Draghi cerca di comporre soluzioni

Quando vi dico che al peggio non c’è limite, dovete credermi. Sto parlando della nostra politica, dei nostri politici, ma soprattutto sto parlando dei nostri giornali.

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Quando vi dico che al peggio non c’è limite, dovete credermi. Sto parlando della nostra politica, dei nostri politici, ma soprattutto sto parlando dei nostri giornali.

E la notizia, arriva non solo dal nostro giornale più importante, il Corriere della Sera, ma anche da una delle firme, anzi direi proprio dalla firma più prestigiosa della Bibbia di Via Solferino, come veniva definito una volta il Corriere, comunque parlando della firma più prestigiosa del Corriere mi sto riferendo a Francesco Verderami da Gioia Tauro.

Ebbene, Verderami non mi risulta sia un Ministro, ma pubblica un articolo sul Corriere raccontando un evento accaduto durante l’ultimo Consiglio dei Ministri, ritengo quindi che il fatto gli sia stato riferito da qualcuno che era presente a quel Consiglio dei Ministri.

Ma Verderami non specifica chi sia lo spifferatore, d’altronde è capibile, il fatto è di una gravità inaudita, potrebbe avere conseguenze dirompenti non solo per il nostro Paese, ma anche a livello europeo e qualcuno si spinge a ritenere che le conseguenze potrebbero esserci anche a livello internazionale e lo spifferatore andrebbe senza dubbio incontro a grane.

Allora vediamo come inizia l’articolo di Verderami:

C’è una componente psicologica oltre che politica nella crisi innescata da M5S. E siccome Draghi l’ha compreso, ha impostato la mediazione con i grillini non fermandosi ai provvedimenti ma mirando anche a (ri)costruire un sistema di relazioni che li rassicuri. Emblematico quanto è accaduto con il ministro Patuanelli. 

Ecco abbiamo già capito che al centro di questa vicenda c’è il Ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, ma andiamo avanti, con il racconto di Verderami.

Giorni fa il titolare dell’Agricoltura si era sfogato con un collega di governo, anticipandogli di fatto la fine del rapporto con il premier: «Siamo tagliati fuori dal cerchio delle decisioni. Così non ha più senso». Nell’impeto, aveva criticato i metodi di gestione dei dossier, lanciando accuse verso il sottosegretario alla Presidenza Garofoli. Dentro quel ragionamento si coglieva un sentimento di profonda frustrazione, come se il fattore psicologico fosse parte delle contestazioni politiche: la percezione di non contare, di essere stati tagliati fuori. Espulsi. 

Una considerazione a questo punto è doverosa, dai Verderami, se dici che il Ministro Patuanelli si era confidato con un collega di Governo, tra l’altro dicendo cose di una gravità inaudita, la profonda frustrazione dei Cinquestelle, la percezione di non contare, di esser stati tagliati fuori. Espulsi. Se dici che questa era una confidenza che il Ministro Patuanelli aveva fatto ad un collega di Governo e tu la pubblichi, di fatto ha fatto capire a Patuanelli che quel suo collega di Governo col quale si era confidato il Ministro era andato subito a spifferarle, e non solo ad un semplice giornalista, ma anche probabilmente al giornalista italiano più importante.

Insomma Patuanelli non aveva esternato quella sua profonda frustrazione e criticato aspramente il sottosegretario alla Presidenza Garofoli in un convegno con diversi uditori, in quel caso sarebbe poi stato impossibile sapere chi fosse lo spifferatore.

Tu, caro Verderami, hai specificato che Patuanelli si era sfogato con un collega di Governo, e se tu quello sfogo lo rendi pubblico di fatto hai fatto capire che il collega del Ministro dell’Agricoltura, non si è dimostrato una persona riservata alla quale si possono affidare confidenze.

Eh, eh, eh caro Verderami, così non si fa! Ma lasciamo perdere perché non è quella la notizia boom, adesso arriviamo al nocciolo della questione, quel fatto che non esito a ritenere fondamentale forse si potrebbe definire storico.

Sentite cosa scrive Verderami:

L’altro ieri, mentre si svolgeva il Consiglio dei ministri e Draghi continuava a dare la parola nel dibattito, a un certo punto è stato notato un particolare. Attenzione attenzione «Tocca a te, Stefano», ha detto il premier rivolgendosi a Patuanelli.    

Mamma mia … cose da non credere!!! Non ditemi che non avete capito dove sta la notizia bomba, il super scoop, ma come! Draghi rivolgendosi a Stefano Patuanelli per dargli la parola ha detto “Tocca a te Stefano” … eh, non so ...

Ma come continuate a non capire quale sia l’aspetto impressionante della vicenda, allora ve lo dice lo stesso Verderami che scrive:

Il fatto è che Draghi non è solito rivolgersi ai ministri chiamandoli per nome ...

Perlomeno adesso capite la gravità?

Ovviamente seguono una serie di considerazioni sul perché Draghi abbia agito in quella maniera, ossia abbia chiamato Patuanelli per nome e non per cognome.

Naturalmente non è stata presa in considerazione un’ipotesi che in effetti poteva essere del tutto fantasiosa, ossia che nel momento nel quale doveva dare la parola al Ministro dell’Agricoltura abbia pensato “Come si chiama questo qua di cognome” e non venendogli in mente Patuanelli lo abbia semplicemente chiamato Stefano.

No, obiettivamente questa ipotesi non è stata minimamente presa in considerazione, si sono fatte una serie di congetture molto sofisticate sui rapporti dei vari partiti all’interno dell’attuale Governo, ma l’ipotesi che non ricordasse più il cognome del Ministro dell’Agricoltura non è stata presa in considerazione.

Ma vorrei anche sottolineare un altro passaggio dell’articolo di Verderami sul Corriere che ritengo di grande importanza.

Come noto Verderami è parecchio critico nei confronti del Presidente del Consiglio, non gliene fa passare una, è sempre estremamente severo, puntiglioso con Draghi.

Ed allora, sapete che a Draghi vengono attribuiti infiniti pregi ma, diciamo, che non eccelle nell’arte del compromesso, ebbene Verderami anche su questo preferisce puntualizzare, riconosce che “non cerca mai compromessi, cerca di comporre soluzioni”.

Questa è una perla! Non l’avevo mai sentita

Autoritario, ostile ai compromessi? Macché!!! Draghi semplicemente “cerca di comporre soluzioni”.

Magnifico!

Il lecchinaggio ha raggiunto vette mai violate in precedenza. 

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