Il primo giorno di scuola, non solo il primo giorno della prima elementare, ma il primo giorno di scuola di ogni anno era sempre una giornata speciale. Ritrovavamo i compagni di classe che magari non avevamo avuto modo di incontrare durante le vacanze estive, ritrovavamo i maestri o i professori.

Insomma era una giornata davvero speciale.

Ed allora vedere le foto che pubblicano i diversi giornali mi ha fatto riflettere, oggi, il primo giorno di scuola per gli studenti di ogni ordine e grado deve esser stata un giorno triste, macché dico triste, deprimente.

Le foto di questi ragazzi imbavagliati trasmettono una sensazione di sconforto. E’ avvilente pensare che i nostri ragazzi siano trattati in quel modo dall’istituzione che dovrebbe insegnar loro il concetto di libertà personale.

I danni che così vengono fatti ai nostri ragazzi sono incalcolabili, come possiamo infatti pensare che tutto ciò non incida sul loro concetto di società civile.

Ecco le foto apparse sui siti online del primo giorno di scuola con i ragazzi imbavagliati sono proprio l’emblema della distruzione della società, e dato che, come tutti sappiamo, l’uomo è un animale sociale, il danno che stiamo, anzi che stanno facendo è semplicemente incalcolabile.

Dobbiamo sperare che i nostri ragazzi, al di fuori della scuola, riescano, per quanto possibile, a vivere una vita normale, una vita fatta di relazioni interpersonali, relazioni assolutamente necessarie forse proprio in particolare negli anni che si trascorrono tra le mura scolastiche.

Ma se tutto questo invece non avvenisse, dovremmo chiederci: a quale generazione stiamo dando vita? Ad una generazione di automi? 

Ossia di persone che non sono coscienti dei diritti costituzionali, diritti che gli italiani hanno avuto pagando un prezzo carissimo in termini di vite.

Non stiamo a perderci sul fatto che la nostra Costituzione sia o meno la più bella Costituzione del mondo, di certo i principi enunciato sono fondamentali, di grande equilibrio, di grande saggezza.

Ed allora vederli calpestati direi  offesi non può lasciarci indifferenti, come popolo intendo dire, gli italiani non possono accettare di essere oltraggiati, con atti che definirei lesivi della dignità.

Non possiamo accettare di essere sudditi, ovviamente tutti noi speriamo un giorno di svegliarci e renderci conto che era stato solo un brutto sogno, anche se sappiamo che, purtroppo, non è così.

Insomma un primo giorno di scuola che ha lasciato in me molta amarezza.

Un’amarezza ancor più giustificata dal fatto che in molti altri Stati europei la situazione è decisamente migliore, le notizia provenienti dalla Danimarca, ad esempio, parlano di un ritorno quasi alla normalità.

Una normalità che da noi è ancora un miraggio.

Ad ascoltare Giorgetti poi, cadono letteralmente le braccia (e non solo). Pare infatti abbia detto, riferendosi al green pass: “C’è l’ipotesi di estenderlo a tutti i lavoratori. Dalle aziende richiesta di sicurezza, serve un sistema di certezze”.

E’ chiaro che una persona del genere se non è in malafede … beh … dovrebbe preoccuparsi per il suo stato psicofisico, e non solo.

Il Regno Unito poi, ha sempre più difficoltà a rimanere “Unito”, la Brexit aveva messo in evidenza che di Unito il Regno aveva solo il nome.

Le diversità anche etniche che dividono gli inglesi dagli scozzesi si fanno sempre più evidenti. Ricordiamo tutti come il voto sulla Brexit sia stato estremamente connotato geograficamente, l’Inghilterra (con l’esclusione di Londra) per la Brexit e la Scozia per l’Unione europea.

Certo l’Inghilterra con l’esclusione di Londra perché la Capitale non è più una città inglese, ritengo che gli inglesi che vivono a Londra siano una netta minoranza. Londra è una città cosmopolita che, se escludiamo ormai alcune zone, ha perso i propri connotati. Insomma di British ha ben poco.

E che dire poi della questione nord-irlandese, un problema direi pluri secolare che non ha mai trovato una soluzione definitiva.

E visto che sono uscito dai nostri confini, rimango all’estero per parlare brevemente anche delle prossime elezioni che si terranno in Germania, elezioni che determineranno la fine politica di un’era, l’era Angela Merkel, un’era durata ben 16 anni.

La giovane politica che si era fatta strada all’interno del suo partito perché da pupilla del Cancelliere Kohl lo ha poi pugnalato alle spalle quando quest’ultimo è rimasto invischiato in una faccenda poco chiara.

Ebbene sia Angela Kasner, questo il suo vero nome, Merkel, infatti, era il cognome del prima marito dal quale ben presto divorziò, curiosamente la Cancelliera volle mantenere il cognome del primo marito, ed il motivo è certamente legato al fatto che il vero cognome, ossia Kasner, avrebbe messo in evidenza le sue origini polacche.

Ebbene, stavo dicendo, certamente sia Kohl che la Merkel, sono stati cancellieri molto amati dalla popolazione, semplicemente perché entrambi hanno sempre fatto gli interessi della Germania.

Da parte nostra quanta invidia vero parlando di capi di Governo che hanno fatto gli interessi del loro popolo? Da quanti anni noi non abbiamo più Presidenti del Consiglio che fanno gli interessi dell’Italia?

Tuttavia sembra che anche la Merkel abbia fatto un grave errore, quello di non trovare un successore. Dopo qualche flop di candidati e candidate di fatto impresentabili la CDU ha puntato su un cavallo che non sembra proprio un purosangue, anzi secondo alcuni è proprio un brocco.

Ed allora si potrebbe profilare un cambio di guardia in Germania, i socialdemocratici dell’SPD potrebbero vincere le elezioni e formare un governo di coalizione con i Verdi che vengono dati oltre il 15%.

C’è sempre curiosità per vedere il risultato dell’AFD ossia Alternative Fur Deutschland, il partito euroscettico, che comunque dovrebbe andare, almeno stando ai sondaggi, oltre il dieci percento.

Attenzione perché il risultato delle elezioni tedesche influenzeranno anche quelle Francesi che si terranno la prossima primavera, ossia nel secondo trimestre del 2022 e potrebbero anche influenzare le nostre elezioni che, a mio parere, si svolgeranno prima della fine del prossimo anno.

Insomma una serie di elezioni,  Germania, Francia Italia che potrebbe cambiare gli assetti politici dei tre Paesi più importanti dell’Unione europea.