Devo necessariamente tornare a parlare del video che ho pubblicato ieri, l’argomento è senza dubbio molto importante e, leggendo anche alcuni commenti che molti di voi hanno voluto postare a margine, ritengo sia necessario non dico completare, ma perlomeno ampliare il discorso.

Ovviamente nel video di ieri io avevo cercato di anticipare delle possibili obiezioni, ma capisco che forse non era sufficiente, necessitavano di una maggiore trattazione, per questo, quindi torno sull’argomento euro ed in particolare sull’argomento competitività e debito pubblico.

Ma per semplificare ulteriormente prendo in considerazione il garbato commento di un lettore, il Sig. Marzio Fusaroli, il quale scrive:

A queste evidenze i fautori dell'euro obiettano che:

  1. Come mai la Spagna, che pure ha avuto il cambio fisso, nello stesso periodo ha aumentato il pil di 6 volte rispetto a noi ?
  2. Che il vantaggio competitivo, dovuto al cambio variabile più alto di Germania e Francia, sarebbe stato annullato dal costo proibitivo delle materie prime che avremmo dovuto pagare in dollari o euro sempre più apprezzati dal cambio variabile

Bene diamo quindi una risposta alle due obiezioni principe che farebbero i fautori dell’euro, la prima:  

Come mai la Spagna, che pure ha avuto il cambio fisso, nello stesso periodo ha aumentato il pil di 6 volte rispetto a noi ?

La risposta principalmente risiede nel deficit e nel debito del Paese iberico, ma non vanno dimenticati anche altri due fattori, apparentemente minori dei quali tratto subito.

Innanzitutto come avete notato la Spagna ha avuto una crescita molto superiore anche a quella fatta registrare da Francia e Germania, dovremmo chiederci quindi, ma cos’è la Spagna l’Eldorado? No! Assolutamente, anzi, probabilmente al momento è lo Stato che se la passa peggio.

Allora prendiamo innanzitutto i due fattori che ho definito meno importanti. Essendo lo Stato decisamente più arretrato dei quattro, ossia rispetto a Germania, Francia ed Italia, aveva anche i maggiori margini di miglioramento. 

Se voi vedete ad esempio i tassi di crescita dei Paesi europei, compresi anche di quelli fuori dall’eurozona, vedrete che i maggiori tassi di crescita vengono registrati dai Paesi dell’est, proprio perché partivano da un livello estremamente inferiore. 

Non so se valga la pena parlare di un fattore così evidente, ma insomma, oggi ho sentito una persona che si stupiva per i tassi di crescita che ha avuto l’Italia nel dopoguerra e per tutti gli anni ’50, attribuendo quello sviluppo esclusivamente al piano Marshall, certo, ha aiutato anche quello, ha aiutato avere una Banca Centrale nostra, ma soprattutto ha aiutato, anzi di più, è stato determinante il fatto che il Paese era distrutto, quindi qualunque cosa si facesse era crescita, e ciò che si doveva fare era chiaro a tutti: ricostruire il Paese.

Non c’era una persona che non capisse che doveva essere costruita una autostrada fra Milano e Roma, e poi abbiamo costruito tante altre autostrade, ora al massimo possiamo costruire la quinta corsia fra Bergamo e Milano.

Oppure se volete posso fare anche questo esempio, nell’anno in corso il nostro Pil è previsto in crescita del 4 o 4 e mezzo percento, cosa siamo diventati per caso la Cina? No, naturalmente, è solo che lo scorso anno è diminuito di oltre nove punti percentuali, quindi si recupera parzialmente da una situazione disastrosa.

Insomma chiaro no? Se si parte da una situazione deteriorata è più facile avere alti tassi di crescita.

 

Un altro aspetto riguardante la Spagna è che fra i quattro maggiori Paesi dell’eurozona è l’unico ad essere beneficiario netto dell’Unione europea, e guardate che non è una cosa da poco. Se guardiamo solo un anno, magari potremmo anche passarci sopra, ma questa situazione si protrae da sempre, da quando è stato istituito l’euro.

Insomma se noi, intendo l’Italia, anziché “regalare” all’Europa 5 miliardi all’anno li ricevessimo, insomma capite bene che le cifre diventano importanti. 

Ebbene non sono proprio 5 miliardi all’anno che vengono ogni anno regalati alla Spagna, ma insomma in questi ultimi vent’anni noi avremo dato all’Europa certamente più di 60 miliardi, forse 80 o forse ancora di più, mentre la Spagna ne avrà incassati almeno una cinquantina, capite che stiamo parlando di uno sbilancio fra noi e la Spagna di ben oltre 100 miliardi, probabilmente 120/130 miliardi.

Insomma con 120/130 miliardi in più in vent’anni anche il nostro Pil sarebbe salito di più.

Ma arriviamo al punto principale, la Spagna è cresciuta principalmente perché il suo debito pubblico è praticamente esploso.

