Giappone in recessione

Il Pil dell’Europa negli ultimi cinque trimestri è stato perlomeno asfittico, sentite quali variazioni ha avuto: quarto trimestre 2022.

Il Pil dell’Europa negli ultimi cinque trimestri è stato perlomeno asfittico, sentite quali variazioni ha avuto: quarto trimestre 2022: zero, primo trimestre 2023 +0,1%, secondo trimestre 2023 +0,1%, terzo trimestre 2023 -0,1% e quarto trimestre 2023 zero.

Insomma possiamo dire che da oltre un anno l’Europa non cresce, e vi assicuro che è un dato deprimente.

Come noto il risultato così sconfortante è dovuto in larga parte alla delusione della Germania che ha abbassato la media ed essendo la maggior economia del Vecchio Continente, ovviamente ha un grande peso.

La Germania, la quarta potenza mondiale, ma ecco la sorpresa, nonostante il dato deludente fatto registrare dalla Germania nel 2023, potremmo dire che, incredibilmente, anziché perdere posizioni nella classifica delle maggiori economie mondiali, guadagna una posizione, salendo quindi al terzo posto, come è possibile?

Evidentemente c’è una sola spiegazione, chi gli stava davanti è andato ancora peggio. Certo, stiamo parlando naturalmente del Giappone che ha chiuso il 2023 nel peggiore dei modi finendo in recessione tecnica.

Il Pil giapponese, su base trimestrale era sceso nel terzo trimestre di quasi un punto percentuale (-0,8% per la precisione), ebbene essendo sceso, seppur di poco (-0,1%) anche nel quarto trimestre, i due ribassi consecutivi portano inevitabilmente ad una recessione tecnica.

Su base annua ovviamente i risultati sono ancora più negativi, nel terzo trimestre il Pil aveva subito un vero tracollo (-3,3%), e nel quarto trimestre ha prevalso comunque il segno meno (-0,4%).

L’aspetto però forse più negativo è che dopo un tracollo come quello registrato nel terzo trimestre, gli economisti avevano previsto un buon rimbalzo nel quarto trimestre, il consensus infatti era per una crescita dell’1,4%, ed invece, come detto, la doccia fredda, -0,4%.

Ed attenzione perché se la deludente performance della Germania può avere come attenuante il repentino aumento dei tassi operato dalla Bce, il Giappone non può appellarsi ad una simile scusante visto che la Bank of Japan non ha variato il tasso di riferimento fermo al -0,1% dal 2016, quindi addirittura negativo.

Se con tassi negativi l’economia giapponese non solo non cresce, ma addirittura va in recessione, beh, il problema deve essere serio.

Cosa ha pesato sul dato risultato così negativo? In particolare i consumi interni scesi dello 0,2% su base trimestrale mentre le previsioni erano per un rialzo, ma soprattutto la delusione è arrivata dalle spese per i servizi.

Il dato così negativo ha portato l’attuale Governo a varare ulteriori misure di stimolo per l’economia, oltre al fatto che la Bank of Japan come detto ha continuato a mantenere una politica monetaria ultraespansiva.

Occorre sottolineare poi che il sorpasso della Germania nei confronti del Giappone non è stato dovuto solo al fatto che il Pil tedesco è sceso in misura minore rispetto a quello nipponico, a pesare è stato soprattutto l’aspetto valutario.

Per raffrontare e rendere omogenei i dati normalmente, infatti, i dati in valuta locale vengono tramutati in dollari attraverso il cambio ufficiale.

Per la precisione, il Pil del Giappone nel 2023 è risultato pari a 4,20 trilioni di dollari, mentre quello della Germania è risultato di 4,46 trilioni di dollari

Ed allora come noto lo Yen nell’ultimo anno è sceso molto sia nei confronti dell’euro che rispetto al dollaro statunitense arrivando a quota 150 rispetto alla banconota verde, insomma servono 150 yen per un dollaro.

Questo tracollo dello yen ha pesato quindi in maniera decisiva facendo sì che il Pil della Germania, tramutato in dollari risultasse superiore al Pil giapponese sempre tramutato in dollari.

Il risultato tuttavia ha stupito negativamente gli economisti che spesso avevano sottolineato come il mantenimento della politica monetaria ultraespansiva da parte della Bank of Japan avrebbe aiutato l’economia nipponica.

Certo, sarebbe stato veramente curioso conoscere cosa sarebbe accaduto all’economia giapponese qualora la Bank of Japan avesse aumentato i tassi come ha fatto la Banca Centrale europea.

I più che deludenti risultati delle economie, sia della Germania che del Giappone, tuttavia, non hanno frenato le rispettive Borse.

Il Dax di Francoforte, dopo aver guadagnato oltre il 20% nel 2023, continua a far segnare giornalmente nuovi record storici, l’indice di riferimento della Borsa tedesca ha recentemente superato addirittura quota 17.000 punti, un livello che soltanto pochi mesi fa poteva essere considerato … siderale.

Ed ha performato addirittura meglio la Borsa del Giappone, l’indice Nikkei nel 2023 ha infatti guadagnato il 28% facendo segnare la miglior performance degli ultimi 34 anni.

Insomma io insisto su questa anomalia fra l’andamento delle Borse e l’economia reale, che nella storia non ha precedenti così eclatanti.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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