Video, quello odierno, che riguarda il nostro Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Torno un po’ indietro nel tempo, a più di due anni fa, prima del Covid, avevamo organizzato una bellissima trasmissione, a mio modo di vedere su Il Vaso di Pandora, dal titolo “I nemici interni dell’Italia”.

Guardate che era davvero una idea originale, un’idea che poi era tagliata perfettamente sulla nostra Italia, quale altro Paese al mondo infatti può vantare tanti nemici interni come l’Italia? A mio avviso nessuno. 

Nessun altro Paese al mondo, come l’Italia, perlomeno negli ultimi trent’anni, ha avuto tanti politici o altissimi dirigenti pubblici che hanno remato contro il proprio Paese.

Se ci ritroviamo in questa situazione (a parte i nostri atavici difetti, lo sappiamo tutti), è perché qualcuno che ha ricoperto incarichi pubblici ai massimi livelli, ha remato contro, ossia non solo non ha fatto i nostri interessi, ma addirittura ha fatto delle scelte che hanno pesantemente danneggiato il nostro Paese.

Consciamente, inconsciamente? Sapete che io propendo per la prima ipotesi, perché sono state prese delle decisioni così palesemente contrarie ai nostri interessi che è difficile che siano state prese solo per ignoranza.

Comunque, io in quell’occasione avevo stilato una lista di cinque nomi, quelli che per me erano stati i cinque maggiori nemici interni dell’Italia, e li ripeto ora in ordine alfabetico: Beniamino Andreatta, Carlo Azeglio Ciampi, Mario Draghi, Mario Monti e Romano Prodi.

Penso tutt’ora che non solo queste ovviamente, ma soprattutto queste cinque persone hanno contribuito più di tutte le altre ad affossare il nostro Paese.

Ebbene chi volesse andare a rivedere quel video, naturalmente lo può fare, ma io vengo subito al sodo, perché, incalzato su quest’argomento mi fu chiesto di farne una classifica, naturalmente stiamo parlando di una classifica al contrario, ossia chi era stato il peggiore, quello che aveva maggiormente danneggiato l’Italia.

Chi, insomma, con il suo operato, si era dimostrato il nemico più nemico dell’Italia.

Ebbene, in questa classifica di demerito, io avevo messo al primo posto Mario Draghi, ripeto stiamo parlando del novembre 2018, insomma due anni e mezzo fa, con Draghi Presidente della Bce e nemmeno ipotizzabile quello che sarebbe accaduto negli anni successivi, ossia il Covid e Draghi a Palazzo Chigi.

Io avevo giustificato la mia scelta sottolineando come Draghi avesse trascorso la sua intera vita professionale penalizzando il nostro Paese, a partire dal Britannia sul quale salì quando ricopriva la carica di Direttore Generale del Tesoro, poi quando divenne Governatore della Banca d’Italia ed infine, ma questo lo sappiamo tutti, quando salì all’ultimo piano dell’eurotower, ossia quando divenne Presidente della Bce.    

Ebbene tempo, dopo, non so bene quando, ma diciamo un sei mesi dopo, sempre in una trasmissione de Il Vaso di Pandora io sono ospite in studio ed in collegamento da Bruxelles abbiamo Marco Zanni che molti di voi conosceranno sicuramente.

Si torna a parlare dei nemici interni dell’Italia e viene detto a Marco Zanni che io fra i nemici interni dell’Italia al primo posto io avevo messo Mario Draghi, ebbene l’eurodeputato leghista fa un cenno di consenso, insomma anche per lui Mario Draghi meritava il primo posto in quella classifica al contrario.

E d’altronde non poteva essere diversamente, è notorio infatti che Marco Zanni fosse di gran lunga il nemico numero uno di Mario Draghi, ogni volta che l’allora Presidente della Bce doveva confrontarsi con l’europarlamento era sempre Zanni a fare le domande più scomode e mettere in difficoltà Draghi.

Ok, ora facciamo appunto un salto in avanti di due anni e mezzo ed torniamo ai nostri giorni, la Lega accetta di far parte di un Governo guidato da Mario Draghi, il salvatore dell’euro.

Ovviamente potrebbero esserci motivazioni di carattere politico sulle quali non entriamo, di sicuro, però, chi all’interno della Lega ha sempre combattuto la moneta unica, chi ha sempre manifestato i devastanti effetti dell’euro per il nostro Paese, insomma tanto per intenderci, Borghi e Bagnai, si sono trovati in una situazione perlomeno imbarazzante.

Al di là dell’arrampicata sugli specchi, la coppia leghista cerca di giustificarsi in questo modo: lasciare tutto in mano al PD ed al Movimento 5 Stelle sarebbe stata una disdetta per il nostro Paese, quindi dobbiamo mettere un piede dentro al Governo anche noi, e va bene, diciamo che va bene, anche se non va bene, ma …

Ma come giustificare Draghi?

Borghi fa la similitudine con i calciatori, quando Ibrahimovic gioca con l’Inter o con la Juventus è un mio avversario e lo denigro, quando gioca col Milan gioca nella mia squadra e lo osanno.

Ebbene vediamo questa similitudine in un altro modo, ossia non dalla parte del tifoso che denigra od osanna Ibrahimovic, ma vediamo questa similitudine dalla parte di Ibrahimovic/Draghi.

Ciò, cosa significa? Che Draghi si comporta come Ibrahimovic, ossia sta dalla parte di chi lo paga?

Quindi Draghi sarebbe stato un nemico, o diciamo pure un avversario come Presidente della Bce, in quanto grande europeista, ma il suo europeismo era di convenienzam dal momento che era pagato dalla Bce.

Mentre oggi sarebbe invece un antagonista dell’Europa in quanto pagato dallo Stato italiano?

Insomma non è che si faccia un gran complimento a Draghi dicendo che lui sta con chi lo paga, insomma la politica è un’altra cosa, o perlomeno dovrebbe essere un’altra cosa.

E comunque anche questo non corrisponde al vero, Draghi si meritò l’appellativo datogli dall’allora presidente della Repubblica italiana Francesco Cossiga di liquidatore dello Stato Italiano quando svendette il nostro Paese in qualità di Direttore Generale del Tesoro ed in quel momento era pagato da noi, o forse no?

Ed allora arriviamo a voi, cari ascoltatori, voi cosa ne pensate?

Pensate che Draghi continuerà a fare il male dell’Italia come ha sempre fatto per tutta la vita, oppure adesso che è Presidente del Consiglio dello Stato italiano farà gli interessi dell’Italia e si scontrerà con l’Unione europea?

Io penso che se l’Italia dovesse davvero un giorno negoziare la propria uscita dall’Unione europea, ossia una Italexit a mo di Brexit, tanto per intenderci, effettivamente in quel caso Mario Draghi come negoziatore per noi non sarebbe male, anzi sarebbe il migliore perché senza dubbio conosce a menadito tutte le malefatte di Bruxelles e Francoforte e da quel punto di vista non lo possono prendere per in giro.

Attendo vostri commenti.