Governo pressato dai poteri forti

Se il Financial Times pubblica un articolo nel quale mette in dubbio la strategia economica dell'esecutivo italiano e la sostenibilità a lungo termine del nostro debito pubblico, dobbiamo preoccuparci?

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Se il Financial Times pubblica un articolo nel quale mette in dubbio la strategia economica dell'esecutivo italiano e la sostenibilità a lungo termine del nostro debito pubblico, dobbiamo preoccuparci?

Direi di Sì!

E se successivamente anche Bloomberg ricalca quanto pubblicato dal Financial Time?

Certo due indizi se non fanno una prova poco ci manca …

e se poi a manifestare dubbi sulla sostenibilità a lungo termine del nostro debito pubblico si mettono pure la CNBC e l’Economist … beh, allora dubbi non ce ne sono!

L’Italia è attenzionata, uso questo termine edulcorato per non dire minacciata.

Cosa c’è dietro questo pressing? Alcuni dicono che non siano piaciute all’establishment alcune decisioni prese dal nostro Governo in campo economico, ed in particolare l’ormai celeberrima tassa sugli extra profitti delle Banche.

Ma anche l’intervento sulle tariffe aeree delle compagnie low cost ha creato malumori in certi ambienti.

Tuttavia io non sono dell’opinione che questi attacchi unanimi arrivati praticamente dai più importanti media di carattere economico/finanziario fossero una ritorsione per queste iniziative del Governo.

Chiaramente la questione delle tariffe aeree è stata solo un’iniziativa di carattere populista, nulla di più, ed anche la tassazione degli extra-profitti delle Banche è un’iniziativa che, rispetto a come era stata prospettata inizialmente ora si è molto annacquata.

Insomma dietro a quella serie di articoli a mio avviso c’è qualcosa di più serio, di più importante, ed è la trattativa in corso con l’Unione europea riguardante la riforma del Patto di Stabilità.

Indubbiamente l’Italia è il Paese più interessato a quella riforma, e sta cercando “alleati”, scontato l’appoggio sulle nostre posizioni da parte della Grecia, e dato per molto probabile anche quello di Spagna e Portogallo, ecco che diventa fondamentale anche avere dalla nostra parte la Francia, un Paese che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare problematiche di non poco conto.

Ed allora sembra proprio si stia profilando quella rottura all’interno dell’eurozona, una rottura per la verità che si è evidenziata fin dalla nascita della moneta unica, ossia Paesi del nord Europa contro Paesi mediterranei.

Con la sospensione del patto di stabilità dovuto al Covid, i debiti pubblici di tutti i Paesi si sono enormemente gonfiati ed ora occorre capire se, in qualche caso, come appunto in particolare per l’Italia, si possa parlare di debito fuori controllo.

Il rientro entro i parametri di Maastricht non si può neppure ipotizzare se non in tempi biblici (da 100 anni in su), quindi non resta che riformulare quei parametri, in particolare il rapporto massimo che si possa raggiungere per quanto riguarda il debito su Pil.

Portarlo quindi dall’attuale 60% al 100% e chiedere il rientro entro questa nuova percentuale in tempi congrui ossia 30/50 anni.

Questa potrebbe essere una proposta avanzata dall’Italia e sottoscritta da diversi altri Stati, fra i quali la Francia il cui debito pubblico ha superato per la prima volta il proprio Pil.

Una data estremamente importante sarà il 15 settembre, fra due settimane infatti si riuniranno i Ministri dell’economia e delle Finanze dell’Unione europea e lì ognuno metterà sul tavolo le proprie proposte, poi comincerà la contrattazione.

Ed allora tornando all’inizio i vari articoli usciti sul Financial Times & Co. sarebbero una presa di posizione da parte dell’establishment, anche se qualche nostro giornale li definisce “poteri forti”.

Ricordiamo anche che il nostro Governo si è tenuto in mano una carta che potrebbe mettere sul tavolo, ossia la ratifica del Mes.

Come sappiamo infatti il nostro Paese è l’unico a non aver ratificato la riforma del MES e potrebbe magari accettare di ratificare il Mes solo in cambio di una versione più attenuata del Patto di Stabilità.

Purtroppo le nostre casse pubbliche sono anche in grave difficoltà per la pesantissima eredità ricevuta dal Governo attuale, quella dello sciagurato 110% che peserà sulle casse pubbliche per parecchi anni.

Reddito di Cittadinanza, 110%, questo è ciò che accade quando in parlamento si mandano persone totalmente incompetenti come i parlamentari del Movimento 5 stelle.

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Foto di Alessandra Todde

Giancarlo Marcotti

01 mar 2024