Un futuro per l'Italia, soltanto fuori dall' euro!

Un carissimo amico mi chiede un parere nei riguardi di un articolo apparso ieri su, il Sole 24 Ore, a firma Stefano Fassina, avete presente il cosiddetto economista di Sinistra Italiana eletto deputato alle ultime elezioni nelle liste di Liberi e Uguali.

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Un carissimo amico mi chiede un parere nei riguardi di un articolo apparso ieri su, il Sole 24 Ore, a firma Stefano Fassina, avete presente il cosiddetto economista di Sinistra Italiana eletto deputato alle ultime elezioni nelle liste di Liberi e Uguali.

Non so per quale motivo, ma Fassina viene anche considerato uno dei più autorevoli rappresentanti di quel che è stato definito “sovranismo di sinistra” e viene anche definito un euroscettico. 

A me sembra una battuta, visto che nella carriera politica di Fassina il punto più alto raggiunto fu quello di Viceministro dell’economia nel Governo Letta, quindi diciamola tutta, dire che addirittura il viceministro dell’economia del Governo Letta potesse essere un euroscettico, è una cosa che fa semplicemente ridere.

Personalmente ho sempre considerato Fassina un mediocre, la cosa migliore che ha fatto nella sua vita è stata quella di uscire dal PD, ma di fatto lui oggi è in Parlamento con i voti del PD, ma lasciamo perdere.

Ebbene non vi sto a leggere tutto l’articolo apparso sul Sole 24 Ore, visto che è abbastanza lungo, estrapolerò alcuni passaggi, ovviamente quelli che ritengo i più significativi.

Vi anticipo, anche se forse potrebbe apparire superfluo, che sarò molto critico, ma, vivaddio, non potrei non esserlo, sentite come inizia:

È positiva la proposta di costruire un “patto tra le parti sociali” arrivata dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro del Lavoro Andrea Orlando, dopo l’approvazione del Documento di economia e finanza (Def). Per ora, è soltanto un’indicazione generica, condivisa nelle audizioni sul Def da Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e dalle altre principali organizzazioni datoriali e del lavoro autonomo. Deve maturare in fretta sul piano politico, fino a configurarsi come “metodo Ciampi” per attuare al più presto la politica dei redditi necessaria alla difficilissima fase in corso.

Intanto una proposta che arriva dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e dal Ministro del lavoro Andrea Orlando non può essere una proposta positiva, proprio di default, le proposte di Draghi non possono che essere dannose per l’Italia e per gli italiani, ha sempre fatto danni al nostro Paese in tutta la sua vita, ne abbiamo avuto un’assoluta conferma da quando è stato nominato Presidente del Consiglio, quindi …

Se poi questa proposta arrivata da Draghi e Orlando è pure condivisa da tutti i sindacati, dalla Confindustria e dalle organizzazioni datoriali e del lavoro autonomo … beh allora Dio ce ne scampi!

Ma siamo solo all’inizio, secondo Fassina questa proposta deve maturare in fretta sul piano politico, fino a configurarsi come “metodo Ciampi”! Mamma mia!!! Uno come Ciampi che è riuscito a polverizzare tutte le riserve dello Stato facendoci arrivare ad un passo dal fallimento. Uno che dopo Draghi ed assieme a Prodi è stato considerato un nemico interno per l’Italia.

Fassina quindi plaude a questa politica dei redditi che sarebbe necessaria alla difficilissima fase in corso. Ma proseguiamo a leggere l’articolo di Fassina:

Le previsioni del Def in termini di variazione del Pil reale, deflatori, deficit e debito pubblico non possono che essere auspici, data l’incertezza dello scenario squarciato dall’aggressione militare della Russia all’Ucraina.

E ti pareva!!! Figuriamoci se Fassina non faceva ricadere la colpa della situazione pietosa nella quale si trova l’Italia alla Russia “lo scenario squarciato dall’aggressione militare della Russia all’Ucraina. Che schifo pensare proprio che ad essere così faziosamente contrari alla Russia siano proprio coloro che si dichiarano di sinistra fa già capire con quale tipologia di persone ci stiamo confrontando. Ed ancora:

A differenza degli Stati Uniti, l’impennata dei prezzi oggi nell’Unione europea è da offerta, ossia è dovuta al costo delle materie prime, non all’eccesso di domanda da surriscaldamento salariale o da spesa pubblica. Quindi, la policy. L’inflazione da offerta non si combatte con la conclusione accelerata degli acquisti di Titoli di Stato e l’aumento dei tassi di interesse, come dichiarato dalla Banca centrale europea, con conseguente aumento di 90 punti base del costo del nostro debito.

