Purtroppo può apparire cinico tuttavia un giovane ragazzo o un trentenne esuberante oggi dovrebbe richiedere un consulto professionale ad un gestore di patrimoni o ad un consulente patrimoniale per comprendere come predisporre una rete di protezione e contenimento qualora il rapporto matrimoniale dovesse naufragare. Sappiate che il 70% dei nuovi matrimoni italiani va in default entro il terzo anno. Rappresenta un dato agghiacciante per ogni uomo. Per la donna invece una straordinaria opportunità di investimento a fondo perduto: se qualcosa dovesse andare male infatti almeno la metà del cucuzzaro se lo porta a casa senza tante difficoltà. Le recenti revisioni della giurisprudenza italiana, prima la Sentenza Grilli del 2017 successivamente riformata nel Luglio del 2018, fanno comprendere come sia oggettivamente difficile fare affidamento su uno scenario legale di riferimento il più possibile statico nel tempo. Il che rappresenta un ulteriore elemento di pericolo e minaccia al patrimonio. Il divorzio è un buco nero per il patrimonio dell’uomo che produce perdite su tre differenti piani della vita. In primo luogo si perde la possibilità di condivisione dei costi fissi della vita familiare come l’affitto e le utenze domestiche. In secondo luogo interrompe la capacità e possibilità di risparmiare ed accantonare denaro per molto tempo, mettendo in pericolo pertanto la posizione finanziaria netta che sia avrà al momento della pensione.

In terzo luogo le ripercussioni sull’attività lavorativa impattano sensibilmente sia sulla produttività che sulla redditività. Per ovvie ragioni di buon senso, si fattura di meno, si vende di meno, si è meno creativi e concentrati, si ha meno attenzione verso i clienti o fornitori e cosi via. Si fa presto in tal senso a vedere le conseguenze in un piccolo imprenditore o libero professionista. Si suole dire che in caso di divorzio il miglior alleato sia il dialogo tra le parti al fine di definire un accordo consensuale. Questo nella teoria. In pratica si è potuto verificare che nelle nazioni occidentali i divorzi con gli strascichi peggiori sul piano economico ed umano sono quelli in cui sono coinvolte persone con un basso livello di educazione e stato sociale. Trattandosi di un contratto a tutti gli effetti, il matrimonio dovrebbe poter avere la sua exit strategy definita ex-ante ossia la eventuale risoluzione contrattuale in cui sono formalizzati in anticipo gli oneri della rescissione per entrambe le parti. Li chiamano in alcuni paesi anglosassoni love agreement, da non confondersi con i wedding agreement. In Italia si parla da alcuni anni di un progetto di legge volto ad introdurli, cosa che agevolerebbe e tutelerebbe (economicamente e giuridicamente) milioni di potenziali persone interessate a formalizzare il loro reciproco affetto mediante un atto giuridico. Gli unici che invece avrebbero da perdere sarebbero gli avvocati. Pensiamo a quanti ve ne sono in Parlamento e di come la loro lobby possa frenare la loro adozione.