Sulla mia pagina personale di Facebook, ossia sulla pagina Giancarlo Marcotti, alcuni giorni fa è stato pubblicato un video a mio avviso estremamente interessante, e che quindi, se non lo aveste ancora visto, vi consiglio caldamente di dargli un’occhiata.

Si tratta della ricostruzione della popolazione mondiale dal 1820 al 2100. Ovviamente dal 1820 fino ad oggi sono dati ufficiali, per quanto possano essere corretti i dati demografici soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Per quanto riguarda invece i prossimi ottant’anni, logicamente sono previsioni, ma previsioni fondate su dati diciamo … accurati.

Perché oggi voglio parlarvi di questo.

Semplicemente perché spesso lo sviluppo della popolazione mondiale viene oggi collegato ad un tema molto dibattuto oggi, quello del Great Reset.

Ora prevengo anche le critiche che mi potranno arrivare, verrò certamente tacciato di malthusanesimo, ma cari ascoltatori solo una persona senza un briciolo di cervello può pensare che la popolazione al mondo possa crescere all’infinito.

Alla fine di quest’anno, o nei primi mesi del prossimo, saremo circa 8 miliardi, il doppio di quanti eravamo nel 1974, potremo arrivare fra un po’ di anni a 16 miliardi? Ci sarà posto per tutti? Sì? Bene, allora potremo arrivare a 32 miliardi? Sì? Ed allora potremo arrivare a 64 miliardi? Sì? Capite che ci sarà un momento nel quale l’aumento della popolazione mondiale diventerà insostenibile?

Per sostenere questa banale considerazione sono un maltusiano? 

Ok datemi pure del maltusiano, io ritengo solo di sostenere una banalità assoluta, ed ossia che ci deve essere un limite alla popolazione mondiale.

Detto ciò cominciamo a commentare questo, ripeto, interessantissimo video. Partiamo così dal 1820.

La popolazione mondiale è di circa 1 miliardo di persone.

Gli Stati ai primi due posti sono gli stessi Stati che ancora oggi, naturalmente con numeri completamente diversi, comunque sono gli stessi Stati che ancora oggi occupano i primi due posti della classifica, ossia Cina ed India.

La Cina impressiona, ha quasi 400 milioni di abitanti, ha quindi quasi i due quinti della popolazione mondiale, ossia due abitanti su cinque della terra, nel 1820 erano cinesi.

L’india ha 175 milioni di abitanti, quindi meno della metà della Cina, ma comunque è largamente al secondo posto.

E’ lo Stato terzo in classifica che certamente potrà stupirvi, si tratta infatti della Francia che ha poco più di 31 milioni di abitanti e supera di poco il Giappone.

A seguire la Russia con meno di 26 milioni di abitanti, la Germania che ha 25 milioni di abitanti, il Regno Unito con 21 milioni di abitanti e l’Italia con 20 milioni di abitanti.

Fermiamoci un attimo. Vedete, lasciamo perdere la Cina e l’India che rimarranno sempre … diciamo … fuori classifica. 

Poi se escludiamo il Giappone troviamo gli Stati europei. 

Oggi, come vedremo, la situazione è completamente cambiata.

Sorpresa, ma solo perché non ci si riflette. Gli Stati Uniti hanno solo 10 milioni di abitanti, la metà dell’Italia!!!

Vabbé, se ci riflettiamo un attimo, certamente è un dato che non dovrebbe sorprendere, ma insomma pensare che tutto quel territorio fosse abitato soltanto da 10 milioni di persone, fa comunque un certo effetto.

Facciamo partire il video e l’aspetto che immediatamente si evidenzia è molto prevedibile, ossia sono gli Stati Uniti che aumentano notevolmente i propri abitanti scalando così la classifica, cominciano infatti le grandi migrazioni verso … il Nuovo Mondo. 

Sale anche la Russia che scavalca Giappone e Francia arrivando così al terzo posto della classifica nel 1850.

Quando ci si avvicina alla fine del secolo, ovviamente ci stiamo riferendo alla fine del 1800 la crescita degli Stati Uniti diventa esponenziale, e tutti sappiamo il perché. 

Nel 1889 gli Stati Uniti superano la Russia e si installano al terzo posto con oltre 62 milioni di abitanti.

Inizi del ‘900 cominciano a farsi notare nella classifica altri Paesi del cosiddetto Terzo Mondo, è in particolare l’Indonesia che arriva all’ottavo posto superando Italia e Francia.

Nel 1927, ossia 107 anni dopo, la popolazione raddoppia rispetto al 1820, sulla terra vivono 2 miliardi di persone.