Si combatte, invece, tanto più nel quadro di guerra e sanzioni, con una intelligente e coordinata politica dei redditi, definita nel concerto tra governo e le principali organizzazioni sindacali e datoriali, da un lato e, dall’altro, con correzioni nella regolazione dei mercati dell’energia. Altrimenti, le conseguenze per lavoratori e imprese sono drammatiche.

Fassina dà l’ennesima prova di non capir nulla di economia parlando di inflazione da offerta. Secondo lui c’è qualcuno che si è svegliato la mattina ed ha deciso di aumentare i prezzi. L’inflazione da offerta non esiste, semplicemente perché la domanda globale è sempre pari all’offerta globale.

Eventualmente l’aumento dei prezzi provocherebbe una nuova distribuzione del reddito. Come accadrebbe ad esempio nel caso di un aumento sensibile della pressione fiscale.

Se lo Stato infatti decidesse di aumentare ad esempio l’Iva su alcuni prodotti, ovviamente quei prodotti aumenterebbero di prezzo, ma non potremmo parlare di inflazione perché lo Stato si vedrebbe aumentare le entrate dall’aumento della fiscalità, ma poi andrebbe a redistribuire le maggiori entrate, magari in settori diversi da quelli penalizzati, insomma sarebbe una redistribuzione di reddito.

Invece l’inflazione che stiamo riscontrando, in Europa come negli Stati Uniti, quindi la riduzione del potere d’acquisto della moneta, è dovuta essenzialmente ad un’emissione sovrabbondante di moneta che ha riguardato tutte le principali Banche Centrali negli ultimi quindici anni.

Ma a parte tutte queste considerazioni che potrebbero sembrare tecniche e quindi noiose, è ciò che dice dopo Fassina che fa cadere del tutto le braccia. Sentite che bestialità!

Come avvenne con l’autorevole guida del presidente Ciampi per uscire dall’impervio tornante del 92-93, anche quello segnato da inflazione importata a causa della pesante svalutazione della lira, il governo Draghi dovrebbe chiedere alle imprese l’impegno, da verificare, alla moderazione nella traslazione sui prezzi al consumatore dell’innalzamento dei costi degli input delle produzioni, particolarmente acuti per il gas e l’energia.

Come avvenne con l’autorevole guida del Presidente Ciampi per uscire dall’impervio tornante del 92-93, anche quello segnato da inflazione importata a causa della pesante svalutazione della lira??? Ma sta scherzando???

Intanto Ciampi diventa Presidente del Consiglio nel maggio del 1993 quando eravamo già in pieno boom economico dovuto proprio alla svalutazione della lira a seguito della nostra uscita dal Sistema Monetario Europeo, cioè quella che fu la prova generale dell’euro che si dimostrò per noi devastante.

Ciampi come Governatore della Banca d’Italia polverizzò tutte le nostre riserve facendoci arrivare sull’orlo del baratro.  

E poi, il boom economico che avemmo proprio per essere usciti dallo Sme non procurò nessuna inflazione. 

Quindi quando Fassina parla di inflazione importata a causa della pesante svalutazione della lira dimostra di non conoscere nemmeno cosa accadde in quegli anni, anni d’oro per la nostra economia fino a quando Prodi non ci riportò in Europa con conseguenze disastrose.

Insomma pensare che uno di sinistra come Fassina possa parlare dell’autorevole guida del presidente Ciampi, significa che siamo proprio al capolinea.

Cari ascoltatori questo è stato anche Viceministro dell’economia nel Governo Letta, ho detto tutto.

Se non ha ancora capito che all’interno dell’euro non ci potrà essere per noi una ripresa economica che si possa definire tale, significa che non ha ancora capito nulla.

Ok cari ascoltatori, naturalmente non posso terminare questo video senza fare gli auguri a tutti voi di una serena Pasqua.

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