Tutti noi, o quasi, amiamo questo termine, democrazia, dal greco demos ossia popolo e cratos ossia potere, dominio. Insomma sarebbe quella forma di governo che si basa sulla sovranità popolare esercitata per mezzo di rappresentanze elettive, e che garantisce a ogni cittadino la partecipazione, su base di uguaglianza, all’esercizio del potere pubblico.

Apparentemente è la forma di Governo preferibile, quella che consente a tutti i cittadini di partecipare in maniera egualitaria.

Ossia il mio voto vale esattamente come il voto di tutti gli altri cittadini.

 

Certo, il mio voto, ma se non vado a votare se mi astengo, cosa succede?

Allora, innanzitutto diciamo che non recarsi alle urne per votare è del tutto equivalente a recarsi alle urne e non esprime alcun voto, scheda bianca, oppure se esprimo un voto non valido, per diversi motivi, scheda nulla.

Quindi schede bianche, schede nulle e astensioni vengono valutate allo stesso modo, ossia “come se non fossero esistite”.

Per quanto riguarda l’elezione dei vari candidati valgono solo i voti validi espressi dagli elettori.

Io vi ho sempre detto di andare a votare soprattutto per questo motivo, perché non andare a votare o votare scheda bianca o annullare la scheda, non dà alcun risultato pratico, nessuno.

Qualora si recasse a votare anche solo il 10% degli aventi diritto non accadrebbe nulla, ad essere eletti saranno quei candidati che sono stati maggiormente votati dal 10% degli elettori che hanno espresso in maniera valida il loro voto.

Cosa tra l’altro accaduta proprio recentemente alle suppletive di Roma dove si sono recati alle urne l’11,3% degli aventi diritto. A vincere queste elezioni la candidata del Pd che ha ottenuto il 59,43% dei voti, ma naturalmente stiamo parlando del 59,43% dell’11,3% di voti validi, quindi questa candidata ha vinto ricevendo il 6,71% dei voti degli aventi diritto.

Questo non ha però impedito al Pd di festeggiare per la vittoria, definita, schiacciante della sua candidata.

Ma, cari ascoltatori, purtroppo devo ammettere che è assolutamente lecito per il Pd parlare di vittoria schiacciante, nonostante la nuova Parlamentare, eletta in seguito alle dimissioni di Roberto Gualtieri diventato Sindaco di Roma, nonostante, dicevo, la nuova parlamentare sia stata votata solo dal 6,71% degli aventi diritto.

Perché per il Pd è lecito parlare di vittoria schiacciante? Semplicemente perché gli altri quattro candidati hanno ricevuto ancora meno voti.

Mi dite che questa non è democrazia?

Beh, si potrebbe discutere, però se non fosse così il rischio è che tutto si blocchi, e, di fatto, il Paese non possa essere governato.

Ora mi spiego.

Il fatto che i non votanti e le schede bianche e nulle siano trattati come non esistessero, ha questa giustificazione, queste persone che non hanno manifestato il loro voto, di fatto hanno delegato agli altri la scelta dei candidati, come se avessero detto: io non so per chi votare, fate voi, io poi ovviamente mi adeguo alla scelta fatta da coloro che hanno votato.

No! Voi mi ribatterete, il mio non voto non è una delega in bianco a coloro che invece hanno votato, ma è un voto di sfiducia nei confronti dei partiti e dei suoi candidati, una sfiducia nei confronti di tutti i partiti e di tutti i candidati.

Ok ma allora per dare voce a coloro che non votano come si potrebbe fare? Beh un metodo ci sarebbe.

Ossia dovrebbero esserci seggi vuoti in Parlamento nella percentuale di coloro che non hanno espresso il loro voto.

Quindi ad esempio alla Camera il 25% dei seggi sarebbero occupati dagli eletti del partito X, il 20% dagli eletti del partito Y e così via ed il 30% invece (se quella sarà la percentuale di voti inespressi ossia persone che non hanno votato + schede bianche + schede nulle) saranno seggi vuoti.

