Veramente a volte non solo stento a credere a quel che vedo, ma mi domando se per una qualche mia alterazione sono io che sto vedendo un mondo alla rovescia oppure se davvero il mondo è alla rovescia.

Risultato? Mi chiedo, ma perché a governare il mondo, o meglio l’Europa, non è la logica, la razionalità, bensì l’incoerenza e l’irrazionalità.

Argomento euro.

Ve l’ho già detto mille volte che non ci dovrebbe essere nessuna persona raziocinante che sia favorevole all’euro, ma appunto ho dovuto specificare persona raziocinante, a parte le persone non raziocinanti perché in malafede, e va beh, quelle lasciamole stare, dico, a parte le persone in malafede debbo anche mettere in conto le persone favorevoli all’euro per ignoranza, ebbene anche quelle persone non possono essere definite raziocinante.

Però a questo punto, perlomeno, abbiamo fatto una distinzione logica, le persone favorevoli all’euro potrebbero anche essere la maggioranza semplicemente perché le persone in malafede sommate alle persone ignoranti potrebbero costituire la maggioranza della popolazione.

Ebbene fin qui, nonostante appunto personalmente sia molto dispiaciuto, ma mi arrendo, sono rispettoso della democrazia sopra ad ogni cosa, e quindi mi piego al volere della maggioranza, ovviamente continuando a battermi per far cambiare opinione alle persone in modo che in futuro sia la mia tesi a diventare maggioranza nella popolazione.

Fin qui ci arrivo, e, come dicevo, il discorso ha una sua logica.

Quand’è che tutto si ribalta ed a vincere è l’irrazionalità? Quando, ad esempio sento parlare Draghi, il quale dice, riporto le testuali parole:

«Tra il 1999 e il 2019 il Pil in Italia è cresciuto in totale del 7,9%. Nello stesso periodo in Germania, Francia e Spagna l'aumento è stato rispettivamente del 30,2, del 32,4 e del 43,6%. Tra il 2005 e il 2019, in Italia il numero di persone sotto la soglia di povertà è salito dal 3,3% al 7,7% della popolazione - prima di aumentare ulteriormente nel 2020 fino al 9,4%». 

Bravo Mario! Quindi? Come te lo spieghi?

Sai vero Mario cosa è successo nel 1999? Se vuoi te lo ricordo ma sono sicuro che anche tu lo sai: SIAMO ENTRATI NELL’EURO!!!

Ricordo a tutti voi, cari ascoltatori, che la data ufficiale della nascita dell’euro è il primo gennaio 1999, ossia quando sono stati stabiliti i cambi fissi fra le varie monete dei Paesi aderenti alla moneta unica.

Non il primo gennaio del 2002, data nella quale sono entrate in circolazione le banconote euro. E’ il cambio fisso che determinata la nascita dell’euro, spero che questo concetto sia chiaro a tutti.

Ma torniamo a noi, o meglio a Mario Draghi.

Scusa Mario torno a chiederti, i dati che tu hai elencato sono corretti, inoppugnabili, ma allora che conseguenza ne trai? 

Non ti viene il sospetto, che l’euro non ci abbia avvantaggiato, scusa Mario non voglio offenderti, ma sei in grado di fare una semplicissima relazione di causa/effetto?

Ma proprio tu che sei stato per otto anni addirittura il Presidente della Banca Centrale Europea, proprio tu che appena insediato hai firmato, assieme al tuo predecessore, una lettera inviata all’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, con la quale non li invitavi, ma li obbligavi a prendere delle misure economiche evidentemente restrittive e che non potevano avere altro effetto che ridurre la nostra crescita economica.

Ecco, cari ascoltatori, aiutatemi voi, sono io che per una mia anomalia vedo un mondo alla rovescia oppure davvero questo mondo è alla rovescia?

E’ come se uno mi dicesse di essere allergico … che ne so … al cioccolato e poi la stessa persona si lamentasse per una forte orticaria e quando gli chiedi cosa ha mangiato la sera prima ti risponde mezzo chilo di cioccolato.

Capite?, Se sai di avere quella allergia evita di mangiare quell’alimento.

Tuttavia, cari ascoltatori, vorrei che anche voi non incorreste in un banale errore, attenzione, poi non è così banale perché così, purtroppo diamo fiato alle tesi dei nostri oppositori, ossia di coloro che sono favorevole all’euro.

Questo, mi raccomando è un punto essenziale!!!

Tenetelo a mente!!!

Allora non fate l’errore di sostenere che i nostri problemi sono dovuti alla necessità di rispettare i parametri di Maastricht.

Certo, lo so perfettamente anch’io che, come tutti i parametri, d’altronde, non hanno un grande significato, e so perfettamente anch’io che ci sono stati altri Paesi, Francia e Spagna in testa che quei parametri non li hanno mai rispettati, mentre a noi sono sempre stati imposti.

Ma non è quello il problema!

Il problema è il cambio fisso!!!

Il nostro problema è che il cambio del marco nei confronti della nostra lira, che dai primi anni sessanta aveva cominciato a crescere ed è aumentato ininterrottamente fino al primo gennaio del 1999 da quel momento non ha più potuto crescere, perché quel cambio è stato bloccato.

Cioè il cambio marco/lira che negli anni ’60 era intorno a 150, è aumentato ininterrottamente fino al 1999 dove era arrivato a 990, o se preferite, detta la medesima cosa in maniera diversa usando le crescite percentuali, il cambio marco/lira che in 30/35 anni era salito di oltre il 500% negli ultimi 22 anni è rimasto tale, è stato bloccato, stop, zero assoluto.

Questo è il problema dell’Italia, non i parametri di Maastricht, sui quali possiamo dire tutto il male possibile, ma daremmo comunque alla nostra controparte spazi di discussione.

Mentre sui parametri si può anche discutere, e la nostra controparte ha margini di contrapposizione, sull’aver fissato il cambio invece no! 

La nostra controparte, ossia i fautori dell’euro, non hanno alcuna argomentazione a loro favore.

Sono numeri!!!

Se il cambio marco/lira, ripeto, era aumentato in maniera assolutamente omogenea per 30/35 anni è chiaro che se non fosse entrato l’euro avrebbe continuato la sua crescita in maniera proporzionale.

E quindi ora, se non fosse stato inventato l’euro quale cambio marco/lira avremmo?

Sono calcoli semplici da fare, poco sopra i 1.400. Ed allora sapete cosa accadrebbe oggi se il cambio marco/lira fosse 1.400?

Semplicemente che sbaraglieremmo l’economia tedesca, la distruggeremmo, invaderemmo il mercato tedesco con i nostri prodotti. 

Se ancora oggi riusciamo in certi campi ad essere concorrenti con la Germania immaginatevi cosa accadrebbe con un guadagno di competitività del 40%, data dal cambio che dall’attuale 990 passerebbe a 1.400.

Insomma mi fermo qui, perché altrimenti io impazzisco.