Ci siamo, tra qualche giorno in Italia sarà introdotto l'obbligo del Green Pass in tutti i luoghi di lavoro. Questa legge ha creato numerose proteste, vista da tanti lavoratori come una forma di dittatura e lesione alla libertà personale. Invece il Governo ha puntato tutto sulla sicurezza.

Tutti i lavoratori, sia dipendenti che privati, dal prossimo 15 ottobre dovranno esibire il Green Pass per entrare a lavoro. Tutti dovranno essere vaccinati, tranne ovviamente casalinghe, pensionati, disoccupati ed esentati dal vaccino per motivi di salute, ma le polemiche non si placano. Incostituzionale? Per coloro che non hanno intenzione di vaccinarsi e di presentare la certificazione verde sì.

Negli ultimi giorni, tra l'altro, sta girando in rete la bufala secondo la quale il Green Pass verrà abolito a partire dal 20 ottobre. Una fake news, come si chiamano oggi, diffusasi a seguito di diverse intercettazioni telefoniche. Ma è tutto campato in aria, il Green Pass sul lavoro resta in vigore e ciò ha spronato tanti cittadini a ricorrere al vaccino.

I vaccinati in Italia hanno raggiunto la percentuale dell'80%, la soglia prefissata dal Governo per far ripartire il Paese in sicurezza. Prendendo spunto dagli articoli forniti dai siti del Corriere della Sera, QuiFinanza.it e Bufale.net vediamo la situazione per quanto riguarda l'obbligo del Green Pass sul lavoro e il perché della bufala che circola in rete negli ultimi giorni.

Green Pass. Dal 15 ottobre obbligatorio sul lavoro

L'unica soluzione per lasciarsi definitivamente la pandemia alle spalle è il vaccino. Questa è una delle dichiarazioni del Governo in merito alla normativa che prevede l'introduzione del Green pass obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro, sia per lavoratori dipendenti che autonomi. Secondo il Corriere della Sera, tale riforma verrà attuata proprio per incrementare le vaccinazioni.

Nell'ultimo mese, proprio a seguito delle nuove imposizioni, la percentuale di vaccinati ha visto un'impennata. Ad oggi la soglia dell'80% è stata sfiorata, un eccezionale risultato prefissato dal Governo stesso qualche mese fa e che fino all'estate appena trascorsa sembrava irraggiungibile.

All'appello mancavano più di 10 milioni di lavoratori senza vaccino, perlopiù cittadini di età compresa tra i 40 e i 60 anni, in perenne protesta contro l'obbligo vaccinale. Nel mese di settembre, invece, spaventati dalle ripercussioni sul lavoro, molti di questi hanno deciso di sottoporsi a vaccino, in modo tale da poter ottenere la famosa certificazione verde.

In Italia abbiamo raggiunto quasi i 50 milioni di individui vaccinati, un risultato molto positivo che fa ben sperare per la ripresa di tutto il Paese e per la messa in sicurezza di ogni cittadino. Certo, c'è sempre quella frangia di cittadini no vax decisa a combattere contro la legge, costretta però a sottoporsi a tamponi regolari pur di lavorare, pena forti sanzioni disciplinari e ripercussioni sulla carriera.

Le sanzioni per chi non possiede il Green Pass sul lavoro

Sono scaturite numerose polemiche tra Governo e sindacati e alla fine si è giunto a un accordo. I sindacati hanno ottenuto che il mancato Green pass non fosse fonte di licenziamento per il lavoratore, anche se le sanzioni previste saranno davvero pesanti. Niente licenziamento, dunque, ma gravi ripercussioni sul lavoro, come indica la testata QuiFinanza.it.

"In Italia abbiamo raggiunto quasi i 50 milioni di individui vaccinati, un risultato molto positivo che fa ben sperare per la ripresa di tutto il Paese e per la messa in sicurezza di ogni cittadino. Certo, c'è sempre quella frangia di cittadini no vax decisa a combattere contro la legge, costretta però a sottoporsi a tamponi regolari pur di lavorare, pena forti sanzioni disciplinari e ripercussioni sulla carriera."

