Situazione? Sempre peggio! Sentire quel che si sta prospettando fa inorridire. Cosa vogliono fare al mondo, cosa stanno facendo al mondo? E perché? E come faremo a salvarci?

Sono domande che ci angosciano. 

Se tuttavia nessuno di noi, un anno fa, avrebbe mai pensato che si potesse arrivare a simili nefandezze, oggi abbiamo la consapevolezza che non si fermeranno davanti a nulla.

Provo orrore nel pensare che si stiano predisponendo per vaccinare addirittura i bambini, addirittura i neonati. Provo orrore per i genitori che permetteranno questo ai loro figli.

E’ stato predisposto su scala mondiale un programma letteralmente diabolico che aveva come atto preliminare l’estromissione di Donald Trump dalla Casa Bianca, ed abbiamo visto tutti la commedia, anzi la farsa delle elezioni statunitensi.

Raggiunto l’atto preliminare nella maniera più abbietta, tutto il resto ne è venuto come conseguenza, un passo dopo l’altro, nella maniera più subdola possibile.

Seguendo esattamente il copione, l’ho ripetuto mille volte, ma è proprio così, seguendo esattamente il copione dicevo del romanzo di Buzzati “Sette piani”. Una china continua, un piano dopo l’altro, ed ad ogni discesa una scusa, una giustificazione banale e non allarmante, e soprattutto la promessa, naturalmente mai mantenuta, che non si sarebbe mai più scesi al piano inferiore.

Finché, invece, ci si trova al primo piano, e si acquisisce solo allora la consapevolezza che la situazione non è soltanto disperata, ma ancor peggio … è irrecuperabile. 

Oggi al Global Health Summit, ossia alla Conferenza Mondiale sulla Salute, abbiamo solo avuto la conferma di tutto ciò, le parole del nostro premier Mario Draghi e della presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen, sono state inequivocabili.

Certo non mi ero illuso che potessero dire qualcosa di diverso, ma ascoltare quelle parole, soprattutto con quella naturalezza con la quale sono state pronunciate, mi ha procurato un senso di frustrazione che raramente ho provato.

D’altronde Draghi era stato chiaro fin dallo scorso 18 agosto quando pronunciò il suo discorso al Meeting di Rimini, praticamente il primo discorso di investitura dell’incarico che ufficialmente ha poi avuto lo scorso 13 febbraio.

Il passaggio più rilevante di quel discorso, a mio avviso una frase fondamentale, basilare, e che, permettetemelo, io colsi immediatamente in tutta la sua gravità, fu:

Dobbiamo accettare l’inevitabilità del cambiamento con realismo

Cogliete anche voi la drammaticità di una simile frase? Draghi in quel momento si sta rivolgendo a tutta la popolazione, ma in particolare ai giovani, e cosa dice loro? 

Dobbiamo accettare l’inevitabilità del cambiamento con realismo 

Un invito a non lottare, un invito ad arrendersi perché qualora avessero provato a ribellarsi oltre a venir irrimediabilmente sconfitti, ne avrebbero patite le conseguenze.

Di fatto Draghi ammoniva i giovani che il nemico era talmente forte, che non valeva la pena opporsi, sarebbe risultato quindi più saggio arrendersi, anzi non combattere neppure e sperare così in una maggior magnanimità. 

Un segnale deleterio, soprattutto perché indirizzato ai giovani, che incarnano il cambiamento, il futuro, il progresso.

Oggi, quindi Draghi non ha fatto altro che ribadire questo concetto, supportato oltretutto dai fatti accaduti negli ultimi mesi in tutto il globo.

Quando conosceremo la verità? Naturalmente non lo sappiamo, molto probabilmente non in tempi brevi, purtroppo.

Se però mi chiedete di sbilanciarmi e di esternare il mio pensiero su chi ci sia dietro a questo progetto che, ripeto, non esito a definire diabolico allora …

… allora vi dico che a mio parere ciò che è accaduto nel mondo nell’ultimo anno e ciò che sta tutt’ora accadendo non possa essere una creazione soltanto di quella che normalmente ormai viene chiamata Big Pharma, certo, Big Pharma ci ha messo del suo, ma è solo uno degli attori e non penso neppure il principale.

Dietro c’è qualcosa di più, una commistione di poteri che probabilmente ha ritenuto che la situazione che si è venuta a creare dopo la crisi finanziaria del 2008, fosse senza uscita, e quindi occorreva procedere ad un azzeramento a livello planetario.

Un azzeramento che tuttavia porterà ad un tale sconvolgimento dal farci dubitare che ciò che ne risulterà potrà ancora essere chiamata umanità.