Allora carissimi ascoltatori la deriva che sta prendendo il nostro Paese è nota a tutti, ma per questo non dobbiamo rassegnarci, questo lo do per scontato.

Tuttavia siamo costretti a vivere esperienze che definirei allucinanti e che un anno e mezzo fa se qualcuno ci avesse detto che avremmo vissuto simili vicende senza dubbio gli avremmo dato del pazzo.

Sembrano avvenimenti surreali, ed invece accadono in questa Italia che è allo sbando e che dobbiamo cercare in tutti i modi far tornare ad essere il più bel Paese del mondo.

Alessandro, un mio ascoltatore mi scrive raccontandomi quel che gli è accaduto pochi giorni fa. 

Buongiorno Dott. Marcotti

Ieri sera sono andato all’Arena di Verona per vedere “La Traviata di Verdi “. Ho purtroppo dovuto vederla con la bile che ribolliva e seduto a distanza di sicurezza da mia moglie e da mia madre , venute con me a Teatro. Ma andiamo con ordine :

Arrivati a Verona in Piazza Bra , abbiamo passeggiato per il centro stracolmo di gente (vivaddio finalmente).

Abbiamo passeggiato insieme alle migliaia e migliaia di persone , tutti senza mascherina e tutti noncuranti di alcun distanziamento, così come avviene in tutte le società civili . Abbiamo cenato in piazza delle Erbe all’aperto e siamo tornati ( gelato alla mano) verso l’arena per metterci in coda agli ingessi , in coda , senza distanziamento e tutti felici.

Arrivati in prossimità del primo check point , la prima sorpresa :

Per accedere all’arena , è obbligatoria la mascherina FP2. Ovviamente tutti quelli con la mascherina chirurgica ( io e mia moglie inclusi) abbiamo cercato di far notare che stavamo andando ad assistere ad uno spettacolo “all’aperto” e che la mascherina chirurgica è quella usata in sala operatoria. 

Nulla da fare , se vuoi accedere , la governance della Regione ha imposto solo la FP2, che ovviamente vende sui banchetti all’ingresso a 2,50€ cad. 

Abbiamo buttato i gelati ( non si possono portare ) e abbiamo mostrato i nostri tamponi negativi, poi abbiamo passato il controllo temperatura, poi i biglietti e poi ci hanno accompagnato al posto .

Arrivati qui l’ennesima sorpresa; non potevamo stare seduti vicini. Non sto scherzando, per disposizione comunale regionale , le persone devono stare con almeno un seggiolino di distanza da quello di fianco. 

Ho fatto gentilmente notare che la persona alla mia sinistra era mia moglie e quella alla mia destra, mia madre , siamo tutti venuti con lo stesso mezzo di trasporto e io e mia moglie (pensi un po’) dormiamo insieme senza mascherina.

Niente da fare, il rigidissimo personale della Arena ha cominciato a minacciare di buttarmi fuori , passavano ogni 3 secondi a controllare quelli che si avvicinavano per parlare. 

Ho provato a spiegare a tutti questi “sceriffi” che quello che stavano facendo era assurdo , stupido e senza alcun senso. Dentro l’arena avevamo tutti un greenpass , tutti una (fastidiosissima) mascherina FP2 obbligatoria ,tutti con temperatura controllata al di sotto dei 37 gradi  e non potevamo stare vicino alla persona con cui avremmo voluto godere dell’opera.

Al termine del secondo atto , ormai verso le 23, hanno annunciato che ci sarebbero stati 20 minuti di pausa, mia moglie si è riavvicinata qualche minuto per un abbraccio e per scaldarsi, niente da fare , quattro sceriffi armati di pila e luce intimidatoria , subito a rimproverarci . 

A quel punto , tutti i miei propositi di gentilezza ed educazione , sono andati al diavolo e ho cominciato a rispondere per tono chiedendo di andare a rompere le scatole a qualcun altro dei 6000 presenti all’arena. Tenga presente che di fronte a noi sul parterre, la gente era tutta in piedi riunita e abbracciata e raggruppata per gruppo di amici a chiacchierare . 

