La storia di Di Maio, ex Capo politico del Movimento 5 Stelle la conosciamo un po’ tutti, ma gli sviluppi che potrebbe avere sono davvero imprevedibili e rischiano di tramutare una favola nella più grande beffa della Storia.

Colui che fino a pochi mesi fa era il capo indiscusso del Movimento 5 Stelle, la formazione politica che aveva stravinto le ultime elezioni politiche, quelle del 4 marzo 2018, ora potrebbe addirittura non essere rieletto, e proprio a causa di …

Ma andiamo con ordine.

 

Sappiamo che il Movimento 5 Stelle si è risolto in una burla. Tutti i principi sui quali era stato fondato sono stati screditati, la piattaforma Rousseau, la democrazia diretta, i meet-up tutte cose che col passar del tempo sono state denigrate.

Per non parlare dei versamenti dei Parlamentari, sbandierati come restituzione ai cittadini di parte dei faraonici emolumenti di cui godono i politici.

Ebbene quei versamenti sono finiti in farsa. Ormai da tempo non versa più nessuno, il sito ti rendiconto, sul web, non è più visibile le ultime notizie dicono che il sito era in vendita, insomma non so che termini usare, si è arrivati ben oltre la farsa.

Di Maio, diventato Capo politico del Movimento dopo il successo elettorale del 2018, nemmeno due anni dopo, e per la precisione il 22 gennaio del 2020, però, dà le dimissioni da questa carica e le sue funzioni vengono svolte, ad interim, da Vito Crimi.

Al termine del Governo Conte due, è poi Beppe Grillo ad incaricare Giuseppe Conte di riorganizzare il Movimento assumendo la carica di Capo politico, di fatto Giuseppe Conte diventa così il Segretario del Partito.

Fra Conte e Di Maio, nel frattempo confermato Ministro degli Esteri anche nel Governo Draghi, fra i due, dicevo, cominciano a sorgere dissidi.

A creare i maggiori dissapori la eventuale conferma di uno dei capisaldi sui quali si fondava il Movimento, e lo rendeva una formazione politica diversa dalle altre, ossia il divieto di candidatura per coloro che erano stati eletti per due legislature.

Insomma dopo innumerevoli contrasti Di Maio per garantirsi altre legislature in Parlamento dava le dimissioni dal Movimento 5 Stelle annunciando la creazione di un proprio Partito denominato Impegno Civico.

Per potersi presentare alle prossime elezioni riceveva l’aiuto di Bruno Tabacci, uno che di legislature se ne intende, diciamo che ha parecchia esperienza.

Tuttavia già dai primi sondaggi il partito di Di Maio non sembrava riscuotere il successo sperato, quello che gli avrebbe permesso di garantirsi la rielezione, ossia il superamento della soglia del 3%.

I sondaggi più favorevoli lo hanno dato all’1,4% ma per la maggior parte era addirittura sotto l’uno percento.

L’elezione quindi rimaneva una chimera, urgeva un altro aiuto, Tabacci non basta, serve proprio il PD, ed il PD si presta candidando Di Maio all’interno di un collegio uninominale a Napoli che pare blindato dalla sinistra.

E’ vero che in quel collegio nelle elezioni del 2018 aveva trionfato Roberto Fico, ma si tratta di un collegio storicamente di centrosinistra, considerato un feudo del PD.

Quindi dato che Di Maio non potrà essere eletto nei collegi plurinominali dove si presenta in veste di Segretario di Impegno Civico, era chiaro che la candidatura di Napoli Fuorigrotta risultava il paracadute, ossia il Seggio parlamentare quasi sicuro.

Se non che … 

Se non che si è trovato dei contendenti temibili, Azione ed Italia Viva, insomma Calenda e Renzi presentano Mara Carfagna, Italexit presenta Francesco Amodeo, il Centrodestra Mariarosa Rossi, ma non basta perché …

Perché il Movimento 5 Stelle candida l’ex Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, Ministro nel primo Governo Conte riconfermato anche nel Conte due.

Ed ecco le novità degli ultimi giorni. 

Il Movimento 5 Stelle è dato in forte ripresa soprattutto in Campania, ed anche nelle varie circoscrizioni di Napoli, al punto che ora quel seggio è diventato contendibile.

Certo, non c’è nulla di scontato, i pretendenti sono tutti agguerriti e vogliono “rubarsi” voti l’un l’altro, tuttavia capite che qualora Di Maio non ce la facesse e fosse battuto da un candidato del Movimento 5 Stelle non si tratterebbe di una semplice sconfitta, come suol dirsi, di una semplice trombata come accade spesso in tutte le elezioni …

Si tratterebbe della più grande beffa della storia politica italiana.

Quindi guardiamo con particolare attenzione l’esito di questa circoscrizione, quella di Napoli Fuorigrotta, ci sarà da divertirsi.

Ed ora in conclusione un’informazione che mi riguarda personalmente.

Come sapete io non ricopro incarichi politici all’interno di Italexit, tuttavia, ed anche questa non è una novità, io non ho certo cambiato idea, resto fermamente convinto della necessità di uscire, ed il prima possibile, dall’euro, dall’Unione europea ed anche dalla Nato.

Dunque, mi è stato chiesto di fare un intervento nella manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Italexit che si terrà a Milano in Piazza XXIV Maggio Zona Darsena a partire dalle ore 20:00.

Ho accettato di buon grado, perché ritengo che forse le elezioni di domenica prossima saranno di un’importanza epocale per il nostro Paese.

Occorre davvero che arrivi un segnale forte e chiaro a Roma, occorre far capire a Roma che c’è un’Italia che non vuole più essere Governata né da Bruxelles né da Washington, c’è un’Italia che vuol tornare ad avere la propria moneta nazionale e che sia in grado di dare un futuro ai nostri giovani, oggi costretti ad emigrare.

Invito tutti quindi voi a partecipare, io so già che per me, avere l’occasione di incontrarvi sarà una grande festa.