Pensavamo di potergli sfuggire e invece ecco che il Governo torna a infilare il dito nella piaga.

Il green pass torna ad essere obbligatorio, molto più di prima e si rifà anche sulle autorità amministrative indipendenti.

Dal 15 ottobre 2021 diventerà obbligatorio per tutti i dipendenti pubblici e privati, senza eccezioni.

Per chi continuerà a non sottoporsi a vaccinazione anti-Covid19 e quindi a non presentarlo, incorrerà nella sospensione immediata dal luogo di lavoro.

Per chi si inventerà di falsificarlo, rischierà sanzioni davvero pesanti... che cosa succederà dal mese prossimo?

Green pass, un obbligo per salvare l'italia:

La notizia giunge ai telegiornali dopo l’approvazione all’unanimità del decreto legge del Consiglio dei Ministri: dal 15 ottobre green pass obbligatorio su tutti i luoghi di lavoro.

A stabilire questa regola che varrà per tutti i tipi di dipendenti e per tutti i luoghi di lavoro ( fabbriche, uffici, studi professionali) è il nuovo regolamento in materia di prevenzione e sicurezza.

L’obiettivo è quello di accelerare il processo di vaccinazione in modo tale da evitare una risalita dei contagi, soprattutto ora che arriva l’inverno e i cittadini si rifugieranno nei luoghi chiusi.

Tale provvedimento mira ad aprire il paese, a dare una possibilità di riuscita all’Italia e ai suoi cittadini che hanno perso tanto e continuano a rischiare la propria salute.

Lo stesso Mario Draghi si dice molto propositivo poiché si tratta di una strategia universale in grado di toccare tutti gli ambiti del mondo del lavoro, un insieme che abbraccia ben 23 milioni di lavoratori ( tra dipendenti ed autonomi).  

Sebbene quasi tutto il capitale umano sia stato vaccinato e la percentuale raggiunta sia incoraggiante, il governo intende aumentare la velocità delle vaccinazioni anche se questa operazione si identifica come una vera e popria impresa.

Green pass: obbligatorio per tutti dal 15 ottobre 2021

Lo stato di emergenza andrà a scadere il 31 dicembre 2021, ma non per questo il governo pensa si possa stare con le mani in mano.

Occorre continuare a spingere la campagna vaccinale con ogni mezzo possibile, anche con l’introduzione del green pass obbligatorio per tutti, anche nel luogo di lavoro.

Una mossa che sicuramente non sarà vista di buon occhio dai no vax e dai free vax ma che ha tutta l’aria di essere quella definitiva.

In sede di decisioni il Consiglio dei Ministri è stato molto chiaro sulla serietà e sul peso di questo provvedimento, stilando la lista di tutte le figure che ne saranno interessate, ovvero:

  • dipendenti pubblici e privati
  • lavoratori dipendenti e autonomi
  • chiunque svolga attività lavorativa nel settore privato
  • autorità amministrative indipendenti
  • enti pubblici economici
  • organi di rilievo costituzionale
  • titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali
  • Commissione Nazionale per la società e la borsa
  • Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Banca d’Italia)

L’obbligo di presentazione del green pass dev’essere recepito ancor prima di accedere ai luoghi di lavoro.

Spiega ilsole24ore.com:

“Non si può essere ammessi nei locali di lavoro senza certificato verde e si verrà considerati assenti ingiustificati. Dal primo giorno di assenza ingiustificata scatta la sospensione del rapporto di lavoro.”

Ciò si rifà anche sullo stipendio poiché durante l’assenza ingiustificata non è prevista alcuna retribuzione, altri compensi o benefici.

Per rientrare in possesso della propria mansione e, quindi, riottenere l’ammissione in servizio si dovrà per forza esibire la certificazione verde.

Nel caso in cui questa sospensione riguardi lavoratori privati e pubblici sprovvisti di green pass, la sospensione scatta subito mentre nelle imprese con meno di 15 dipendenti, scatta a partire dal 5° giorno.

Questa decisione di introdurlo obbligatorialmente in maniera universale ovviamente ha destato non poche polemiche, di cui se ne parla proprio nel video di La7 Attualità:

Green pass, dalle sanzioni alla frode. Cosa si rischia:

Secondo quanto stabilito dal decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, il controllo del possesso del green pass da parte del lavoratore viene assegnato al datore di lavoro.

Sebbene manchi ancora una definizione delle modalità di verifica, si può già capire come funzioneranno una volta rese operative.

Da quanto di può capire, i datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto dell’obbligo non solo nelle normali situazioni di lavoro o volontariato, bensì anche nell’ingresso a lavoro nella Pubblica Amministrazione.

Particolare attenzione verrà fatta anche in caso di contestazione delle violazioni ma ciò che più interessa è sapere a cosa si incorre se si viene scoperti dentro il luogo di lavoro, senza certificazione verde.

In questo caso, spiega ilfattoquotidiano.it:

“l’accesso del personale nei luoghi di lavoro senza green pass è punito con una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500”

Tali sanzioni vengono irrogate dai prefetti e diventano ancor già pesanti se si compie reato di frode.

Frode?

Ma com’è possibile?

