L’introduzione del Green pass sta facendo più male che bene, ma del resto, lo si poteva immaginare.

Dopo il lungo dibattito tra governo e sindacati avvenuto poco tempo fa a discussione dell’obbligo della certificazione verde in luoghi affollati, ora al banco di prova siedono le mense aziendali.

La questione viene affrontata con toni accesi, soprattutto da parte della CGIL.

Vediamo quali sono i motivi della discordia.

Governo e Green pass: obbligo nelle mense aziendali?

Il chiarimento del governo in materia di Green pass obbligatorio nelle mense aziendali, arriva dopo la circolare del capo segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Nel testo, viene ribadito l’obbligo di esibizione della certificazione verde per le mense militari e forze dell’ordine.

Anche nel regolamento del Vaticano vengono stabilite delle linee guida ferree, uguali per tutti i componenti della Santa Sede.

La questione diventa, quindi, ancor più seria e pesante di quanto non lo fosse già, e solleva disaccordi e tensione non solo fra i cittadini.

Anche il segretario della CGIL, Maurizio Landini, che sin da quando si discuteva del Green pass al lavoro aveva espresso una posizione centrale, ora si dice perplesso.

Favorevole all’obbligo generale del Green pass, decisamente meno per quanto concerne l’idea di introdurlo solo per le mense o comunque, usarlo per discriminare i lavoratori che scelgono di non vaccinarsi.

In un’intervista rilasciata a tg24.sky.it afferma:

“ Fabbriche e uffici sono stati messi in sicurezza, è inaccettabile punire chi non ha il certificato. Le mense aziendali non possono essere equiparate ai ristoranti”

Il problema sta proprio nelle ultime righe, rappresentato da un paradosso che, spiega ilpost.it:

“ si creerebbe nel lavoro quotidiano delle aziende, dove persone vaccinate e non vaccinate potrebbero lavorare assieme negli stessi spazi e poi doversi dividere al momento della pausa per andare in mensa”

Il rischio che ne risulterebbe è l’aumento di tensioni inutili che non farebbero altro che incrementare le divisioni ed allontanare la tanto agognata immunità di gregge.

È giusto pensare di promuovere l’utilità del vaccino e tutto quello che gli va dietro, ma occorre essere sicuri delle proprie decisioni.

Ciò che vuole dire Landini, in realtà fa parte di un ragionamento che ha una certa logica....

Non si dice contrario al vaccino obbligatorio, se proposto in una legge ufficiale del Parlamento.

Si dice contrario a perseguire l’obiettivo di tutelare la salute pubblica, l’interessa e la sicurezza della collettività utilizzando un metodo sanzionato e punitivo.

L'articolo di Francesca Ciani per trend-online spiega che cos'è cambiato dallìapprovazione del Green pass.

Governo e Green Pass: chi ha la responsabilità dei controlli?

Un altro problema collegato all’obbligo del Green pass nelle mense aziendali riguarda chi sia tenuto ad effettuare i controlli.

Lungi dal fatto che la certificazione verde rappresenti ancora una spina nel fianco per il Garante della privacy (in questo mio articolo spiego il perché), ancora non è chiaro quali siano le figure adibite al controllo del Green pass.

Secondo il governo, i gestori delle mense devono verificare l’idoneità del “cliente” secondo le modalità indicate dal Decreto n°17/2021.  

Secondo le associazioni di categoria, invece, questo tipo di compito non spetta ai gestori delle mense essendo semplici operatori che svolgono un servizio per conto di terzi.

Le mense sono una realtà diversa dai ristoranti.

Carlo Scarsciotti, presidente Oricon si espone, come riportato da adnkronos.com:

“ la decisione del governo rischia di scaricare sulle aziende della ristorazione una responsabilità troppo grande e frutto di una diatriba che non ci riguarda [..] non è inoltre responsabilità e diritto delle aziende della ristorazione collettiva decidere chi può accedere o meno al servizio mensa”

Inoltre, specifica quanto le mense collettive siano state accomodanti sin dalla prima ondata della pandemia, garantendo il servizio in pieno rispetto delle disposizioni di sicurezza anti contagio.

Urge un chiarimento repentino e terminare presto questo gioco dei sì e dei no, al governo!!

Nel frattempo, il video di Fanpage.it vi mostra cosa rischiano clienti ed esercenti se non esibiscono il Green pass:

Governo e Green pass: Sgarbi difende la scuola!

Per quanto riguarda il Green pass obbligatorio a scuola, il fronte dell’opposizione è capeggiato da Vittorio Sgarbi.

L’attacco alle decisioni del governo viene mosso da una sua semplice considerazione, riportata da orizzontescuola.it:

“i professori rischiano di perdere il lavoro e dovrebbero fare ogni 48 ore tamponi molecolari e spendere 3.500 euro a proprie spese per dimostrare di essere sani [..] i docenti vengono costretti a pagare senza essere pagati abbastanza: è un atto di violenza, autoritario, repressivo, che non rispetta la libertà di opinione." 

Sgarbi ne avrà pur dette di cose... ma sulla violazione della libertà di opinione, stavolta ci ha proprio azzeccato!!

Non trovate anche voi?