Il motivo principale per cui il quantitative easing della BCE è fallito? Essere partito da una diagnosi errata del problema della zona Euro, ovvero, un problema legato a domanda e liquidità, non dovuto ad anni di eccessi.

La BCE era sotto un'enorme pressione da parte delle banche commerciali e dei governi affinché attuasse un programma di quantitative easing simile a quello degli Stati Uniti, dimenticando che la zona Euro aveva subito una catena di stimoli statali sin dal 2009 e che il problema della zona Euro non era la liquidità, ma un modello interventista.

Il giorno in cui la BCE ha inaugurato il suo programma di quantitative easing, la liquidità in eccesso era di €125 miliardi. Da allora si è gonfiata fino a €1.800 miliardi.

Dopo "solo" €2.600 miliardi di acquisti e tassi ultra bassi, i dati dell'Eurozona sono atroci. L'indice della zona euro è sceso da 52,7 a novembre a 51,3 a dicembre, ben al di sotto delle previsioni del consenso a 52,8. Ancora più importante, i dati economici francesi sono crollati da 54,2 a novembre a un minimo di 34 mesi a 49,3.

La disoccupazione nella zona Euro, all'8%, è doppia rispetto a quella degli Stati Uniti e di economie comparabili. Il tasso di disoccupazione giovanile rimane al 15%.

La sorpresa economica è precipitata quando il bilancio della BCE ha raggiunto il 41% del PIL (rispetto al 21% della FED).

Più di €900 miliardi di crediti deteriorati rimangono nel sistema bancario, una cifra che rappresenta il 5,1% dei prestiti totali rispetto all'1,5% negli Stati Uniti o in Giappone.