Mario Draghi è di fatto “pronto” per essere eletto Presidente della Repubblica. Nel corso della conferenza stampa di fine anno il presidente del consiglio non ha escluso l'ipotesi alimentando di fatto il suo accreditamento per succedere a Sergio Mattarella. Ecco le parole di Draghi in conferenza stampa. E le reazioni dei partiti.

Elezione Presidente della Repubblica: Draghi: "Sono un nonno al servizio delle istituzioni"

Una delle domande più attese nel corso della conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio Mario Draghi era quella relativa a una sua disponibilità o indisponibilità per il ruolo di Presidente della Repubblica.

Ricordiamo infatti che il mandato dell'attuale presidente Sergio Mattarella scade il 3 febbraio e l'attuale inquilino del Colle ha fatto sapere a più riprese di non avere intenzione di essere disponibile a un secondo mandato nemmeno "a tempo" come avvenne nel 2013 con la rielezione di Giorgio Napolitano.

Urge quindi trovare un successore e a gennaio il Parlamento eleggerà il nuovo Capo dello Stato.

Draghi non si è tirato fuori dalla corsa, anzi a questo punto diventa il primo favorito. Ma c'è un ma. Partiti e parlamentari cosa ne pensano?

Elezione del Presidente dela Repubblica: Draghi: mio futuro deciso dal Parlamento

Nella conferenza stampa Draghi ha ringraziato le forze politiche per il sostegno in questi mesi e ha sottolineato che il suo destino personale è totalmente irrilevante. Ha detto di non coltivare particolari ambizioni e di non avere particolari aspirazione e di essere "un uomo, o un nonno, al serizio delle istituzioni". 

E poi il passaggio chiave: “Il mio futuro è deciso dal Parlamento, il lavoro può continuare indipendentemente da chi sarà premier”. 

E' chiaro che questo messaggio che sottolinea che l'opera del Governo può continuare a prescindere da chi lo guida è musica nelle orecche dei Parlamentari che temono, in caso di elezione di Draghi, una interruzione di una legislatura prematura prima del 2023 e conseguente perdita del proprio status.

Elezione Presidente della Repubblica: cosa c'è dietro le parole di Draghi?

Mario Draghi gioca su più fronti. Da un lato c'è l'interrogativo di come potrebbe una maggioranza che si spacca sull'elezione di Draghi Presidente della Repubblica andare poi avanti "normalmente" sul sostegno al Governo.

E, come detto, Draghi ha posto l'accento sul fatto che la legislatura debba andare avanti fino al suo termine naturale che è previsto nel 2023.

Come detto musica per chi teme una brusca interruzione della legislatura.

Perchè se sarà eletto Draghi al Quirinale ovviamente sarà poi lui a dare le carte. Quella frase "indipendentemente da chi ci sarà al Governo" ha una valenza forte: nessun ostacolo da parte di Draghi alla nascita di un Governo nuovo con un presidente del consiglio diverso da lui. 

Inoltre la frase rassicura anche le forze politiche le quali con, forse la sola eccezione di Fratelli d'Italia, di andare a votare non ne hanno molta voglia.

Anche in quest'ottica va letto quell'indipendentemente e il fatto che sono proprio parlamentari e forze politiche nell'ordinamento italiano a decidere  chi viene eletto al Quirinale.

Elezione Presidente della Repubblica: gli altri passaggi dell'intervento di Draghi

A chi gli ha posto la domanda se ci fosse un nome in grado di mettere d'accordo tutte le forze politiche e che non fosse il suo, il premier ha risposto nell'unica maniera in cui poteva rispondere ovvero con un

“chieda a loro”.

Di fatto un nome alternativo e che possa unire tutte le forze che sostengono la sua eterogenea e ampia maggioranza non esiste.

Ad un'altra domanda scivolosa sul fatto che un capo dello Stato come Draghi possa accompagnare il  nuovo Governo che nascerà nei passaggi più importanti, Draghi ha evidenziato che il Presidente della Repubblica non è un notaio ma è un garante.

