Dovremo farci sempre più l’abitudine, il Green Pass è diventato elemento fondamentale per condurre una vita normale. Entrato in vigore dal sei agosto scorso, nella giornata di oggi primo settembre 2021 cambiano le regole e i luoghi di utilizzo come aerei, treni e scuole. Vediamo tutte le novità.

Oggi è mercoledì primo settembre, e non è solo l’inizio del mese che per eccellenza incarna l'idea dei buoni propositi. Si torna a scuola, a lavoro, in palestra; si riprendono tutte le attività che si erano lasciate prima della pausa estiva. 

La pandemia continua a “camminare” (seppur in maniera molto più lenta grazie alla campagna vaccinale) e per tornare a svolgere buona parte delle normali attività che compivamo pre-pandemia da covid 19 sarà necessario essere in possesso del Green Pass o della certificazione verde per dirlo all’italiana.

Già obbligatorio dallo scorso sei di agosto per poter accedere a diversi luoghi pubblici come bar e ristoranti al chiuso, all’interno di cinema e palestre, o comunque in luoghi dove il rischio di assembramento è alto, da oggi, primo settembre, la lista si allunga.

Sarà necessario, infatti, esibire la certificazione che attesti di essere stato vaccinato, di aver già superato il coronavirus o di aver effettuato un tampone negativo nelle precedenti 48 ore, anche per poter viaggiare all’interno di treni a lunga percorrenza, aerei e traghetti che collegano diverse regioni.

Il Green Pass è l’unico modo per riuscire (anche se con dei limiti e alcune regole) a tornare - nel modo più rapido possibile – a tornare alla vita del 2019 e scongiurare così i rischi di nuove chiusure che darebbero una mazzata definitiva all’economia italiana. Ma anche alla salute dei cittadini.

Green Pass obbligatorio su aerei e treni a lunga percorrenza

Da oggi, mercoledì primo settembre, diventa necessario mostrare il Green Pass per poter viaggiare su mezzi a lunga percorrenza. Stiamo parlando quindi di treni ad alta velocità, Intercity, aerei, autobus con linee che collegano più regioni. All’interno di questi mezzi, la capienza è stata aumenta dal 50 all’80%.

Vi è però un paradosso incomprensibile: il Green Pass non è obbligatorio per il trasporto pubblico urbano. Non servirà per gli autobus urbani, i tram e la metro. Lo stesso principio vale per i cittadini che viaggeranno sui treni regionali. Per esempio, una persona che prenderà il treno da Bergamo direzione Milano non sarà obbligato a mostrare la certificazione verde. Cosa che invece dovrà fare chi da Milano vorrà recarsi a Roma.

Come scrive il giornale online “Il Post”:

Nelle grandi stazioni italiane sono stati rafforzati i controlli direttamente ai tornelli che permettono l’accesso ai binari. Dove questo non sarà possibile, spetterà al personale a bordo verificare il possesso del Green Pass. 

Inoltre, cambiano alcune regole anche per i viaggi in Europa. Infatti, per poter volare sarà necessario aver completato il ciclo vaccinale e aver quindi ricevuto entrambe le dosi del vaccino, in quanto il Green Pass che certifica l’avvenuta ricezione della prima dose avrà una validità di soli 14 giorni.

Ecco un video del canale YouTube Tele Italia, per approfondire il tema sulle nuove regole in vigore da oggi primo settembre in termini di Green Pass:

Green Pass: cosa succede nelle scuole

Si attende con impazienza (e anche un po’ di comprensibile timore) il ritorno degli studenti nelle scuole.

Finalmente si torna stabilmente in presenza, dopo la didattica mista e confusionaria dello scorso anno, che tra banchi a rotelle inutilizzati e didattica a distanza è stata certamente un fallimento.

Distanziamento e verifica dei Green Pass ai docenti: questi sono i nodi cruciali per una ripartenza in sicurezza. Tutto questo quando oggi (primo settembre) in parecchie scuole italiane avranno il via gli esami di riparazione per recuperare i debiti scolastici.

Ricordiamo che per il personale scolastico (insegnanti, personale Ata, dirigenti, dirigenti ecc.) vige l’obbligo vaccinale, tutto questo a meno di due settimane dall’inizio delle lezioni per molti istituti superiori. 

Secondo gli ultimi dati riportati dal Corriere della Sera, più del 90% dei lavoratori delle scuole risulta aver già ricevuto entrambe le dosi del vaccino da covid 19.

È inoltre in fase di sviluppo una piattaforma che permetterà il controllo automatico del possesso di Green Pass da parte del personale scolastico. In attesa di questa il processo di verifica avverrà manualmente tramite un’applicazione, la stessa che viene utilizzata in gran parte dei locali pubblici. 

Come sarà gestita la parte più critica, ovvero gli ingressi all’interno degli istituiti? È previsto un ampio lasso di tempo di ben 40 minuti per scaglionare l’ingresso degli studenti negli istituti: dalle ore 7:50 fino alle 8:30.

Per quanto riguarda la sicurezza all’interno delle classi, è sempre previsto l’obbligo di indossare le mascherine, mentre viene annullato il distanziamento di un metro tra i banchi, perlomeno per le aule che non lo permettono per motivi di spazio.