Pensate che in questo senso sono state evidenziate due possibili azioni che comporterebbero l’effetto fraudolento:

  • acquisto o contraffazione di green pass falso
  • presentazione di green pass improprio, spacciandosi per la persona che realmente ne detiene il possesso

Nel primo caso, si rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni (ridotta fino a un terzo) mentre chi usa una certificazione verde falsa senza, però, aver preso parte alla contraffazione, rientra nell’”uso di atto falso”, una pena che può essere comunque ridotta fino a un terzo.

Chi si fa carico dell’utilizzo della certificazione di un’altra persona, è persuasibile con il reato di sostituzione di persona che prevede la reclusione fino ad un anno.

Questo tipo di delitto non ha bisogno di altri raggiri truffaldini perché il semplice fatto di spacciarsi per una persona che non si è basta e avanza ad attivare il reato.

Anche se tutte queste clausole vengono applicate universalmente, in materia di lavoro anche il datore è soggetto alle sanzioni.

Oltre ad essere responsabile dei costi dei controlli (anche a campione), se in errore è punibile con multa dai 400,00 ai 1.000 euro.

Una somma che potrebbe risultare abbastanza “contenuta” ma se si pensa che si possa incorrervi a sorpresa più di una volta, non credo convenga adagiarsi sugli allori.

Green pass: come ottenerlo anche senza vaccino?

Per evitare di trovarsi in queste situazioni, buonsenso direbbe di accettare l’idea di vaccinarsi e scaricare il green pass, valido 10/15 giorni dopo la somministrazione.

Per ottenerlo, basta cercare il sito dedicato su Google e, una volta entrati ( con credenziali Spid, normale tessera sanitaria o tramite app Immuni) bisogna richiedere il codice AUTHOCODE.

Questo permetterà di scaricare il green pass e il relativo QR code sia in versione stampabile che virtuale, da tenere comodamente nel proprio smartphone.

In caso di problemi si può contattare:

  • il numero verde 800 91 24 91 dalla 08.00 alle 20.00
  • scrivere una mail a cittadini@dcg.gov.it

Qualora questa procedura risultasse un pò elaborata ( soprattutto per gli anziani)  è possibile richiedere il green pass anche al medico o al farmacista che potranno recuperarlo solo con il vostro codice fiscale e la tessera sanitaria.

L'articolo di Sonia Fascendini spiega in modo semplice ed esaustivo tutti i modi per poterlo richiedere, un quadro generale davvero utile per chi ancora bazzica poco dell'argomento. 

Ma se questa storia dell’obbligo del green pass non mi andasse molto a genio proprio perché implica la somministrazione del vaccino, posso averlo senza dovermi vaccinare?

La risposta è sì.

Infatti, spiega gazzettadelsud.it:

“ tra le opzioni per avere la Certificazione verde Covid-19 è compreso anche essere negativi al test molecolare o antigienico rapido nelle ultime 48 ore”

ciò vuol dire che vengono esclusi gli autotest rapidi, i test salivari e quelli sierologici.

Il green pass, inoltre, potrà essere riconosciuto anche in caso di guarigione da Covid-19 senza alcun bisogno del vaccino e sarà generato entro il giorno seguente con validità di 6 mesi.

Per i bambini al di sotto dei 12 anni non è previsto alcun green pass per accedere alle attività e ai servizi che altrimenti, lo richiederebbero.

Solo nel caso in cui il bambino abbia viaggiato all’estero si richiede un tampone molecolare o antigienico rapido, giusto per scongiurare la presenza di un possibile contagio.

Green pass: cosa succederà quando scade lo stato di emergenza?

Il 31 dicembre 2021 sembra una data da fine del mondo. 

Se ci fate caso, tutti i bonus e le agevolazioni messe a disposizione dal Governo per i cittadini hanno scadenza a fine anno e gran pochi hanno trovato l'approvazione per il 2022. 

Anche in materia di green pass questa data sembra troneggiare sull'obbligo che verrà introdotto dal 15 ottobre prossimo, per tutti e in tutti i luoghi di lavoro. 

Che cosa accadrà quando scadrà lo stato di emergenza? 

Spiega orizzontescuola.it

"Allo scadere dello stato di emergenza, se non sono necessarie o possibili ulteriori proroghe, viene emanata un'irdinanza 'di chiusura', che disciplina e regola il subentro dell'amministrazione competente in via ordinaria e quindi il ritorno alla normalità"

Del resto, uno stato di emergenza ha validità di due anni quindi a conti fatti potremmo dirgli addio soltanto il 31 gennaio 2022.

Ma questo ritorno alla normalità di cui si parla tanto, sarà davvero realizzabile?

I dubbi continuano a persistere, soprattutto visto che la strada sull'accantonamento delle restrizioni e sulla possibilità di una terza vaccinazione non ha subito grandi cambiamenti. 

Non ci resta che rimanere aggiornati seguendo le notizie e cercando di preferire quelle ufficiali per non incappare nelle solite fake news capaci solo di farci impensierire inutilmente. 

Trend-online rimane sempre dalla parte della sana infromazione, ed io che ne faccio parte mi sento in dovere di fornirvi la migliore che si sia. 

Ad ogni modo, per rimanere sintonizzati, vi consiglio di seguire il tweet riportato qui sotto



e, se possibile, di portare pazienza ancora un pò. 

Sicuramente usciremo da questa triste storia.