Dimissioni Draghi, ecco quali scenari si aprono

Buonasera a tutti, voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica.

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Buonasera a tutti, voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. 

Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. 

La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. 

È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo. 

In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. 

Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente. 

Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. 

Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più. 

Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. 

Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani.

Certo, queste frasi di chiusura sono inascoltabili! Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Che coraggio!!! Ed ancora peggio.

Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani.

Ma al di là di queste frasi, ripeto, inascoltabili, ho voluto leggervi l’intero comunicato che il Premier, Mario Draghi, ha prima letto ai membri del Consiglio dei Ministri e successivamente ha consegnato al Capo dello Stato che, come noto ha rifiutato quelle dimissioni, di fatto rispedendo Draghi alle Camere per constatare se ci sia ancora una maggioranza oppure se questa maggioranza si sia irrimediabilmente sfasciata.

Ebbene dicevo, ho voluto leggere l’intero comunicato per sincerarmi se ci fosse o meno un termine che a mio avviso non era di secondo piano per cercare di capire quali possano essere gli sviluppi di questa vicenda, il termine per la precisione era un aggettivo che avrebbe dovuto essere associato al termine dimissioni e quell’aggettivo era “irrevocabili”.

Ebbene, come avete potuto verificare anche voi, l’aggettivo irrevocabili, non è mai citato e men che meno è associato al termine dimissioni.

Quindi se ne deve dedurre che le dimissioni di Mario Draghi non sono irrevocabili, quindi, si possono revocare.  

Sì, mi direte, è vero, sul comunicato non compare l’aggettivo irrevocabili, ma qualora Draghi mercoledì revocasse le sue dimissioni ed accettasse di continuare questa nefasta esperienza governativa comunque perderebbe la faccia.

Sì, certo, ma solo per l’ennesima volta, quindi nessuno si stupirebbe.

Però attenzione!

Perché, dopotutto, questa crisi di governo può definirsi anomala? Semplicemente perché non è venuta a mancare la maggioranza, né un gruppo parlamentare che sostiene l’esecutivo ha votato contro un decreto governativo, quindi abbia votato con l’opposizione.

No! Nulla di ciò è avvenuto, è accaduto soltanto che i senatori di un partito della maggioranza, il Movimento 5 Stelle, hanno lasciato l’aula prima della votazione di un decreto governativo. 

Visto che la maggioranza che sostiene il nostro Governo è molto più che “bulgara”, quel decreto è comunque stato tranquillamente approvato.

Certo, lo riconosco, non si può dire che non sia successo niente, ma nemmeno che sia accaduto qualcosa di una gravità assoluta ed allora che conclusioni dobbiamo trarre?

La più ovvia sarebbe quella di ipotizzare un teatrino, ma a quale scopo? 

Avanzo due ipotesi, entrambe inquietanti.

La prima è che Draghi, rimandato alle Camere da Mattarella vada incontro alle richieste del Movimento, ma con lo scopo poi di ricattarlo ed obbligare i parlamentari grillini in autunno ad approvare leggi ultra liberticide, qualcosa per cui il Green Pass diventerà quasi uno strumento legale.

Auguriamoci davvero che non si arrivi ad uno scenario così nefasto.

C’è però un secondo scenario direi più probabile, ma altrettanto nefasto.

Ed ossia che davvero Draghi sia già stato scelto come nuovo Segretario Generale della Nato, quindi debba prendere il posto del norvegese Stoltemberg che attualmente ricopre quell’incarico, incarico che, se non ricordo male, scade a novembre.

Ma Stoltemberg già da alcuni mesi è stato anche nominato come nuovo Governatore della Banca Centrale norvegese, ed il suo mandato avrà inizio nel mese di settembre.

Insomma vedete che tutto quadra, tutto si incastra perfettamente.

Il Governo in Italia cade e rimane in carica per gli affari correnti fino alle prossime elezioni che saranno fissate fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

Il 22 di settembre oltretutto scattano i 4 anni 6 mesi ed 1 giorno che permettono agli attuali parlamentari di maturare la pensione.

Ed infine ricordate quando si era parlato di un incarico politico, anzi partitico che Draghi avrebbe potuto avere al termine della legislatura? Insomma come accadde con Monti che fondò Scelta Civica.

Ricordate quando si prefigurava un simile contesto cosa rispose Draghi?

Disse che lui una nuova occupazione l’avrebbe facilmente trovata, non aveva bisogno di assumere incarichi politici.

Insomma Draghi Segretario Generale della Nato, quali scenari si paventerebbero per il mondo intero?

Meglio non pensarci! C’è di che rabbrividire!