In un libro del 1976 intitolato, The Denazionalisation of Money, l'economista premio Nobel F. A. Hayek enunciò una nuova proposta riguardante il cosiddetto denaro privato. Ciò che Hayek aveva in mente, non erano le banconote del passato emesse privatamente e che i relativi possessori potevano portare preso le banche emittenti e riscattare in monete d'oro o d'argento. Il suo piano richiedeva denaro irredimibile. Il mercato proposto da Hayek ricorda il mercato delle criptovalute emerso nell'ultimo decennio.

Hayek puntò il dito contro gli stati per la Grande Inflazione degli anni '70. Avevano monopolizzato l'offerta di moneta, eliminato i loro obblighi contrattuali di riscattare le banconote in oro e argento, e quindi aumentato significativamente l'offerta di moneta irredimibile. Era naturale che ne seguisse una grande inflazione. La soluzione, secondo Hayek, era quella di consentire la concorrenza tra le valute, de-monopolizzando e de-nazionalizzando il denaro.

Secondo la proposta di Hayek, i privati ​​e le imprese dovevano essere liberi di offrire la loro versione del denaro affinché entrasse in concorrenza con quella emessa dagli stati già in circolazione. Hayek riteneva che le persone avrebbero scelto valute ritenute migliori in base al loro giudizio e che la prospettiva di acquisire clienti avrebbe spinto gli emittenti privati ​​ad offrire alternative superiori. Gli stati avrebbero dovuto quindi migliorare le loro valute (cioè abbassare i loro tassi d'inflazione), o perdere quote di mercato a vantaggio dei fornitori privati.

Come doveva essere gestito questo denaro privato? Secondo Hayek le persone preferirebbero le valute con un potere d'acquisto stabile. In tal caso, i fornitori privati ​​gestirebbero il loro denaro in modo tale che un'unità di valuta acquistasse, con una certa affidabilità, un determinato paniere di merci. Una moneta stabile è interessante, perché elimina il rendimento negativo dei relativi possessori, a volte chiamato "imposta dell'inflazione". Riduce il rischio di stipulare contratti a lungo termine in quell'unità monetaria. Elimina inoltre gli aggiustamenti di prezzo non necessari che derivano dall'inflazione e facilita il confronto dei prezzi nel tempo.