Diverse le proteste che sono nate in tutta Italia dopo l'annuncio di Mario Draghi, presidente del Governo italiano, che dal 6 agosto, per poter accedere a servizi e luoghi, servirà il Green Pass. Ma la protesta passa anche dall'opposizione politica di Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, con una netta posizione sul vaccino, facendo riferimento alla sua scelta sulla figlia.

La democrazia di un paese non passa esclusivamente da libere scelte. La democrazia di un paese passa anche dall'equilibrio che le singole libertà siano rispettate, facendo prevalere il bene comune, ossia l'interesse di tutta la comunità. E qui di interessi ce ne sono tanti. Tutela della salute, tutela dei più fragili, tutela dei lavoratori, tutela dell'economia. 

Green Pass: cosa è 

La certificazione verde o green pass è un documento attestante che la condizione di salute del soggetto titolare del pass, rispetto all'infezione da Covid-19, sono tali da consentire di poter accedere a determinati luoghi chiusi oppure di partecipare ad eventi. 

Il green pass può essere rilasciato in tre differenti situazioni, tra di loro alternative.

La prima situazione è quella della vaccinazione anti-Covid. Si può avere il green pass anche con una sola dose di vaccino, anche se questa certificazione è rilasciato dopo 14 giorni dalla dose di vaccino. In caso di ciclo vaccinale completo, il green pass è rilasciato anche dopo aver fatto il richiamo direttamente presso uno dei punti di stampa presenti negli hub vaccinali, oppure richiedendolo in farmacia o presso il proprio medico di medicina generale (medico di famiglia) o pediatra. Chi possiede il fascicolo sanitario elettronico potrà scaricare la certificazione di avvenuta vaccinazione.

In ogni caso, il soggetto che ha ricevuto uno o due dosi dei vaccini anti-covid 19 ammessi in Italia, riceve un messaggio via sms o email (le stesse rilasciate in fase di prenotazione del vaccino) che lo avvisa della disponibilità del green pass, scaricabile anche dall'app Immuni o dall'appIO (se si è registrati) oppure dalla piattaforma messa a disposizione dal Ministero della salute.

Le stesse modalità di ottenimento del green pass (sia digitale che cartaceo) sono percorribili da chi ha fatto un test nelle 48 ore prima ed è risultato negativo oppure risulta essere guarito dal Covid. Infatti le altre due situazioni in cui si ottiene la certificazione verde sono proprio quelle appena descritte.

Green Pass: a cosa serve

Il green pass è richiesto in Italia per partecipare alle feste per cerimonie civili e religiose, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in "zona rossa" o "zona arancione". Con il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri, dal 6 agosto servirà, inoltre, per accedere a qualsiasi tipo di servizio di ristorazione al tavolo al chiuso, spettacoli, eventi e competizioni sportive, musei, istituti e luoghi di cultura, piscine, palestre, centri benessere, fiere, sagre, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali e ricreativi, sale da gioco e casinò, concorsi pubblici.

Inoltre dal 1 luglio la Certificazione verde COVID-19 è valida come EU digital COVID certificate e rende più semplice viaggiare da e per tutti i Paesi dell'Unione europea e dell’area Schengen.

Green pass: cartaceo o digitale

La certificazione verde può essere scaricata sia in formato digitale come QR code da salvare sul proprio smartphone ed esibirla a richiesta, oppure può essere stampata come "passaporto vaccinale". Il green pass non è un documento per viaggiare ma facilita lo spostamento sia internamente all'Italia (in caso di colori diversi tra regioni) sia in Europa in area Schengen.

Per scaricare il green pass digitale si può accedere al sito https://www.dgc.gov.it/web/ottenere.html con le credenziali SPID oppure con la tessera sanitaria e il codice univoco ricevuto via sms. Chi utilizza la tessera sanitaria, dovrà inserire le ultime otto cifre del numero identificativo, la data di scadenza della tessera, ed il codice univoco ricevuto (rilevabile sul documento del test molecolare o test rapido, dal certificato di guarigione o dal sms in caso di vaccinazione). Per chi non è in possesso di tessera sanitaria si deve inserire il numero del documento esibito in fase di vaccinazione, tampone o di emissione del certificato di guarigione.

Chi invece aveva precedentemente scaricato l'app Immuni (per il tracciamento dei contagi) oppure l'app IO (ad esempio per il bonus vacanze o il cashback), può rintracciare il green pass direttamente in queste app che consentono di poter salvare sul proprio smartphone il QR code da esibire nelle circostanze richieste. 

Green Pass: la scelta di Draghi, contestata

Durante la conferenza stampa tenuta in occasione della presentazione del decreto legge che introduce l'obbligo del green pass dal 6 agosto, per poter accedere a determinati luoghi e partecipare ad eventi, oltre che poter giocare in squadre sportive, il premier Mario Draghi ha dato una risposta a chi fino a quel momento non aveva mostrato molta sensibilità sulla vaccinazione. La risposta, inequivocabilmente era indirizzata al leader della Lega, Matteo Salvini, che fino a quel momento aveva spinto per non introdurre il green pass e soprattutto aveva invocato alla libertà di vaccinazione o meno da parte dei giovani. 

L'appello a non vaccinarsi è l'appello a morire, non ti vaccini ti ammali e muori, o a far morire, non ti vaccini, contagi e fai morire. E' anche un appello a richiudere tutto.

Parole molte più forti del famoso "whatever it takes". 

La reazione a queste parole è stata immediata, sia in positivo che in negativo. Si è assistito ad un balzo di richieste di vaccinazioni, da un lato, e dall'altro si annunciano tramite tam tam sui sociale diverse proteste a difesa della libertà personale. 

