Il prossimo 15 ottobre l'Italia adotterà l'obbligo del green pass nei luoghi di lavoro. Dopo mesi di discussioni, di proteste e di dubbi, alla fine il Governo Draghi ha scelto la via della sicurezza, obbligando tutti i lavoratori, sia dipendenti che privati, alla vaccinazione.

Un tira e molla durato a lungo tra Draghi e sindacati, ma alla fine il Governo ha optato per il green pass obbligatori sul lavoro. Sono esclusi dall'obbligo vaccinale, ovviamente, i lavoratori "fragili", i disoccupati, le casalinghe o i pensionati. Tutti gli altri devono fornire la carta verde sul lavoro. Incostituzionale? Secondo i no vax sì, ma inutile discutere quando c'è  di mezzo una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero.

A Palazzo Chigi si parla di immunità sociale, definibile in una zona di sicurezza estesa a tutto il nostro Paese. Secondo le stime bisognerà raggiungere i 45 milioni circa di vaccinati. Ad oggi non siamo lontani dall'obiettivo, si calcola che manchino all'appello circa 10 milioni di cittadini, specialmente individui tra i 40 e i 60 anni, decisi a non vaccinarsi.

Prendendo spunto dagli articoli eccellenti del Corriere della Sera, di Open.online e del Quotidiano Nazionale, vediamo la situazione sull'obbligo del green pass nei luoghi di lavoro, quando entrerà in vigore, le sanzioni previste per chi non rispetta le regole e tutti i controlli necessari per attuare la misura preventiva.

Green Pass obbligatorio a lavoro. Le stime

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, questa legge è stata studiata proprio per incrementare le vaccinazioni, unico metodo per uscire definitivamente da una pandemia che infesta il mondo da quasi due anni. L'obiettivo di Draghi, dunque, è quello di  raggiungere il massimo numero di persone immunizzate entro l'autunno prossimo.

Entro l'autunno tutti i lavoratori, sia del pubblico che del privato, dovranno immunizzarsi. Se entro dicembre non si raggiungeranno le stime previste, il prossimo inverno potranno esserci ulteriori restrizioni. Bisognerà fare di tutto per tornare alla normalità e il green pass è l'unico strumento utile per la ripresa.

Polemiche e dibattiti tra Governo e sindacati si sono protratti per settimane, se non per mesi, e alla fine si è giunti a questa decisione, che potrà non far piacere a tutti, specialmente ai no vax, in protesta già da tempo. I sindacati si sono battuti affinché il green pass non fosse uno strumento di licenziamento, e così è stato, anche se saranno previste dure sanzioni per chi non rispetterà le regole.

"Parliamo dunque di sanzioni severe, il Governo ha deciso quindi di optare per il pugno di ferro, e si specifica che se il lavoratore non si vaccina entro la settimana, rischia la sospensione dal lavoro. Di conseguenza i giorni di assenza non saranno retribuiti."

Matteo Salvini si sta battendo da settimane contro l'obbligo del vaccino, ma ormai è rimasto solo e non può far altro che adeguarsi alle direttive prese da Draghi e dal Ministero della Salute. Nel Decreto, infatti, è scritto chiaramente che i lavoratori che non vogliono vaccinarsi saranno sanzionati, ma non licenziati.

Green Pass e tamponi

Ci sono state polemiche anche in merito all'utilizzo di tamponi. Alcuni politici hanno proposto di estendere l'uso dei tamponi, di abbassarne i costi e di fornirli in sostituzione del vaccino. La proposta però è stata bocciata perché francamente scomoda. Non è possibile fornire tamponi quotidiani per ogni cittadino, il quale, per stare sicuro, dovrebbe farne uno ogni tre giorni. Sinceramente, si tratta di un'alternativa poco valida.

Draghi ha escluso il massiccio utilizzo di tamponi gratuiti anche per non incentivare ulteriormente i no vax a non vaccinarsi. Insomma, l'obiettivo del Premier è chiarissimo, come evidenzia il Quotidiano Nazionale: estendere la vaccinazione il più possibile e a tutti quanti. D'altronde è l'unico modo per combattere e debellare definitivamente la pandemia da Covid.

Lavoratori privati o statali dovranno perciò fare come tutti i lavoratori scolastici, vaccinarsi obbligatoriamente ed esibire la certificazione verde in ufficio, al proprio direttore o capo, proprio come avviene ora nelle scuole. Inoltre, va ricordato che ci saranno controlli per verificare la validità del green pass, e che i furbetti andranno incontro a severissime sanzioni, se non denunciati per falso. Tuttavia, se non scatta la denuncia per frode, è impossibile il licenziamento del dipendente, perciò si è limitati soltanto a sanzioni.

Le sanzioni per chi non possiede il Green Pass

Se non si possiede il Green Pass non si entrare sul posto di lavoro. Da ottobre, chi non sarà vaccinato, sarà considerato assente ingiustificato sul luogo di lavoro, e perciò sanzionato con multe che partono dalle 400 euro e che possono raggiungere le 1000 euro. Se il documento è contraffatto allora scatta la denuncia.

Parliamo qundue di sanzioni severe, come sottolinea il Corriere della Sera il Governo ha deciso quindi di optare per il pugno di ferro, e si specifica che se il lavoratore non si vaccina entro la settimana, rischia la sospensione dal lavoro. Di conseguenza i giorni di assenza non saranno retribuiti.

E il prezzo dei tamponi? In realtà, una riduzione sul prezzo dei tamponi è già prevista, ma di certo questi non saranno disponibili gratuitamente. Il tampone gratuito resta comunque disponibile per tutte le persone considerate fragili, con problemi fisici accertati, e per tutti i lavoratori in attesa in vaccinazione, i quali potranno usufruire il tampone gratuito per un breve periodo, diciamo una finestra concessa in attesa del Green Pass.