Occorre infatti sottolineare che la Spagna praticamente non aveva debito pubblico.

Nel 2007, ossia poco prima che scoppiasse la crisi finanziaria mondiale, quella dei subprime, il debito pubblico della Spagna era soltanto il 35% del Pil. 

Ebbene visto che la percentuale del debito rientrava abbondantemente nei parametri di Maastricht, gli è stato concesso di fare deficit ben oltre il 3%, ed allora alla fine del 2019 il rapporto debito/pil è arrivato addirittura al 95,5% quindi è quasi triplicato.

E notate che è quasi triplicato nonostante sia aumentato anche il denominatore, ossia il Pil, quindi immaginatevi di quanto in valore assoluto è aumentato il numeratore, ossia il debito.

Quando a noi l’Europa non concedeva di fare nemmeno il 2% di deficit, la Spagna faceva deficit enormemente superiori, nel 2009 ad esempio ha fatto un deficit superiore all’11%!!! E chiaramente, l’ho già detto anche ieri, è ovvio che il deficit è Pil.

Ma non solo! Anche quest’anno, intendo quello appena passato il 2020, la Spagna ha fatto un deficit ben oltre il 10%, e dato che il Pil sempre nel 2020 è crollato dell’11%, il rapporto debito Pil dal 95,5% è volato al 120%.

Quindi capite che la Spagna è un Paese la cui crescita economica è dipesa unicamente dal fatto di aver fatto esplodere il proprio debito pubblico, passato in 13 anni dal 35% al 120% del proprio Pil.

Insomma potremmo dire che la Spagna non ha avuto Monti, chiaro?

Ovviamente la domanda da porsi è perché l’Europa ha concesso alla Spagna di fare deficit di questo tipo?

Semplicemente perché la Spagna se ne è fottuta, aveva problemi molto più importanti in casa propria che rispettare i parametri di Maastricht, non dimenticate che hanno continuato a fare elezioni, quasi ogni anno perché il Paese era di fatto ingovernabile e poi soprattutto sono arrivati a reprimere con la forza un tentativo della Catalogna di rendersi indipendente.

E ricordiamoci soprattutto che gli indipendentisti catalani si erano rivolti all’Europa, giurando fedeltà all’Unione europea, la quale si è girata dall’altra parte, di fatto autorizzando Madrid a reprimere con la violenza (le immagini le ricordiamo tutti), quel tentativo di indipendenza.

 

Infine la Spagna è un Paese che ha puntato quasi tutto sul turismo, ed io l’ho sempre detto, può vivere di turismo uno staterello, che ne so, le Maldive, o il Principato di Monaco, ma non uno Stato con 45 milioni di abitanti come la Spagna.

Quindi oggi la Spagna ha problemi serissimi sul comparto immobiliare, per non parlare del settore bancario, quasi tutte le piccole Banche spagnole sono sull’orlo della bancarotta, e quelle grandi non se la passano bene.

Mi fermo qui per dare la risposta alla prima domanda, anche se potrei dilungarmi oltre.

Passo alla seconda domanda/obiezione.

Che il vantaggio competitivo, dovuto al cambio variabile più alto di Germania e Francia, sarebbe stato annullato dal costo proibitivo delle materie prime che avremmo dovuto pagare in dollari o euro sempre più apprezzati dal cambio variabile

Obiezione infondata, le materie prime, ovviamente pagate in dollari, non in euro, hanno sempre meno rilievo sul prezzo del prodotto, non dico fino a diventare quasi ininfluenti, ma quasi. 

Intanto sui prezzi delle nostre esportazioni quegli aumenti possono essere ribaltati, ma la realtà ripeto, è che anche se siamo un Paese nel quale la manifattura riveste una grande importanza i nostri prodotti hanno un forte valore aggiunto, non siamo la Cina, o un Paese in via di sviluppo!!!

Perdo ancora qualche minuto per smentire ad esempio coloro che dicono che raddoppierebbe il prezzo della benzina.

Se oggi il greggio costa 63 dollari al barile, un barile sono 159 litri, quindi oggi costa meno di quaranta centesimi di dollaro al litro (cioè 33 centesimi di euro al litro) ed è su questo importo che dovremmo calcolare l’aumento dovuto alla svalutazione, perché poi la raffinazione ossia il passaggio da petrolio greggio a benzina avviene in Italia.

Ma in ogni caso, senza fare i precisini, come capite tutti si tratta di un aumento di 10/15 centesimi degli attuali euro al litro, ma sono stato anche abbondante.

Insomma pensare che la benzina raddoppi di prezzo per la svalutazione della nostra nuova lira, perdonatemi, ma è un ragionamento da bar, intendendo così dire che è un ragionamento da persone ignoranti.

Ok, dai, anche per oggi mi fermo qui, ovviamente l’argomento è talmente ampio che non mancheranno le occasioni per tornare a parlare di questi temi, sempre in maniera seria e rigorosa.