontaneamente debitrice per un ammontare non superiore all’importo della linea di credito concessa al cliente.

Dall’altro, però, il cliente si dichiara debitore nei confronti della Banca alla quale dovrà restituire l'importo ricevuto (più gli interessi).

Verrebbe da pensare che un'operazione che contemporaneamente prevede un attivo/passivo di pari importo sia nulla e che non si annulli soltanto per la comparsa degli interessi.

Nella realtà NON è un'operazione nulla perché i due debiti, o i due crediti (quello della Banca nei confronti del cliente e quello del cliente nei confronti della Banca), vengono esercitati in tempi diversi.

La Banca assolve il proprio debito immediatamente (effettuando il pagamento), mentre il cliente restituisce il prestito ottenuto dalla Banca solo in un tempo successivo, questa differenza temporale fa nascere gli interessi, poiché gli interessi altro non sono che la remunerazione del tempo.

Ma ora arriva il difficile (intendo dire da comprendere).

Ciò che la stragrande maggioranza degli stessi economisti non ha ancora compreso.

Qualsiasi persona "normale", infatti, riterrebbe che la Banca, effettuando un pagamento non faccia altro che trasferire la moneta che ha creato, da colui al quale la moneta è stata messa a disposizione (il suo cliente) ad un'altra persona (i dipendenti del cliente, oppure un fornitore è uguale).

Nella realtà NON è così.

La moneta creata all'atto del pagamento viene istantaneamente (cioè nello stesso momento) distrutta e qui solo un genio (Bernard Schmitt) poteva avere una simile illuminazione.

La moneta che potremo definire "nominale" la sola che può essere creata (essendo essenzialmente un numero), viene sempre creata e distrutta dalla Banca istantaneamente nel momento nel quale effettua un pagamento, ma in quell'istante la moneta creata "cambia la sua essenza" perché in quell'istante essa è stata associata al lavoro (che sia il lavoro dei dipendenti, oppure il lavoro di un fornitore è la stessa cosa).

I dipendenti o il fornitore quindi non ricevono moneta "nominale" a quel punto essendo stato associata al lavoro, e quindi ad una produzione, ad un bene, quella moneta è diventata "reale".

Per evitare confusione, però, anziché chiamarla moneta “reale” è meglio che si definisca “reddito”, ed il reddito viene identificato con un "deposito bancario".

Cerco di semplificare il tutto ed essere più chiaro, anche se vi assicuro che non è facile.

Chi ha ricevuto il pagamento (dipendenti o fornitore) l’ha ricevuto come controvalore del proprio lavoro, quindi hanno ricevuto un attivo, ma non hanno nessun passivo.

Quello è il loro reddito.

Ed il reddito, al contrario della moneta nominale, che viene istantaneamente creata e distrutta, il reddito invece può essere speso (ossia trasferito ad altri) o risparmiato (tesorizzato).

Come viene tesorizzato? Sotto forma di deposito bancario che le banche, contabilmente registrano nel loro passivo.

La differenza fra moneta e reddito è fondamentale, l’errore, che è stato compiuto da quasi tutti gli economisti al mondo, è proprio quello di confondere la moneta con il reddito.

La moneta si può creare (essenzialmente è creare un numero) il reddito no! Non si “crea” si ottiene solo con la produzione quindi in ultima analisi con il lavoro, soltanto con il lavoro. Il reddito quindi è la monetizzazione del lavoro.

Le banche quindi svolgono un compito essenziale, indispensabile, perché monetizzano il lavoro.

Se non esistesse la moneta, se non fosse emessa, non si potrebbe monetizzare il lavoro, quindi la produzione non sarebbe monetizzata … quindi i beni prodotti non essendo monetizzati, possono solo essere scambiati fra di loro, insomma si tornerebbe al baratto.

Ma c’è una cosa ancora più importante della moneta, ed è il lavoro, perché se non esistesse il lavoro non esisterebbe il reddito, non esisterebbe la ricchezza, insomma non esisterebbe nulla.

Ebbene cari ascoltatori, come vi avevo anticipato ho cercato di trattare l’argomento creazione monetaria nella maniera più semplice e meno professionale possibile, sono però assolutamente disponibile a trattare l’argomento in maniera che definirei accademica, fatemi sapere se la cosa può interessarvi.

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01 mar 2024