Per molti politici il Green Pass obbligatorio è una scelta scellerata del Governo, una specie di forma di dittatura, ma Draghi e il Ministero della Salute sono decisi a mettere in sicurezza una volta per tutte la Nazione, rendo sicuri i posti di lavoro e contrastando la diffusione del virus. Per ottenere ciò, Draghi ha utilizzato il pugno di ferro, riuscendo nell'intento di raggiungere l'80% dei vaccinati.

A lavoro senza Green Pass ma con il tampone

La regola vuole che senza Green Pass sia possibile accedere sul luogo di lavoro facendo il tampone. Un'alternativa sicura ma piuttosto scomoda, perché il test del tampone ha durata di 48 ore, ciò significa che per andare a lavoro si dovrebbe fare un tampone ogni due giorni, tre volte la settimana. Un opzione semplicemente folle, scomoda e soprattutto dispendiosa, visto che i tamponi non vengono forniti gratuitamente.

Proprio per quanto riguarda i costi del tampone sono scaturite altre polemiche, dato che il prezzo di ognuno di questi varia dai 20 ai 30 euro, una spesa intollerabile per il singolo lavoratore. Ai politici invece, ed è lo scandalo degli ultimi giorni, questi tamponi vengono forniti gratuitamente per accedere in Senato. Un ulteriore privilegio tra tanti altri privilegi, quando il povero cittadino è costretto a pagare, come al solito.

Mario Draghi ha escluso la distribuzione di tamponi gratuiti per non frenare l'impennata di vaccini, puntando tutto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. A questo punto, dal 15 ottobre i lavoratori del privato e del pubblico dovranno fare come i lavoratori scolastici e vaccinarsi obbligatoriamente per fornire il Green Pass. Nelle scuole tutto ciò è già in atto dai primi di settembre.

Tra l'altro, va ricordato che all'entrate dei luoghi di lavoro saranno effettuati scrupolosi controlli per verificare la validità della certificazione verde. Coloro che trasgrediranno o cercheranno di truffare saranno sanzionati, rischiando perfino la denuncia per falso. Nel caso in cui non si arrivi alla denuncia per frode, atto gravissimo, il lavoratore non potrà essere comunque licenziato, ma dovrà pagare con pesanti sanzioni.

Le sanzioni previste in caso di mancato Green Pass

Nel caso in cui il lavoratore si rechi a lavoro senza il risultato del tampone e sprovvisto di Green Pass, le sanzioni previste sono davvero pesanti. Per prima cosa il lavoratore sarà rimandato a casa e considerato assente ingiustificato, inoltre potrà essere multato con multe che vanno dai 400 ai 1000 euro. Se invece il documento verde presentato dovesse risultare falsificato scatterebbe la denuncia per frode.

Come chiarisce il Corriere della Sera, il Governo ci va giù pesante. Il lavoratore, a questo punto, è di fatto obbligato a vaccinarsi in modo tale da ottenere il Green Pass, altrimenti rischia la sospensione dal lavoro, con tutte le ripercussioni del caso e senza percepire lo stipendio.

Una misura severa che dal 15 ottobre entrerà in vigore. Non ci saranno sconti per nessuno. I no vax sono decisi a dichiarare guerra al Governo, ma ormai sono sempre meno, schiacciati dalle regole imposte. Dopotutto si tratta di una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero, si tratta di mettere in sicurezza tutti quanti, anche se ogni Paese ha agito in maniera diversa.

In ogni caso, è prevista una riduzione sui costi dei tamponi, probabilmente a partire dal 15 ottobre prossimo il costo del singolo tampone scenderà di qualche euro, assestandosi attorno ai 15 euro per unità. Per il lavoratore ancora deciso a non vaccinarsi c'è solo questa alternativa: 15 euro circa ogni due giorni, per un totale settimanale di circa 45 euro per recarsi a lavoro. Ne vale la spesa?