"Il presidente Sergio Mattarella - ha detto Draghi - è stato ottimo esempio del ruolo del Capo dello Stato e come si deve interpretare quel ruolo. A domanda specifica Draghi non ha commentato le voci sempre più frequenti apparse nelle ultime settimane nelle cronache politiche di una candidatura per il centrodestra da parte di Silvio Berlusconi.

Elezione Presidente della Repubblica: chi al Governo?

A questo punto ponendo l'ipotesi di elezione di Draghi al Quirinale che ne sarà del Governo?

La soluzione più probabile al momento sembra essere una. Daniele Franco. Ministro dell'Economia, persona di totale fiducia del premier attuale Mario Draghi e figura che potrebbe essere accettata anche da tutte le forze politiche vista la sua non ascrivibilità a nessun partito.

Potrebbe esserci ma sembrano minori le possibilità in questo senso una ipotesi di Governo guidato dall'attuale ministra della Giustizia Marta Cartabia. Di certo sembrano essere i due nomi più probabili per il ruolo di capo del Governo in caso di elezione di Draghi a presidente della Repubblica.

Elezione Presidente della Repubblica: le reazioni delle forze politiche/1

Ovviamente quali sono le reazioni delle forze politiche alle parole di Draghi? Le settimane che precedono la convocazione del Parlamento in seduta comune (seconda metà di gennaio) saranno lunghe e piene di incontri.

Di certo Partito Democratico, Lega, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega da un certo punto temono un certo cambiamento della situazione attuale che può portare ad una modifica importante dell'assetto attuale. Si sa che nei giorni scorsi ad esempio Matteo Salvini, leader della Lega aveva evidenziato l'importanza che Draghi rimanesse Capo del Governo.

Volendo andare oltre le dichiarazioni ufficiali la dichiarazione di Draghi che non si è tirato fuori dalla lotta per il Quirinale cambiano e di molto le carte in tavola presenti fino a questo momento.

Il Partito Democratico nelle scorse elezioni del Presidente della Repubblica è stato spesso la forza politica che ha tenuto in mano il pallino in virtù di una forza numerica in Parlamento che non aveva eguali. Questa volta non sarà così e probabilmente, sotto sotto, in area Dem la disponibilità di Draghi abbinata ad una garanzia che non si va al voto per le politiche nel 2022 potrebbe essere accolta anche con molto favore.

La situazione potrebbe andare bene anche al Movimento 5 Stelle. Partito che ha il maggior numero di grandi elettori ma una situazione turbolenta al proprio interno. La garanzia che ci sarà un altro Governo potrebbe essere la discriminante per fare convergere i voti pentastellati su Draghi. Si sa che in ambito 5 Stelle c'è anche la forte tendenza a proporre un candidato o una candidata dalla società civile.

Sembra un paradosso ma l'elezione di Draghi potrebbe convenire anche a Giorgia Meloni. Fratelli d'Italia è l'unica forza di opposizione al Governo Draghi  tra i principali partiti.

Meloni potrebbe chiedere a gran voce le elezioni al momento dell'elezione di Draghi. Essendo l'unico partito che sondaggi alla mano potrebbe aumentare il proprio numero di parlamentari rispetto allla situazione attuale. Non saranno concesse e potrebbe proseguire monetizzando in fase di consensi in vista 2023 il “fatto che non vengono indette nuove elezioni e non ci fanno andare a votare”. 

Elezione Presidente della Repubblica: le reazioni delle forze politiche/2

Forza Italia e Lega sono tra i principali partiti quelli con un travaglio più forte. Silvio Berlusconi ci spera nel Quirinale. Non la vede solo come una corsa di bandiera. Ci punta proprio.

L'uscita di Draghi complica e non poco la sua corsa. Se Draghi non dovesse passare nelle prime tre votazioni quando serve la maggioranza dei due terzi, dalla quarta quando serve la maggioranza assoluta e basta potrebbe tornare in gioco. Ma potrebbe anche rinunciare e diventare king maker per la candidatura Draghi. 

La Lega, forza di governo ma con parecchi mal di pancia, è nel limbo: tra continuità di Draghi al Governo con la candidatura unitaria del centrodestra di Berlusconi al Quirinale. Ma non vuole essere tagliata fuori da una eventuale elezione di Draghi da parte di tutti gli altri. 

La partita è ancora tutta da giocare.