Probabilmente vi aspettavate un video su quanto sta accadendo fra israeliani e palestinesi, certo è l’argomento del momento, tuttavia, vedete, il conflitto israelo-palestinese è di una complessità che non avrebbe molto senso parlarne in un video di dieci minuti.

Una soluzione facile nel trovare una terra per il popolo ebraico non esisteva, e negli anni abbiamo anche capito che la coesistenza pacifica fra israeliani e palestinesi si sarebbe rivelata una chimera.

Insomma per il momento parlo d’altro, forse in futuro cercherò di fare dei video su questo problema epocale.

Non sono prossime, tuttavia si avvicina l’appuntamento con elezioni amministrative assolutamente importanti. Praticamente andranno al voto le principali città italiane, insomma cosa non da poco.

Ed ecco allora che le due coalizioni mostrano entrambe tutte le loro criticità, certo sembra un po’ più coeso il centrodestra, ma il fatto che i sondaggi danno in forte ascesa Fratelli d’Italia e che quindi nel centrodestra non c’è più un partito egemone, fa sì che la Meloni sia in grado di alzare la voce nei confronti di Salvini.

Forza Italia sembra essere defilata, anche se il partito di Berlusconi nelle elezioni amministrative conta forse di più rispetto alle politiche. I candidati per la carica di primo cittadino sono infatti sempre personaggi diciamo … di  mediazione, non di rottura e quindi insomma Forza Italia sotto questo punto di vista è avvantaggiata.

Ovviamente non entro sui problemi di salute del Cavaliere, ma certamente mi sento di dire che tutt’ora Forza Italia sia Silvio Berlusconi e questo è molto importante.

Ma ripeto, la novità all’interno del Centrodestra è che, ripeto, forte dei sondaggi, la Meloni abbia alzato la voce, non dico che voglia essere lei a decidere i candidati, ma senza dubbio se mette un veto su qualche nome quel candidato non passa.

E’ una situazione che ha cambiato nettamente le forze in campo all’interno del centrodestra, ma è una situazione nella quale si è messo Salvini, il quale forse ha sottovalutato questo problema.

Ritengo che Salvini abbia tenuto in conto che aderendo al Governo Draghi avesse potuto perdere dei voi che sarebbero andati a Fratelli d’Italia che invece si è tenuta fuori dall’attuale esecutivo.

Salvini avrà pensato che quei voti che avrebbe perso rimanevano all’interno della coalizione, quindi … insomma … poco male. Probabilmente aveva sottovalutato l’entità di questo travaso di voti ed ora si trova il partito della Meloni che lo incalza, non dico che arrivi a contendergli la leadership, ma insomma si avvicina.

Come al solito si dice che se Atene piange Sparta non ride, ma in questo caso occorre leggermente modificare il celebre detto e farlo diventare se Atene non ride Sparta piange.

In altre parole se ci sono difficoltà all’interno della coalizione di centrodestra ci sono vere e proprie spaccature all’interno della coalizione di Centrosinistra.

Le divisioni fra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico sono profonde ed assolutamente non facili da dirimere.

Ma attenzione, di cosa stiamo parlando? In altre parole, su cosa si dividono i partiti all’interno delle loro coalizioni, sui grandi ideali politici, su sostanziali differenze nei programmi elettorali?

Macché! Niente di tutto ciò, semplicemente si dividono sulle partizioni delle poltrone.

Ma anche qui occorre fare chiarezza, sapete che amo l’onestà intellettuale, ed allora dire che ci si divide sulla spartizione delle poltrone sembra una cosa bruttissima, un qualcosa di bassa lega, modo di dire di monete che venivano coniate con metalli … diciamo … non proprio preziosi.

Tuttavia, ripeto, noi dobbiamo essere onesti intellettualmente e riconoscere che o una persona è milionaria, estremamente benestante, ed allora può dedicarsi alla politica solo per passione, oppure una persona che si impegna in politica, poi di quello deve vivere.

Per sui la famosa “cadrega” ossia la sedia in milanese, non deve essere solo qualcosa di denigratorio per i politici, ma qualcosa che permetta alla persona di sostenersi economicamente.

Poi sappiamo che in Italia hanno esagerato, forse stanno tutt’ora esagerando, forse sarebbe bene che i politici guadagnassero un po’ di meno, ma guardate, cari ascoltatori, che questo è un tema abbastanza complesso, sul quale magari un giorno entreremo.

Quindi, insomma, dobbiamo renderci conto che per un partito vincere le elezioni in una certa città, o in una certa regione significa avere più posti, più stipendi, per i propri candidati per i propri attivisti, per i propri simpatizzanti e non soltanto la possibilità di amministrare meglio la città o la Regione.

Insomma il solito problema che non dobbiamo né nascondere né minimizzare, la politica costa, di questo dobbiamo essere tutti consci, e qualcuno dovrà farsi carico di questi costi, poi è ovvio che occorre far sì che costi il meno possibile alla collettività.

Mi fermo qui, ma naturalmente l’argomento elezioni amministrative diventerà a breve un argomento molto caldo e non mancheranno le occasioni per tornare a parlarne.