Si era creata una certa attesa per le interrogazioni alla Camera alle quali era tenuto a rispondere Mario Draghi.

Cosa avrebbe detto il Presidente del Consiglio? 

Qualcuno riteneva che potesse essere questa una buona occasione per annunciare novità in tema di riaperture, ed invece no!

Draghi di fatto non ha detto nulla, se non cercare di tranquillizzare quegli operatori economici che sono stati maggiormente penalizzati dalle restrizioni imposte per il Covid-19.

Si è parlato in particolare dei matrimoni, anche se non vanno più molto di moda, rimane comunque un settore che occupava persone e produceva Pil. 

Il settore, che naturalmente i nostri media per sentirsi internazionali voglio chiamare col termine anglosassone “wedding”, di fatto, è fermo da oltre un anno e veramente praticamente questa forzata “serrata” ha messo in crisi, anzi di fatto ha messo in liquidazione, molte piccole aziende che prima trovavano il modo di impiegare un po’ di dipendenti.

Draghi ha cercato di tranquillizzare gli operatori di questo settore dicendo di aver stanziato 200 milioni di euro e di prevedere ulteriore indennizzi nel nuovo decreto sostegni.

Le solite promesse, al solito si usa il termine “stanziamenti”, che non significa nulla, sono numeri su un pezzo di carta, mentre nella realtà i fondi poi non vengono effettivamente erogati, o perlomeno vengono erogati in parte.

Naturalmente una domanda riguardava le morti sul lavoro ed anche qui ecco il toccasana per ridurre questo dramma, avete già capito quale è a detta di Draghi, ma si dai, il Recovery Fund.

Ormai siamo veramente al ridicolo, c’è un problema in Italia? Un qualsiasi problema? Calmi, tutto sarà risolto con i soldi del Recovery Fund! 

Davvero non dovrei utilizzare il termine ridicolo, perché non c’è nulla di ridere, piuttosto continuare a magnificare il Recovery Fund è semplicemente un’offesa, offende la nostra intelligenza.

Sapete come si risolverà, o perlomeno di ridurrà il dramma delle morti sul lavoro tramite il Recovery Fund? 

Con i soldi che l’Europa ci darà in prestito, quelli infatti ci  permetteranno di assumere oltre mille unità di personale nel corpo dell’Ispettorato del Lavoro.

Ripeto così si offende la nostra intelligenza.

A proposito di Recovery Fund anche l’Europa ha voluto magnificarne gli effetti, innalzando le stime di crescita per l’Italia sia nell’anno in corso, valutate al 4,2%, che per il prossimo, al 4,4%. 

Naturalmente, ciò che viene sottaciuto, è che se anche avessimo queste percentuali di crescita, cosa tutta di dimostrare, rimarrebbe comunque una crescita inferiore a quella media dei Paesi dell’eurozona. 

Magari non siamo come al solito nei bassifondi della classifica, in zona retrocessione, ma comunque rimaniamo sempre nella seconda parte della classifica, noi nella prima parte non ci siamo mai, se non per i dati macro negativi, come ad esempio quello sulla disoccupazione.

Ah un’altra cosa. E’ stato confermata la sospensione del Patto di stabilità fino al 2022, ci mancava che rimettessero già da ora quella assurda clausola, ma ci è stata data la notizia con una certa enfasi, del tipo … vedete come l’Europa è buona …

Ma torniamo a Draghi.

Non poteva mancare nell’interrogazione parlamentare anche una domanda riguardante il comparto turismo.

Ed anche in questo caso Draghi è stato pronto a tranquillizzare tutti promettendo tutti gli aiuti possibili per far ripartire un settore così importante per la nostra economia, e quali sono questi aiuti? 

Ma naturalmente la campagna vaccinale!

Figuratevi se non veniva citato … non so come chiamarlo il vaccino … sì ecco mi sembra la migliore definizione … l’elisir di lunga vita. 

Sono ironico eh! Spero non abbiate dubbi in tal senso.

Infine solo un accenno a quanto sta accadendo in Borsa. Nulla di eclatante, sia chiaro, sono situazioni che abbiamo già visto e sono durate lo spazio di un mattino.

Mi riferisco come sempre alla Borsa americana. In questi ultimi tre giorni si è assistito a sedute piuttosto nervose.

Lunedì in mattinata a Wall Street, il Dow Jones ha superato i 35.000 punti, l’ennesimo record storico, l’ennesima barriera abbattuta, insomma lo abbiamo ripetuto parecchie volte.

Tuttavia nel pomeriggio si sono viste delle vendite e l’indice americano ha terminato la seduta intorno a quota 34.800 punti.

Il giorno successivo, ossia ieri, seduta nettamente negativa e l’indice americano ha chiuso poco sopra i 34.200 punti, oggi, ora mentre sto registrando il video, il Dow Jones è sceso decisamente sotto quota 34.000 ci troviamo a 33.840 punti per la precisione.

Beh! Insomma, perdere circa 1.200 punti in tre giorni non è poco, ma ripeto non ci si deve neppure allarmare. 

Naturalmente occorre chiedersi a cosa è stato dovuto questo “storno” come su usa dire in termini finanziari.

Il problema, almeno così si dice, riguarda il timore del riaccendersi dell’inflazione.

E l’inflazione, sapete che è una brutta bestia.

Chiariamo, dopo anni di deflazione, si dirà, un po’ di inflazione non dovrebbe spaventare, certo, è vero … ma ….

Ma l’inflazione, sapete, è un po’ come la pioggia, se scende con moderazione, soprattutto dopo un periodo di siccità, è la benvenuta, ma se scende a scrosci, o, come si dice adesso, se cade una bomba d’acqua, non fa solo danni, ma disastri.

Abbiamo parlato del Dow Jones, ma per il Nasdaq la situazione è ancora peggiore. Venerdì scorso aveva stabilito i massimi assoluti superando i 13.800 punti ed ora si ritrova a 13.000 punti, insomma un calo di quasi sei punti percentuali.

E quanto è accaduto in Borsa ha avuto ripercussioni anche sul mercato valutario, oggi il dollaro si è apprezzato parecchio sia nei confronti dell’euro che rispetto allo yen.

Molti analisti cercano di gettare acqua sul fuoco ritenendo il fenomeno inflattivo dovuto all’aumento soprattutto delle materie prime, un fenomeno del tutto transitorio, visto oltretutto che i tassi di disoccupazione, nel mondo rimangono storicamente molto alti.

Tuttavia penso che la situazione attuale sia da tenere sotto controllo.