Alla fine arriva la quinta ragazza che con gesto delle mani indica al suo collega uomo più in là :”c’è uno da buttare fuori”. Le ho detto che sarei stato proprio curioso di vedere come avrebbe fatto. 

Arrivato lo sceriffo numero 10 , in maniera più gentile della sua collega ha provato a convincermi della validità della cosa, senza riuscirci. 

Al che ho chiesto a questo gentile signore se poteva indicarmi esattamente in quale punto del mio biglietto ci fosse scritto che avrei visto lo spettacolo lontano da mia moglie e con una mascherina “ufficiale” obbligatoria . 

Lo ha guardato bene, dopo 3 minuti mi ha detto :  “ha ragione non c’è scritto, domani può mandare una mail di lamentele, ma stasera deve stare così”.

Non è servito fargli notare che le mie ginocchia toccavano la schiena della persona (a me sconosciuta) seduta di fronte a me e che quelle della persona seduta dietro , stavano sulla mia schiena. Praticamente ho visto lo spettacolo attaccato a due sconosciuti ( uno sopra e uno sotto di me) ma non ho potuto vederlo con mia moglie accanto a me.

Sa però quale è la cosa che più mi ha ferito a mi ha indignato? 

Mentre la squadra di sceriffi provava ad argomentare con me , 3 file dietro la mia , una signora ha cominciato ad urlare “buttatelo fuori, buttatelo fuori”. 

Mi sono girato e le ho chiesto in base a quale principio avrei dovuto essere espulso e per quale motivo lei si intromettesse così violentemente in una discussione che non la riguardava. 

Ovviamente è stata muta ma con la mano faceva il gesto di andarmene . Le ho detto “poveretta” ma pensavo ben altre parole.

Vede la cosa più grave è questa, la gente si sta sentendo in diritto di processarti in diretta e non si vergogna neanche più , ormai stanno cercando di isolare quelli che usano il cervello , nascosti nella massa di quelli che pensano di essere nel giusto. È una pericolosa deriva sociale. Ne pagheremo le conseguenze.

Ovviamente ho finito di vedere lo spettacolo per cui avevo pagato 130€ (più mascherine) tutte le discussioni le ho fatte durante le pause ma mi sono guardato uno spettacolo seduto da solo sullo sgabello della Metro. 

Per darle l’idea della pagliacciata finale, appena hanno aperto i cancelli di uscita , ci siamo ritrovati tutti e 6000 in piazza Bra con gli altri 6000 turisti che già c’erano, tutti senza mascherina, tutti vicini, con gli altoparlanti della Arena che dicevano:”non create assembramenti !” …. A quel punto ridevano tutti … forse anche qualche vaccinato.

Ormai i nostri diritti vengono quotidianamente calpestati dall’imperatore di turno, tutti sanno che è sbagliato e che non si fa ma la tentazione di provare le ebbrezza del “potere assoluto” è troppo forte per non provare a goderne almeno un po’.

Zaia si sente immortale e onnipotente, forte di un suffragio regionale che lo ha gasato a mille. 

Se non si cambia rotta, l’unica salvezza (a malincuore) sarà l’emigrazione. Vicino a noi ci sono paesi che non hanno più alcuna restrizione , non sta morendo nessuno e la libertà individuale è ancora un diritto sacrosanto.

Scusi se mi sono dilungato ma andava raccontata per intero per far capire lo stato d’animo.

Complimenti per il lavoro enorme che state svolgendo.

Un abbraccio

Alessandro.

Ps: avrei voluto mandare questa mail anche all’arena di Verona dal sito dove ho comprato i biglietti … ovviamente non vi è alcun recapito mail o telefonico . Se hai dei problemi , sono solo tuoi.

Ora pensate un attimo se questo racconto, se ciò che è accaduto ad Alessandro poteva soltanto essere ipotizzato due anni fa, a settembre del 2019. Un’esperienza che non sarebbe stata ipotizzabile nemmeno in un film. 

Ed oggi invece l’Italia è ridotta così, ridotta così da una classe politica vomitevole, indegna di rappresentare il popolo italiano.

Carissimi ascoltatori, lottiamo per salvare il nostro Paese, la nostra Italia.