Ad ottobre scatta l'obbligo di Green Pass

Al momento sono quasi venti milioni i lavoratori interessati dal provvedimento. Così informa la testata Quotidiano Nazionale. Di questi venti milioni, più di quattro milioni di dipendenti pubblici non possiedono ancora il Green Pass. Dovrebbe partire il 15 ottobre l'obbligo della certificazione verde sul lavoro, perciò l'entrata in vigore della legge è vicina.

Questa misura, che partirà a metà ottobre, resterà in vigore fino alla fine dell'anno, il 31 dicembre 2021, per poi essere riformulata in base alle stime e alle adesioni, sperando che tutta vada secondo i calcoli. Il prossimo inverno sapremo il risultato della riforma, e se non avrà avuto il successo sperato, il Governo dovrà attuare ulteriori restrizioni.

Una situazione abbastanza complicata, tutta la situazione è in mano ai no vax, i quali, per non rischiare e compromettere l'immunità sociale, dovranno fare test del tampone tre volte alla settimana. Francamente una follia, anche perché i costi dei tamponi variano dai 25 ai 70 euro l'uno. Una cifra non proprio irrisoria, anche se dal prossimo autunno sono previste riduzioni di prezzo.

Al momento, sindacati e Lega spingono per il forte abbassamento del prezzo sul singolo tampone, si parla di venderlo a 15 euro ciascuno, almeno per un paio di mesi autunnali. Bisogna dire che comunque il Green Pass non ha validità di documento sanitario, perciò a fare i controlli sui lavoratori dovranno essere i direttori o i capi stessi e non i medici.

Ovviamente, va ribadito che il certificato verde non preclude l'utilizzo di mascherine, il controllo della temperatura, il distanziamento e la sanificazione, ossia tutte le normative in vigore sin dallo scorso anno e ancora valide per evitare la circolazione del virus. Tra l'altro, molte fabbriche che hanno la mensa condivisa, hanno optato per il pranzo a turni, facendo entrare in sala un gruppo di lavoratori alla volta.

Italia prima nazione europea ad introdurre l'obbligo del Green Pass

L'Italia è la prima nazione in Europa a introdurre l'obbligo del Green Pass nei luoghi di lavoro, una misura efficace per scongiurare la circolazione del Covid19 e una sua ulteriore diffusione. Bisogna proteggersi e mettere in sicurezza l'intero territorio nazionale.

"Ovviamente, va ribadito che il certificato verde non preclude l'utilizzo di mascherine, il controllo della temperatura, il distanziamento e la sanificazione, ossia tutte le normative in vigore sin dallo scorso anno e ancora valide per evitare la circolazione del virus. Tra l'altro, molte fabbriche che hanno la mensa condivisa, hanno optato per il pranzo a turni, facendo entrare in sala un gruppo di lavoratori alla volta."

Il Green Pass sanitario sarà obbligatorio negli uffici, nelle scuole o nelle fabbriche, perciò, come scrive la testata Open.online, chiunque vorrà svolgere in sicurezza il proprio lavoro dovrà vaccinarsi, o al momento farsi tamponare frequentemente, ogni 48 ore.

Green Pass nelle fabbriche e negli uffici

"Entro l'autunno tutti i lavoratori, sia del pubblico che del privato, dovranno immunizzarsi. Se entro dicembre non si raggiungeranno le stime previste, il prossimo inverno potranno esserci ulteriori restrizioni. Bisognerà fare di tutto per tornare alla normalità e il green pass è l'unico strumento utile per la ripresa."

I Lavoratori di fabbriche e uffici, a partire dal 15 ottobre, dovranno dunque presentare all'ingresso del proprio luogo di lavoro il Green Pass, cartaceo o digitale. Qualora non dovessero farlo, saranno considerati assenti ingiustificati, perciò nemmeno retribuiti. L'assenza ingiustificata di una settimana consecutiva comporterà la sospensione dalle mansioni.

La sanzione da adottare spetterà al datore di lavoro, il quale deciderà la multa da infliggere, se ritirare o meno parte dello stipendio, i giorni di sospensione. Le multe oscillano tra le 400 euro e le 100 euro, mentre in caso di contraffazione scatta direttamente la denuncia.

Al momento non è previsto il licenziamento, perciò se il dipendente provvederà a vaccinarsi sarà immediatamente riammesso a lavoro. Molte società stanno stabilendo gli addetti ai controlli, come succede già nelle scuole, questi addetti saranno nominati dal direttore o dal capo ufficio e ogni giorno dovranno verificare la regolarità dei Green Pass tramite l'apposita App.

Gli esentati dal Green Pass. I lavoratori fragili

Così come avviene nelle scuole, o nei ristoranti, i controllori esamineranno ogni singolo lavoratore e valideranno la sua entrata a lavoro, tramite Green Pass o tampone. Ovviamente i lavoratori considerati fragili, che presentino determinate patologie, sono esenti dal vaccino, e quindi non devono presentare la certificazione verde, ma comunque dovranno presentare l'esito del test del tampone, ai quali sarà offerto gratuitamente.

Tra gli esentati dal Green Pass, come informa il sito Open.online, sono:

  • tutti quegli individui che abbiano presentato allergie gravi alle componenti del vaccino
  • le donne in stato di gravidanza, anche se la vaccinazione non è controindicata
  • gli affetti dalla sindrome di Guillain-Barré
  • coloro che abbiano ricevuto la diagnosi di miocardite o pericardite
  • i volontari del vaccino sperimentale ReiThera
  • i cittadini di San Marino, Nazione che adotta diverse misure rispetto all'Italia