La questione è molto delicata dal punto di vista etico. E come in un sano paese democratico, ognuno è libero di esprimere la propria opinione a tal riguardo. Ma cerchiamo di identificare in modo oggettivo quali sono gli aspetti anche costituzionali di una scelta simile.

Green pass: una scelta per non morire

Le parole di Mario Draghi sono state pesate e basate su dati oggettivi. 

L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore.

Sono parole molto forti che hanno fatto sobbalzare la leader di Fratelli d'Italia

La cosa più inquietante della conferenza stampa di Draghi, sono le parole di terrore che ha scelto nel rivolgersi agli italiani. I numeri sembrano non contare più: nonostante i dati delle terapie intensive siano ampiamente sotto controllo, il Green Pass è diventato il nuovo 'mantra' da imporre. Il resto non conta.

L'art. 32 della Costituzione italiana è eloquente

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

La vaccinazione di massa, tra l'altro libera e non imposta, al momento, è un diritto che la Repubblica italiana sta concedendo a tutti gli italiani, sopra i 12 anni di età, per tutelare la loro salute ma anche nell'interesse collettivo. Ed è proprio in questo interesse collettivo che devono essere lette le parole di Mario Draghi, anche quando sostiene che

il green pass non è arbitrio ma una condizione per non chiudere le attività produttive

Green pass: libertà di scelta

Fino ad ora non c'è imposizione di legge nell'eseguire il trattamento sanitario vaccinale. Dunque per ora, il Governo non sta ancora utilizzando a pieno l'art.32. Ma forse non ce ne sarà bisogno, se tutti gli italiani, considerando la salute non come bene privato e personale ma collettivo, decidessero di vaccinarsi. E su questo aspetto non c'è alcun obbligo. Il green pass non è un elemento per obbligare al vaccino, ma un elemento indispensabile per condurre un'estate già serena, e soprattutto per non chiudere. Ma non è dello stesso avviso il leader del Movimento Io Apro, Umberto Carriera, che ha incontrato informalmente, dinanzi ad un caffè, a Pesaro Matteo Salvini. Questo movimento è contrario al green pass in quanto considerata una imposizione per prendere parte alla vita sociale.

Ma il green pass non deve creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. La questione è se sfruttare le vaccinazioni per andare al ristorante in sicurezza, oppure partecipare ad un convegno senza preoccuparsi di trovarsi di fronte un potenziale soggetto che potrebbe ammalarsi di Covid-19 e quindi far ammalare gli altri. La vaccinazione non esclude la possibilità di ammalarsi ma limita notevolmente l'ospedalizzazione e i casi più gravi. Il punto però è perchè chi è vaccinato deve correre il rischio di ammalarsi di Covid? Dall'altro lato però c'è l'aspetto della partecipazione alla vita sociale. Perchè se non vaccinato e senza green pass non si può andare al cinema? 

Green pass: tra bene comune e inviolabilità della libertà

Ancora una volta quello che deve prevalere è il bene comune e  collettivo, anche se l'art.3 della Costituzione riconosce il ruolo della Repubblica per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Tuttavia, nei casi previsti dalla legge e per atto motivato dall'autorità giudiziaria, la libertà persona può essere limitata (art. 13 della Costituzione). La stessa circolazione sul territorio italiano può essere limitata per esigenze di carattere sanitario e/o di sicurezza (art. 16 della Costituzione).

La scelta del Governo è stata quella di far prevalere il bene comune, adottando i principi della Carta costituzionale. Quindi, se i nostri padri costituenti, avevano previsto questa possibilità, che tra l'altro è temporanea e dettata da emergenze sanitarie, le proteste, sempre tutelate dalla Costituzione, devono essere argomentate. Il no al Green Pass perchè limita le libertà non è una condizione sufficiente per dire che la posizione del Governo è sbagliata. Tra l'altro se l'interesse economico e personale è anteposto quello della salute di tutti, c'è un problema di etica. Perchè, se e quando ci sarà ancora una maggior recrudescenza del virus, le chiusure saranno inevitabili, i ragazzi dovranno ancora soffrire la DAD, e l'economia anzichè riprendersi, seppur gradualmente, andrà a picco. E' una semplice valutazione di trade-off, che il premier Mario Draghi ha pesato in modo oggettivo.

Green Pass: cosa succede dal 6 agosto

L'entrata in vigore del green pass sarà posticipata di due settimane, dalla data del decreto legge, affinché sia dato il tempo necessario di uniformarsi alle regole, con tamponi a costo calmierato per le famiglie e per chi non può vaccinarsi. Dal 5 agosto il certificato verde servirà per accedere ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti. Non sarà invece necessario per consumare al bancone, anche se al chiuso. Il green pass sarà valido per chi abbia avuto almeno una dose di vaccino, abbia fatto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o sia guarito dal Covid nei sei mesi precedenti. Per chi sarà in possesso del green pass sarà ridotta la quarantena. Non sarà consentito alcun accesso, neanche per i possessori di green pass, alle discoteche. 

Obbligo di green pass per cinema e teatri, ma aumenta il numero di spettatori ammessi ad assistervi, sia al chiuso che all'aperto. In zona gialla si entrerà a cinema e teatro con Green pass, mascherina e distanziamento, ma gli spettatori potranno salire all'aperto dagli attuali 1000 fino a un massimo di 2.500 e al chiuso da 500 a 1.000. Mentre in zona bianca, dove ora sono fissati limiti di capienza, viene fissato un tetto all'aperto di 5.000 persone e al chiuso di 2.500 persone.