Ultimamente non so se avete notato, c’è una continua corsa al rialzo nelle previsioni di crescita economica del nostro Paese.

Prima si parlava, per l’anno in corso, di un +4,2% poi diventato un 4,4% ed ora l’Istat è arrivata a prevedere un +4,7%.

Naturalmente se anche riuscissimo a raggiungere tali percentuali di crescita non si tratterebbe di un boom economico perché sarebbe solo una parziale ripresa di quanto perso nel corso del 2020.

Ma non solo, certamente i nostri media nazionali non dicono che l’Italia è forse l’unico Paese o comunque uno dei pochissimi fra quelli sviluppati ad avere ancora oggi un Pil inferiore, e non di poco inferiore, rispetto a quello che registravamo prima della crisi economica del 2007/2008.

In altre parole il Pil del nostro Paese ha avuto il suo massimo nel 2007, con la crisi economica del 2007/2008 il nostro Pil è crollato fino al marzo del 2009, poi si è un po’ ripreso per un paio d’anni fino al 2011, ma naturalmente rimanendo ben distante dal massimo raggiunto nel 2007.

Ricorderete tutti poi, nel novembre del 2011, l’avvento di Monti che ha fatto crollare di nuovo il nostro Pil fino al 2015, quindi abbiamo avuto una nuova ripresa, anche se molto blanda, siamo così rimasti ben distanti dal massimo del 2007.

Ed infine il tracollo dello scorso anno che solo in parte recupereremo quest’anno.

Insomma prima di tornare sui livelli del 2007 ne dovranno passare di anni, alcuni poi ritengono che finché rimarremo nell’euro i valori del 2007 non li rivedremo mai più, certo è una previsione pessimistica, ma non improbabile.

Ma davvero quest’anno il nostro Pil si riprenderà come nelle previsioni?

Naturalmente oltre ad augurarcelo noi saremmo felici se la ripresa economica fosse anche maggiore proprio perché l’Italia è Stato forse il Paese che ha maggiormente risentito della crisi dovuta al Covid.

Ma purtroppo non vorrei che si fossero create troppe aspettative.

Innanzitutto viene sbandierato che in questi primi tre mesi del 2021 è già tornato il segno più davanti alla variazione del Pil nei confronti dei tre mesi precedenti, ma è un +0,1%, meno di un’inezia.

Allora, è bene fare chiarezza.

Il calcolo del Pil viene eseguito trimestralmente, trenta giorni dopo la fine del trimestre, e quindi alla fine di aprile, viene diramata la prima stima, il mese successivo, e quindi alla fine di maggio, la seconda stima (che dovrebbe essere più accurata) ed infine dopo altri trenta giorni e cioè alla fine di giugno la stima definitiva del primo trimestre.

Ovviamente poi alla fine di luglio si parte con la prima stima del secondo trimestre e così via.

Ebbene viene normalmente comunicata la variazione del Pil trimestrale rispetto al trimestre precedente e rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Ed ecco allora i dati. 

Alla fine di aprile scorso era stato comunicato che il nostro Pil del primo trimestre 2021 era sceso rispetto al trimestre precedente, ossia rispetto all’ultimo trimestre del 2020 dello 0,4%.

Ora alla fine di maggio, quel dato è stato rivisto al rialzo dello 0,1%. Ossia non siamo scesi dello 0,4, bensì siamo saliti dello 0,1%. Bene naturalmente ne sono contento, anche se un +0,1% non è che sia un boom e qualche dubbio resta perché normalmente i dati vengono rivisti di uno 0,1/0,2% difficilmente come in questo caso dello 0,5% ossia da -0,4% a +0.1%.

Comunque non voglio fare il solito scettico, credo all’Istat.

Un miglioramento rispetto alle stime precedenti si è naturalmente avuto anche nei confronti dello stesso trimestre dello scorso anno, ossia rispetto al primo trimestre 2020, ma qui ovviamente rimane comunque il segno meno.

Nella prima stima di aprile l’Istat ci aveva comunicato che il primo trimestre del 2021 si era concluso con un calo dell’1,4% rispetto al primo trimestre del 2020, ora ci dice che invece il calo è stato dello 0,8%. Quindi resta il segno meno anche se meno negativo rispetto alla stima precedente.

Ovviamente attendiamo poi la stima decisiva che arriverà, come detto, alla fine di giugno.

Ma va fatto una osservazione.

Se nel primo trimestre abbiamo fatto -0,8% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, rimangono solo 9 mesi per arrivare ad un +4,7% in tutto il 2021. Ossia in altre parole nei 9 mesi del 2021 dobbiamo fare molto più del +4,7% per arrivare al +4,7 in tutto il 2021, visto che dopo tre mesi siamo a -0,8%.

Spero di esser stato chiaro.

Certo occorre sottolineare un’altra cosa ed ossia che il primo trimestre di quest’anno è stato un trimestre con delle restrizioni, il primo trimestre dello scorso anno per i primi due mesi era senza alcuna restrizione, ricordiamo infatti che la vicenda Covid 19 scoppia alla fine di febbraio del 2020, e solo il mese di marzo 2020 abbiamo forti restrizioni.

Ci auguriamo invece che negli ultimi tre trimestri di quest’anno ci siano meno restrizioni rispetto a quelle che abbiamo subito lo scorso anno e quindi il raffronto sia più che positivo.

Ma l’ottimismo del quale si parla in questi giorni deriverebbe anche dal fatto che prima della fine dell’anno in corso dovrebbero arrivare anche una prima parte dei fondi del Recovery Fund.

Ebbene, è ovvio che se arrivano dei soldi e si spendono questo aiuta a far salire il Pil, ma non dimentichiamo che quelli sono quasi esclusivamente prestiti che dovremo restituire, quindi dobbiamo fare attenzione prima di gioire per la crescita del Pil.

Insomma solo per fare un esempio semplice semplice.

Se io non ho un reddito molto alto e voglio comprarmi una Mercedes, e trovo una Banca o qualcuno comunque che mi presta i soldi per comprarmi la Mercedes, non posso dire di essere diventato ricco perché adesso possiedo una Mercedes dato che d’ora in poi dovrò anche restituire i soldi che mi hanno prestato per acquistare quell’automobile.

Insomma, avete capito, auguriamoci davvero tutti che la nostra economia possa riprendersi al più presto, ma non facciamoci illusioni.