Nei media mainstream in effetti viene trattato l’argomento prezzo dell’energia e conseguenze sull’economia, ma è chiaro il tentativo di minimizzare.

Si dice che i piani di risparmio già adottati dal Governo e soprattutto quelli che saranno messi in opera dal prossimo autunno riusciranno a mitigare le conseguenze della riduzione ed anche del possibile stop da parte della Russia delle forniture.

Insomma sembra che riducendo di un minuto il tempo della doccia e riducendo di un grado il termostato di casa passeremo comunque un inverno tranquillo.

 

Anche le previsioni sulla nostra economia, dopotutto, non sono assolutamente allarmanti, quest’anno ci dicono che il nostro Pil crescerà, e parecchio, mentre l’anno prossimo potremmo avere una leggera contrazione.

Ovviamente non sarà così, le conseguenze di un gas che pagheremo, ormai è certo, almeno sei o sette volte di più rispetto allo scorso anno, saranno conseguenze pesanti per molte famiglie.

Faranno fatica ad arrivare a fine mese anche molte famiglie che oggi non hanno particolari problemi economici, ci sarà quindi una gelata sui consumi, anche quelli primari, per non parlare dei beni durevoli, nonostante sempre i media mainstream tentino in tutte le maniere di infondere fiducia per quanto riguarda il bene durevole per antonomasia, ossia l’automobile.

A tal proposito devo segnalare un fatto davvero incredibile.

Sono stati diffusi i dati sulle immatricolazioni ad agosto, tutti i giornali ed i siti web riportano immatricolazioni in crescita del (+3,4%) perché si riferiscono al dato europeo e naturalmente il raffronto è fatto rispetto al dato dello stesso mese registrato lo scorso anno.

Di questo ora ne parleremo, ma voglio prima soffermarmi sul fatto davvero incredibile, ebbene, mentre, ripeto, tutte le testate giornalistiche mettono in evidenza la crescita delle immatricolazione del 3,4% sempre oggi su Repubblica compare un articolo sul tema, ecco il titolo:

Mercato delle auto, brusca frenata ad agosto: immatricolazioni in calo del 54,6%

Immatricolazioni in calo del 54,6%??? Ma cosa stanno a dire? Occorre ovviamente leggere l’articolo per capire quanto accaduto.

Allora leggendo l’articolo si evidenzia che Repubblica, al contrario delle altre testate, si riferisce al mercato dell’auto in Italia, e non al dato europeo.

Ma naturalmente quel -54,6% non ha senso neppure per quanto riguarda il mercato italiano, da dove esce?

Non è facile da capire, occorre infatti mettersi nei panni di una persona totalmente priva di raziocinio ed ancora non basta.

Allora, mentre tutte le testate, correttamente hanno confrontato il dato sulle immatricolazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, Repubblica ha riportato la percentuale di immatricolazioni rispetto al mese precedente, ossia quello di luglio.

Chiaramente l’articolo di Repubblica non è solo fuorviante, è proprio insensato. Lo sappiamo tutti che ad agosto per ovvi motivi si vendono meno automobili rispetto a luglio. E’ banale!

Ma gli errori di Repubblica non finiscono qui, è veramente difficile comprendere una serie di topiche di questo genere.

Gli errori compresi in quell’articolo mi sembrano davvero grossolani e non finiscono qui. Sentite come inizia l’articolo:

Battuta d'arresto per il mercato delle auto ad agosto. Dopo lo sprint di luglio, il numero di immatricolazioni ha registrato un rallentamento, fermandosi a quota 72.000 unità: si tratta di un calo del 54,6% rispetto ai numeri del mese precedente, sebbene in crescita in confronto al dato dello stesso periodo nel 2021 (+10,22%)

Non ne azzecca una perché … vivisezioniamo solo queste tre righe:

Battuta d'arresto per il mercato delle auto ad agosto. Non è vero! Il mercato delle auto ad agosto è salito. Allora da questo momento, avendo capito che Repubblica si riferisce soltanto al mercato italiano, quindi anch’io prenderò in esame soltanto i dati del mercato italiano. Quell’affermazione Battuta d'arresto per il mercato delle auto ad agosto riferita al solo mercato italiano è ancora più falsa, perché se il mercato europeo, come detto, ad agosto è salito del 3,4% quello italiano è salito ancora di più +9,9% ovviamente rispetto al mese di agosto dello scorso anno. Ma proseguiamo:

Dopo lo sprint di luglio anche questa affermazione è falsa, perché invece, nel mese di luglio, non c’è stato alcuno sprint le immatricolazioni delle auto erano in calo da tredici mesi di fila (naturalmente come logico facendo il raffronto con lo stesso mese dell’anno precedente). Quindi anche nel mese di luglio le immatricolazioni erano in calo, altro che “sprint”.

il numero di immatricolazioni ha registrato un rallentamento, fermandosi a quota 72.000 unità altra affermazione falsa perché come detto le immatricolazioni ad agosto sono risultate in crescita perché Repubblica parla di 72.000 immatricolazioni (il dato ufficiale è 71.190 ma questo poca importa), ciò che importa è che lo scorso anno erano state 64.767 quindi da 64.767 a 71.190 l’incremento è del 9,9%. Ma proseguiamo:

si tratta di un calo del 54,6% rispetto ai numeri del mese precedente qui Repubblica specifica la cosa che avevamo intuito ossia che loro fanno il raffronto totalmente insensato nei confronti del mese precedente e non quello corretto con lo stesso mese dell’anno precedente, ma non è finita, è che sbagliano pure quello!!! Ed infine:

sebbene in crescita in confronto al dato dello stesso periodo nel 2021 (+10,22%)

Ed anche questa è una percentuale sbagliata perché come vi ho detto la crescita di agosto su agosto 2021 è stata del 9,9%.

Ma cerchiamo ora di capire da dove deriva quel -54,6%.

Facendo i calcoli delle immatricolazioni e raffrontando il mese agosto rispetto a luglio (detto che è un raffronto stupido) il calo non è del 54,6% bensì del 35,2%. E qui sto prendendo i dati pubblicati da Repubblica, ossia immatricolazioni ad agosto 72.042 contro immatricolazioni a luglio 111.207, il calo è del 35,2%.

Ed allora da dove salta fuori quel -54,6%? Guardate, ripeto, bisogna tuffarsi nell’ignoranza più crassa.

Anche i bambini delle elementari sanno che per calcolare la variazione percentuale fra due dati occorre fare la differenza fra il dato più recente e quello di partenza e dividere il risultato di quella differenza per il dato di partenza, per avere poi un dato percentuale, ovviamente occorre moltiplicare per 100.

Quindi nel nostro caso 72.042 il dato più recente, meno 111.207 ossia il dato di partenza, risultato -39.165 diviso il dato di partenza ossia 111.207 si ottiene 0,352 moltiplicato per cento otteniamo il 35,2%.

Quindi rimane l’enigma da dove esca quel -54,6%. Ripeto cercando di tuffarsi nell’ignoranza più crassa io ritengo che abbiano fatto così:

Anziché fare la differenza fra il dato più recente e quello di partenza per dividere il risultato poi per il dato di partenza e moltiplicare per cento.

Ritengo che abbiano fatto il contrario.

Quindi nel nostro caso, affinché fare la differenza fra 72.000 e 111.000 e dividere per 111.000, hanno fatto la differenza fra 111.207 e 72.042 dividendo il risultato per 72.000.

Per la verità operando in questo modo, ripeto totalmente idiota, non si arriva con precisione al -54,6% che riporta Repubblica, ma a -55,1%, un dato comunque molto prossimo, per cui penso proprio che abbiano agito in quella maniera, da ignoranti puri.

Ma lasciamo stare gli ignoranti ed invece commentiamo il dato reale, dobbiamo esultare per questa inversione di tendenza registrata ad agosto nelle immatricolazioni delle automobili, +3,4% in Europa e addirittura +9,9% in Italia?

La risposta è: assolutamente no! E per diversi motivi.

Il primo è che si arrivava da 13 mesi continui di calo, è chiaro che prima o poi ci sarebbe stato un dato positivo.

Inoltre il dato positivo lo abbiamo avuto nel mese, quello di agosto, nel quale le immatricolazioni sono, per ovvi motivi, decisamente più basse.

Ed infine occorre tener presente che il mese di agosto del 2021 era stato un mese drammatico per le immatricolazioni di automobili essendo crollate del 27%, quindi il raffronto oggi lo facciamo con un dato particolarmente negativo.

Quindi quale conclusione dobbiamo trarre? Che il mercato dell’auto probabilmente da oltre un anno sta vivendo il suo periodo più critico, la maggior crisi della sua storia.

E come tutti sappiamo le industrie del comparto automobilistico sono quelle che occupano il maggior numero di lavoratori.

E quello dell’occupazione sarà il problema principale col quale dovremo scontrarci in futuro.

A voi le considerazioni finali.