In quell’anno la classifica delle prime dieci è: Cina, India, Stati Uniti, Russia, Germania, Giappone, Indonesia, Regno Unito, Francia e Italia.

Superiamo la seconda guerra mondiale, siamo nel 1959, la popolazione sulla terra raggiunge i 3 miliardi e nella top ten si affaccia un altro Paese diciamo del terzo mondo è un Paese sudamericano, si tratta ovviamente del Brasile che si piazza all’ottavo posto.

Dall’inizio degli anni sessanta inizia anche la crescita esponenziale, che è in atto tutt’ora, dei Paesi, diciamo più poveri.

Nel ’63 entra al decimo posto il Bangladesh, ma subito dopo anche il Pakistan e la Nigeria.

Nel 1974 come già detto la popolazione mondiale supera i 4 miliardi, l’ascesa dei Paesi del terzo mondo e del quarto mondo diventa inarrestabile.

Nel 1986, quindi dodici anni dopo, la popolazione sulla terra cresce di un altro miliardo, arriviamo ai 5 miliardi.

Altri dodici anni, siamo nel 1998 ed ecco un altro miliardo di persone in più, siamo a 6 miliardi. 

Questa è la top ten: Cina, India, Stati Uniti, Indonesia, Brasile, Russia, Pakistan, Giappone, Bangladesh e Nigeria entra quindi per la prima volta nella Top Ten uno stato africano, attenzione perché ora questo fenomeno della crescita africana risulterà inarrestabile.

Altri dodici anni, siamo nel 2010, ecco la precisione, guardate che coincidenza, per la terza volta accade che in dodici anni aumentiamo la popolazione mondiale di un miliardo di persone, e siamo arrivati a sette miliardi.

Ed arriviamo ad oggi, anzi per la precisione ai primissimi mesi del prossimo anno, sono passati dodici anni e cosa è accaduto? Ormai, l’avete capito, la popolazione mondiale è aumentata di un altro miliardo, siamo a 8 miliardi.

Nella Top Ten è uscito il Giappone ed è entrato il Messico.

Naturalmente da qui iniziano le previsioni, e le previsioni, carissimi ascoltatori, sono più che sorprendenti, sono sconvolgenti.

Innanzitutto nel 2026 c’è per la prima volta il cambio al vertice, ossia l’India supera la Cina, hanno all’incirca ciascuno 1 miliardo e 450 milioni di abitanti, con l’India ancora in crescita e la Cina invece in calo.

Nel 2036 si raggiungono i 9 miliardi di abitanti sulla terra e nella Top Ten entra un altro Stato africano, è l’Etiopia che si insedia al nono posto con 166 milioni di abitanti, ma attenzione nel frattempo la Nigeria arriva addirittura al quinto posto con oltre 300 milioni di abitanti! Pazzesco!

La popolazione mondiale continua ad aumentare, ma rallenta notevolmente il ritmo di crescita, passano infatti 20 anni per vedere la popolazione mondiale crescere di un altro miliardo di persone ed arrivare così a 10 miliardi di persone, siamo così arrivati al 2056.

Nella Top Ten entra un altro Stato africano, è il Congo con quasi 220 milioni di abitanti, nel frattempo la Nigeria raggiunge addirittura la terza posizione con 450 milioni di abitanti.

Continua ad aumentare la popolazione, ma continua anche a diminuire il ritmo di crescita e dal 2090 la popolazione arrivata a circa 10 miliardi e ottocento milioni di persone la popolazione, dicevo, si stabilizza.

Questa la Top Ten finale al 2100:

L’India 1 miliardo e 447 milioni di abitanti

La Cina riduce e di parecchio la popolazione a poco più di 1 miliardo, un miliardo e 65 milioni per la precisione.

A spaventare non è il terzo posto della Nigeria, è la sua popolazione: 733 milioni di abitanti, riflettete su questo numero.

A seguire gli Stati Uniti con 433 milioni, ma ora state attenti agli Stati che seguono.

Pakistan 403 milioni, Congo 362 milioni, Indonesia 320 milioni, Etiopia 294 milioni, Tanzania 285 milioni ed Egitto 294 milioni.

Ma se arriviamo fino al ventesimo posto troviamo ancora diversi Paesi africani.

Undicesimo posto all’Angola, tredicesimo per il Niger, sedicesimo per il Sudan, diciottesimo per l’Uganda e ventesimo per il Kenia.

E la nostra Italia?

Non ve lo so dire, dato che nel video sono riportate solo le prime venti posizioni in classifica.

Mi fermo qui, ponendovi però una domanda: è lecito cominciare a porsi degli interrogativi sulla crescita della popolazione, ripeto solo porsi degli interrogativi, nient’altro, senza giungere a conclusioni affrettate.