Democrazia, la svizzera è da invidiare

Un video nel quale intendo commentare alcune notizie di questi giorni, quindi salto di palo in frasca, ma ritengo che siano tutte notizie interessanti

Un video nel quale intendo commentare alcune notizie di questi giorni, quindi salto di palo in frasca, ma ritengo che siano tutte notizie interessanti.

Parto da una notizia internazionale, i nostri media mainstream quando trattano l’argomento sanzioni ce ne parlano come se fossero adottate da tutti, ma soprattutto le descrivono come misure assolutamente giuste e dovute.

Quindi assolutamente legali. Ma è la verità?

In altre parole, anche in tutto il resto del mondo si ritengono corrette quelle sanzioni?

E allora ascoltate.

Si è tenuto ad Algeri il vertice dei Paesi esportatori di gas si tratta di questi dodici Stati: Algeria, Qatar, Russia, Iran, Bolivia, Egitto, Guinea Equatoriale, Libia, Nigeria, Trinidad e Tobago, Venezuela ed Emirati Arabi Uniti.

Ebbene al termine del vertice all’unanimità è stata redatta una dichiarazione di condanna delle sanzioni economiche, questa la dichiarazione:

Condanniamo tutte le restrizioni economiche unilaterali adottate senza la previa approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e qualsiasi applicazione extraterritoriale di leggi e regolamenti nazionali contro gli Stati membri del Forum dei paesi esportatori di gas”.

Ribadisco, perché lo trovo importante che questa dichiarazione è stata sottoscritta all’unanimità. Si specifica poi il motivo di questa ferma condanna, sentite: “Queste sanzioni influiscono negativamente sullo sviluppo e sul commercio di gas naturale e costituiscono una minaccia per la sicurezza delle forniture di gas naturale”.

Insomma queste sanzioni solo nella nostra Europa vengono considerate legittime, ci sono Stati, che noi consideriamo del terzo mondo, che ci insegnano le regole democratiche, ci insegnano ad esempio che l’applicazione di sanzioni necessita dell’approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, non possono essere adottate unilateralmente.

Ed a proposito di democrazia passiamo alla seconda notizia che ci riporta in Italia, mi riferisco al riconteggio dei voti delle elezioni sarde.

Ovviamente per i sardi, non ha nessuna influenza quel che emergerà da un eventuale riconteggio dei voti, la scelta è fra chi distrugge la Sardegna e chi la distruggerà ancor di più.

No, indipendentemente dall’esito definitivo che emergerà, io ritengo che l’aver già stabilito che il distacco delle due coalizioni si è ridotto è già questo uno scandalo inaudito.

Poiché significa che, nella migliore delle ipotesi, sono stati fatti degli errori, mentre nell’ipotesi più probabile sono stati fatti dei brogli.

D’altronde questa ridicola lentezza con la quale affluivano i risultati doveva già suonare come un campanello d’allarme.

Ormai non c’è più un’elezione di qualsiasi tipo, che non sia inficiata da … chiamiamole … irregolarità.

Ma naturalmente non mi aspetto che accadano cose eclatanti, ripeto i brogli elettorali ormai da tempo sono la regola, la normalità, la maggior parte dei sardi non è andata a votare, quindi non sono interessati minimamente da eventuali brogli.

Ed allora tanti saluti alla democrazia.

Ma voglio concludere invece con una notizia positiva.

Forse c’è un Paese dove un barlume di democrazia esiste ancora, un Paese nel quale su questioni importanti che riguardano da vicino la vita dei cittadini ebbene i cittadini vengono ascoltati direttamente, e magari hanno opinioni diverse da quelle del Governo e del Parlamento, mi sto riferendo alla Svizzera.

Oggi infatti i cittadini elvetici erano chiamati ad esprimersi su due referendum che riguardavano le pensioni.

Con il primo referendum è stato chiesto ai cittadini svizzeri se erano favorevoli o meno ad erogare una tredicesima mensilità per i pensionati.

Ebbene il referendum è passato, il 58,24% degli svizzeri e 16 dei 26 cantoni hanno detto sì ad una tredicesima mensilità per i pensionati.

Ebbene occorre notare che l’attuale governo ed il Parlamento si erano schierati per il no, ma questo non creerà una crisi di governo, accade normalmente in Svizzera che il Governo ed il Parlamento vengano sconfessati dall’esito referendario.

Ricordo infatti che in Svizzera il ricorso ai referendum popolari è prassi normale ed assai frequente, anche per questioni che riguardano l’economia, come ad esempio in questo caso.

Ora il Governo dovrà trovare i fondi necessari per ottemperare all’esito referendario.

Il secondo referendum che si votava in giornata, come detto, riguardava ancora il sistema pensionistico, si è chiesto ai cittadini se erano favorevoli all’innalzamento dell’età di pensionamento, attualmente fissata a 65 anni.

Si chiedeva di aumentarla di un anno, quindi portarla a 66 anni, entro il 2033, per poi adeguarla alla speranza di vita.

Ebbene questa proposta è stata bocciata nettamente dai cittadini elvetici che in netta maggioranza (74,7%) hanno detto di no.

Ecco quando leggo notizie di questo tenore mi chiedo sempre, ma noi, intendo noi italiani, quanto siamo indietro rispetto ad esempio proprio alla Svizzera che pur avendo un Governo ed un Parlamento non ha paura di chiedere ai cittadini di esprimersi direttamente.

Per il momento non ci resta che guardare ai nostri vicini elvetici, con una certa invidia.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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