Pare proprio che il DDL Zan abbia fatto la fine del Titanic, è andato a sbattere contro un iceberg ed è quindi affondato.

E se mi chiedete di dare un nome all’iceberg, ebbene quel nome sarebbe Matteo Renzi. Carissimi ascoltatori, è da tempo che vi dico che Matteo Renzi sa in anticipo quel che accade nel panorama politico italiano, o è un veggente, oppure ha qualche fonte … molto attendibile.

Aveva detto che la caduta del Governo gialloverde non avrebbe fatto tornare gli italiani alle urne, cosa che si è puntualmente verificata. Aveva detto che la caduta di Conte, del Conte due non avrebbe fatto tornare gli italiani alle urne, ma avrebbe portato a Palazzo Chigi un certo Mario Draghi, e, purtroppo per noi anche questa cosa si è puntualmente verificata.

Ed ha detto ancora che se non avessero fatto dei cambiamenti significativi, in particolare l’articolo 1 che definisce l’identità di genere come l'identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall'aver concluso un percorso di transizione.

E l’articolo 7 che istituiva la 

“Giornata nazionale contro l'omotransfobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia” per il 17 maggio, giornata che va celebrata anche nelle scuole. 

Il DDL Zan sarebbe andato a sbattere, cosa puntualmente verificata.

Naturalmente Repubblica parla di un semplice rinvio, ma, ad esempio Today titola in maniera più perentoria, e corretta: “L’addio al Ddl Zan”. Insomma gli intona un De Profundis.

In effetti il rinvio a settembre ha tutto il sapore di una bocciatura, il mese di settembre, infatti, di fatto sarà un mese di campagna elettorale ed io lo so bene, ma ve ne parlerò in un’altra occasione. 

Ad ottobre infatti andranno al voto quasi tutte le più grandi città italiane, quindi sarà un test elettorale estremamente probante, e come è ovvio non è proprio nei mesi di campagna elettorale che i partiti trovano accordi.

Insomma il rinvio del DDL Zan pare proprio un rinvio all’anno del mai, almeno io me lo auguro perché trovavo quel disegno di legge qualcosa di totalmente insensato e che avrebbe creato danni molto seri per la nostra società.

Ma la cosa che appare ancor più sconcertante è che della bocciatura del Ddl Zan ad essere più infuriati non sono i parlamentari del PD, come perlomeno per logica dovrebbero essere, visto che il sig. Alessandro Zan è un parlamentare del Partito Democratico, ma sono invece i parlamentari Cinquestelle.

La Senatrice pentastellata Maiorino, infatti, ha avuto parole di fuoco nei confronti di Italia Viva, rea, a suo dire, della bocciatura del disegno di legge.

La realtà, invece, è che certo, il partito di Renzi non ha mai nascosto le sue perplessità su alcuni articoli della legge, ma il rinvio è semplicemente dovuto al fatto che probabilmente con il voto segreto il Ddl Zan al Senato non sarebbe passato.

Ed a proposito del Movimento 5 Stelle oggi c’è una notizia molto importante, oggi è scomparso, nel senso che … è mancato ai suoi cari, il Movimento 5 Stelle ed è nato il partito di Conte.

Il Movimento 5 Stelle aveva richiesto più volte l’eutanasia, ed ecco che ora gli è stata concessa. 

La contemporanea nascita del Partito di Conte è però un estremo tentativo di riconversione, al momento rimane ancora il simbolo delle 5 Stelle, ma chi sa ormai cosa stanno a simboleggiare quelle 5 stelle.

Penso che non lo sappiano nemmeno i parlamentari pentastellati, dopo aver abiurato su tutti i punti del programma politico, io mi aspetto l’abiura anche sul simbolo che, obiettivamente, non ha più alcun senso.

Io continuo a chiedermi però una cosa: ma chi ha ancora il coraggio di votare questi qui?

Devo ammettere anch’io che quando Di Maio aveva paventato l’impeachment per il Presidente della Repubblica per non aver accettato una persona di comprovata esperienza e  avvalorata competenza come il Prof. Savona quale Ministro dell’Economia, anch’io ho pensato, ecco che forse in Italia si è imposta una forza politica in grado di determinare un vero cambiamento.

Da quel momento, invece, una vera debacle, un totale fallimento, al punto che ora il Movimento 5 Stelle è diventato una burletta, si è ridotto ad una macchietta.

Quanto sono lontani i tempi durante i quali Di Maio e Di Battista viaggiavano sui treni come due semplici ragazzi invitando i loro coetanei incontrati casualmente nel viaggio a seguirli.

Ora, almeno Di Maio, non può più nemmeno muoversi senza la scorta, che pena che fa.

E lui, l’ex capo politico del Movimento e tutta la pattuglia di parlamentari eletti nel 2018, oggi si inginocchiano ai piedi di Conte sperando che sia l’ex Presidente dei due Consigli a farli rieleggere un’altra volta, una rielezione che permetterebbe loro di continuare ad intascarsi uno stipendio faraonico ancora per altri anni.

Ricorderò sempre quando Di Maio rivolgendosi ai propri parlamentari li invitò a votare n una certa maniera dicendo loro pubblicamente, come se fosse una cosa del tutto normale, votate in questa maniera perché altrimenti cade il Governo e voi non continuerete a prendere ancora lo stipendio che vi intascate ora ogni mese.

Una cosa che può accadere solo in un Paese delle banane come l’Italia. Capite cari ascoltatori da cosa derivavano le leggi votate in Italia? Dal fatto che i parlamentari del Movimento 5 Stelle continuassero a prendere lo stipendio.

Io ripeto e ribadisco, ma chi può avere il coraggio di votarli ancora questi qui? Chi ha questo coraggio? Dopo aver fatto i maggiori voltafaccia della storia dell’Italia Repubblicana, con che faccia si ripresentano?

Con la faccia di Conte?

Altro buono, esempio unico di Presidente del Consiglio per tutte le stagioni, a lui infatti non importa quale sia la maggioranza che lo sostiene, a lui va bene tutto, destra, sinistra, centro, lui è di bocca buona basta che lui faccia il Presidente del Consiglio a lui non interessa chi lo sostiene.

Lo definirei il politico più camaleontico della storia.

Ah, una barzelletta nella Barzelletta con la B maiuscola che è l’Italia, anche per le votazioni dello Statuto del Movimento si è parlato di attacco Hacker, non riesco a trattenermi.

Ma a chi volete che gliene fregasse qualcosa dello Statuto del Movimento 5 Stelle.

Insomma il Movimento 5 Stelle è stata una barzelletta di un comico, e se ne è andato con un’ultima barzelletta: "Ci sono stati tentativi di intrusione e di attacco, numerosi e continui, ma l'infrastruttura messa in campo per proteggere lo svolgimento del voto è stata perfettamente in grado di respingere e rendere innocuo ogni tipo di tentativo di intrusione o di passaggio dei nostri server e sistemi" ha dichiarato Vito Crimi in una diretta Facebook. 

Caro Grillo, nei confronti di Vito Crimi, come comico, sei un dilettante