Lo so che fa ridere, ma proseguiamo. Per formare una maggioranza di Governo i partiti non potranno allearsi con i seggi vuoti, ed i seggi vuoti non potranno partecipare ai lavori parlamentari.

E naturalmente i seggi vuoti non potranno votare nessuna proposta di legge.

Ma tutte le leggi dovranno comunque avere la maggioranza parlamentare cioè del 50% +1 voto dei presenti e votanti, ma si sa già che i seggi vuoti non esprimono il loro voto, ed allora come devono essere conteggiati?

Non possono essere conteggiati come voti favorevoli, perché non lo sono, non si possono conteggiare come “astenuti” perché allora è come se non ne avessimo tenuto in conto, ossia non avessimo seggi vuoti.

Abbiamo detto che il non voto equivale ad una sconfessione dei partiti che si sono presentati alle elezioni, altrimenti non gli avremmo attribuito il seggio vuoto in Parlamento, quindi il seggio vuoto durante la votazione delle leggi, deve essere considerato a tutti gli effetti un voto contrario. Contrario a qualsiasi votazione.

Capite che così si bloccherebbe tutto. Se poi ipotizzassimo una elezione nella quale i voti validi siano inferiori al 50%, ossia che più della metà dei seggi in Parlamento fossero vuoti, capite bene che non si può fare nulla.

Anche se tutti gli eletti si coalizzassero sarebbero comunque in minoranza.

Insomma sarebbe chiaramente una situazione grottesca, qualcosa che supera il limite dell’assurdo.

Quindi, a quali conclusioni dobbiamo giungere?

Allora, direi, esprimiamo il nostro voto a favore del partito che rappresenta maggiormente le nostre idee in campo politico, e se proprio riteniamo che non ci sia alcun partito degno del nostro voto, asteniamoci, non andiamo a votare, o votiamo scheda nulla, direi di evitare schede bianche per il rischio che possano successivamente esser manomesse, insomma evitiamo il pericolo di truffe.

Sapendo però che, non votando, stiamo dando agli altri, ossia a coloro che esprimeranno un voto valido, il diritto di scegliere la composizione del nostro Parlamento.

Il non conteggiare i voti non validi e le astensioni, non è una limitazione della democrazia, bensì una necessità per far funzionare il Paese.

Piuttosto la limitazione della nostra democrazia la riscontriamo in altri ambiti, e proprio noi in Italia ne abbiamo chiare dimostrazioni.

Sappiamo tutti infatti che gli Stati moderni si reggono su tre poteri, il potere legislativo, il potere esecutivo e quello giudiziario.

Ed il principio giuridico fondamentale dello Stato di diritto sta proprio nella separazione dei poteri.

Il potere legislativo è delegato al Parlamento, il potere esecutivo al Governo, ed il potere giudiziario alla Magistratura.

E qui sta la carenza, per non dire l’assenza di democrazia. E’ vero infatti che le leggi devono essere approvate dal Parlamento, ma ormai in Italia si va avanti con decreti legge ossia iniziative legislative di emanazione governativa.

Quindi il Governo praticamente si è preso, di fatto, due poteri, riducendo il Parlamento ad un puro ruolo notarile.

Ma se perlomeno il Governo deve ottenere il voto di fiducia dal Parlamento ed il Parlamento è eletto dal popolo, l’aspetto più preoccupante è dato dalla nostra Magistratura.

Sappiamo infatti che gran parte della nostra Magistratura da sempre è orientata politicamente e questo è un grande vulnus per la nostra democrazia.

Io non ho certo dimenticato le parole durissime che il compianto Presidente Cossiga ha riservato al CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura.

Insomma ecco, anziché astenerci dal voto facciamo di tutto per far diventare la nostra Italia un Paese un po’ più democratico.