Le persone considerate fragili, con problemi fisici accertati, oppure per i lavoratori in attesa di vaccinazione, il tampone gratuito è ancora disponibile. Si tratta di una specie di finestra per ingannare il tempo di attesa per l'ottenimento del Green Pass.

Obbligo del Green pass solo in Italia

Come afferma la testata QuiFinanza.it, l'Italia è il primo Paese europeo a introdurre l'obbligo del Green Pass nei luoghi di lavoro. Un misura efficace nel contrasto al virus da Covid19. Altri Paesi invece hanno adottato misure differenti, forse meno incisive, e per questo tanti hanno protestato contro il Governo italiano.

"L'unica soluzione per lasciarsi definitivamente la pandemia alle spalle è il vaccino. Questa è una delle dichiarazioni del Governo in merito alla normativa che prevede l'introduzione del Green pass obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro, sia per lavoratori dipendenti che autonomi. "

Dal 15 ottobre il Green Pass sarà realtà obbligatoria in tutti gli uffici, nelle scuole e nelle fabbriche. Tuttavia, i lavoratori sprovvisti di certificazione oramai sono sempre meno, costretti alla vaccinazione per poter lavorare serenamente, senza incorrere in aspre sanzioni.

Secondo le stime del Governo e del Ministero della Salute, entro novembre quasi tutta l'Italia sarà immunizzata. La corsa al vaccino ha accelerato improvvisamente nelle ultime settimane, andando a coprire quasi tutte le fasce di età. Se non si raggiungerà l'obiettivo prefissato, a fine anno ci potranno essere nuove restrizioni, scongiurate un po' da tutti quanti.

I controlli sui luoghi di lavoro

Dal 15 ottobre ogni ufficio, istituto o fabbrica, dovrà organizzarsi per inserire la figura del controllore in entrate. Una figura addetta al controllo del Green Pass, sia digitale che cartaceo, o del test del tampone, e garantire così la sicurezza nei posti di lavoro.

In caso di trasgressione, il lavoratore sarà sanzionato con multe che vanno dai 400 ai 1000 euro e una sospensione dalla propria mansione. Sarà considerato assente ingiustificato e gli verrà decurtato lo stipendio. Non è previsto il licenziamento, come già accennato.

Se il lavoratore sanzionato, dopo il pagamento della multa, deciderà di vaccinarsi, sarà automaticamente riammesso a lavoro e dunque riabilitato. Molte società stanno stabilendo proprio in questi giorni gli addetti alla sicurezza, come già succede nelle scuole, dove bidelli hanno ottenuto ormai anche la mansione di controllori. A nominare i controllori saranno i direttori, i capireparto o delegati.

Gli esentati dal Green Pass

Ci sono alcuni lavoratori considerati esentati dall'obbligo del Green Pass, si tratta di tutti quei lavoratori considerati fragili, che presentino gravi patologie o problemi legati al vaccino. Per questi non è obbligatoria la certificazione verde, ma per accedere sul posto di lavoro dovranno presentare le dovute attestazioni, o in alternativa il test del tampone gratuito.

"In caso di trasgressione, il lavoratore sarà sanzionato con multe che vanno dai 400 ai 1000 euro e una sospensione dalla propria mansione. Sarà considerato assente ingiustificato e gli verrà decurtato lo stipendio. Non è previsto il licenziamento, come già accennato."