Inoltre, Cts e Governo consigliano un ricambio dell’aria costante e continuo, con finestre aperte anche durante la stagione invernale. Per quanto sia sicuramente un consiglio utile, non sappiamo quanto effettivamente possa verificarsi questa possibilità, in quanto durante la stagione invernale, soprattutto in alcune regioni italiane si raggiungono temperature al quanto rigide.  

Cosa accede nel caso in cui uno studente risulti positivo al covid 19? In questo caso verrà immediatamente isolato e dopo l’arrivo di un genitore (o chi ne fa le veci) verrà riaccompagnato a casa. 

Sia studenti che docenti, in caso di positività dovranno osservare un periodo di quarantena obbligatorio diverso a seconda dei casi. Se si è vaccinati la quarantena sarà di appena sette giorni, mentre sarà di dieci nel caso in cui non si abbia ricevuto il vaccino.

Green Pass: controlli e sanzioni 

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Sole 24 Ore, sono più di 135 mila i lavoratori scolastici senza un certificato che attesti la ricezione di almeno una dose di vaccino.

Importante da ricordare che tra chi ancora non si è sottoposto a l ciclo vaccinale non sono presenti soltanto i “no vax” (che sono meno diffusi di quanto si pensi), ma sono presenti anche i soliti ritardatari, quelli che si sono ridotti all’ultimo momento. 

Ma le disposizioni sono chiare: senza Green Pass le scuole sono sbarrate. Al personale che quindi non mostrerà il Green Pass non sarà consentito l’accesso a scuola, e verrà considerato assente ingiustificato. Dopo il quinto giorno di assenza la collaborazione verrà sospesa senza obbligo di retribuzione

Dal primo al quinto giorno di assenza invece, verrà detratto dallo stipendio il compenso della singola giornata lavorativa.

Ma quello che più si teme, sono i vari congedi o giornate di malattia di cui vorranno e potranno avvalersi i più restii all’obbligo vaccinale, e questo causa un enorme incertezza per un ritorno a scuola che si fa sempre più imminente.

Infatti, il ritorno a scuola per oltre otto milioni di studenti - tra elementari, medie e superiori – è previsto per lunedì 13 settembre. Mancano poco più di dieci giorni.

Oltre alla sospensione senza retribuzione, i provvedimenti contro chi non presenterà una regolare certificazione prevedono anche delle sanzioni amministrative che vanno da 400 euro fino ad arrivare 1.000 euro

Green Pass obbligatorio per gli studenti universitari

Gli studenti universitari che vorranno seguire le lezioni in presenza (esami compresi) e tornare quindi finalmente alla normalità dovranno essere muniti di Green Pass. È a discrezione dell’ateneo offrire una possibilità di scelta agli studenti attraverso una didattica mista che, oltre a lezioni ed esami in presenza preveda anche la didattica a distanza. Scelta che non sembra essere condivisa da tutti gli atenei italiani.

Oltre che per gli studenti, l’obbligo del Green Pass vale ovviamente anche per tutto il personale universitario: docenti, borsisti, personale tecnico-amministrativo, personale bibliotecario, specializzandi ecc.

Chi è escluso dall’obbligo di mostrare il Green Pass

Ma quali sono le categorie escluse dall’obbligo del Green Pass?

Tutte quelle persone che sono esentate (per qualisaisi) motivo dalla campagna di vaccinazione non devono possedere la certificazione verde (Green Pass). Questo deve essere però dimostrato tramite dei documenti o delle certificazioni sanitarie.

Per tutto il personale scolastico o universitario che non sarà in possesso di Green Pass o apposita certificazione medica che ne giustifica il mancato possesso, sarà impossibile effettuare l’ingresso presso i locali della pubblica istruzione. Con relative decurtazioni dallo stipendio.

Rimangono ancora - per il momento – avvolte nel mistero le modalità con le quali si intenderà procedere ai vari controlli del personale.

Come sottolinea Il quotidiano economico/finanziario Il Sole 24 Ore:

Istruzione, Sanità e Garante della privacy stanno mettendo a punto una piattaforma informatica per supportare le scuole nei controlli. Nella piattaforma compariranno solo i colori verde (che sta a significare che il Green Pass è valido) e il colore rosso (cioè che il green pass non è valido), questo per facilitare i compiti di tutto il personale.

C’è attesa poi per venerdì 3 settembre, quando il Cts dovrà prendere la decisone se estendere o no la validità del Green Pass a 12 mesi.

Ricordiamo, che dopo aver effettuato la seconda dose la validità del Green Pass è attualmente di nove mesi. Questo per alleggerire dal peso di un controllo serrato sia gli addetti alle verifiche ma anche chi ai controlli viene sottoposto.

Non resta che attendere la ripartenza di scuole e attività lavorative a pieno regime per avere una risposta definitiva sull’effettiva riuscita del “piano rilancio”. Il tutto, in attesa di una eventuale e molto probabile terza dose. Sperando, per allora, - attraverso i dati  - di aver convinto anche i più scettici sull’efficacia del Green Pass e della campagna vaccinale.