Tra gli esentati dall'obbligo di Green Pass troviamo:

  • gli allergici ai componenti del vaccino
  • le donne in stato di gravidanza
  • coloro che sono affetti dalla sindrome di Guillan-Barrè
  • coloro ai quali è stata diagnosticata la miocardite o pericardite
  • i volontari del vaccino sperimentale ReiThera
  • i cittadini provenienti da San Marino, che hanno adottato diverse misure di sicurezza rispetto all'Italia

Ovviamente, vale la pena ribadirlo, l'obbligo del Green Pass non esclude tutte le misure di sicurezza adottate fino ad ora, come l'utilizzo delle mascherine nei luoghi al chiuso o in quelli affollati, la pulizia continua delle mani tramite igienizzante, il controllo della temperatura e il distanziamento sociale. Tante società e fabbriche, ad esempio, proprio per evitare assembramenti, hanno suddiviso il lavoro e i pasti in turni, come avviene nelle scuole.

Proteste e bufale in rete

Il Movimento 5 Stelle, secondo il sito QuiFinanza.it, chiede di abolire il Green Pass per tutti gli studenti non vaccinati che vogliano accedere alle sale studio, mentre la Lega parla di cure domiciliari per gli studenti tramite medici di famiglia. Sono mozioni ritenute inaccettabili dal Governo, che non fanno altro che rallentare la ripresa e contrastare la sicurezza sanitaria.

Tra le varie proteste che abbiamo visto fin qui: quelle dei no vax, i tamponi gratuiti per i politici, le misure adottate dall'Italia rispetto all'estero, ci dobbiamo sorbire anche le numerose bufale che circolano in rete. In questi giorni la bufala più eclatante è quella relativa all'abolizione del Green Pass a partire dal 20 ottobre.

"Negli ultimi giorni, tra l'altro, sta girando in rete la bufala secondo la quale il Green Pass verrà abolito a partire dal 20 ottobre. Una fake news, come si chiamano oggi, diffusasi a seguito di diverse intercettazioni telefoniche da parte di alcuni politici. Ma è tutto campato in aria, il Green Pass sul lavoro resta in vigore e ciò ha spronato tanti cittadini a ricorrere al vaccino."

Tutto ciò nasce da un messaggio vocale tramite WhatsApp inviato da un politico, la cui identità è rimasta celata, nel quale si asseriva dell'abolizione della certificazione verde a seguito dell'introduzione di nuove e alternative terapie di contrasto al virus. A tal riguardo, il sito web Bufale.net fornisce un articolo chiarificatore.

Abolizione del Green Pass? La bufala è servita

Sta girando parecchio in rete, la fake news del momento: abolizione del Green Pass dal 20 ottobre prossimo. Una presa in giro che tanti cittadini ha condiviso sui propri profili social e che ha creato grande scalpore. Per alcuni giorni è stata presa per vera, adesso fortunatamente tutto è stato smentito, come chiarito dal sito Bufale.net.

Le nuove terapie di contrasto al virus sono atto da tempo, ma nessuno ne ha ancora rivelato la metodologia, perciò parlare dell'introduzione di alternative al Green Pass dalla fine mese non ha senso alcuno. Si tratta di una balla fatta e finita. Perciò fate attenzione, l'obbligo della certificazione resta fissato al 15 ottobre e avrà termine il 31 dicembre 2021, salvo eventuali proroghe. Chi non dovesse rispettare le regole sarà sanzionato.

La bufala del ritiro del Green Pass risale a luglio, ma ha avuto grande eco soltanto nelle ultime settimane, quando la redazione di Facta ha ricevuto un messaggio vocale tramite WhatsApp inviato da una persona spacciatasi per segretario nazionale di un partito. Il losco personaggio ha indicato la data del 20 ottobre come termine dell'obbligo del Green Pass perché in quel giorno ci sarà la scadenza dei primi vaccini importati in Italia.

In realtà, nuove terapie di contrasto al virus esistono, anche se ancora non sono state diffuse e sono ancora sotto studio. Si tratta di terapie a base di anticorpi monoclonali e pare che abbiano effetti positivi, ma ancora tutto è provvisorio e non abbiamo in mano nulla di concreto. Al momento, l'unica risorsa effettiva per contrastare la circolazione del virus Covid è il vaccino.