Il Premier Draghi e il Ministro della Salute Speranza sembrano trovarsi concordi su tutto, soprattutto sulle nuove idee per limitare le libertà dei cittadini e "ricattare" gli indecisi dei vaccini, portandoli ad accettare un trattamento sanitario che il Governo non ha il coraggio sufficiente per rendere obbligatorio. L'obbiettivo è raggiungere il 90% della popolazione completamente vaccinata. 

Ed ecco che si susseguono le notizie terroristiche su una proroga dello stato d'emergenza almeno fino a marzo (che secondo la normativa attuale non può andare oltre i due anni e quindi oltre il 31 dicembre 2021) e una proroga anche del green pass per i luoghi di lavoro, addirittura fino a giugno. 

E tra virologi come Bassetti che invocano lockdown modello Austria (fantomatico, perché nella realtà in Austria ancora non esiste), ovvero solo per i non vaccinati, somministrazione di terze dosi, aumento dei contagi anche tra vaccinati e via discorrendo, un esempio di giornalismo vero e di inchiesta lo abbiamo potuto gustare ieri sera grazie a Report, che tra le varie cose scoperte, ha portato alla luce l'ennesimo errore fatto durante le vaccinazioni.

Il gravissimo errore fatto per incuria, ignoranza o dolosamente, non possiamo dirlo riguarda le terze dosi finora fatte in Italia (il cosiddetto buster). La terza dose raccomandata da Moderna sarebbe dovuta essere metà dose, invece in Italia per ben 15 giorni, le terze dosi sono state inoculate interamente. Un altro pasticcio di comunicazione tra Aifa e Governo? Non è dato saperlo, quel che è certo è che a pagarne le conseguenze sono sempre e solo i cittadini.

Green pass: mezzo ricattatorio senza alcuna base scientifica 

Ormai non si nascondono nemmeno più: che il green pass non sia un metodo scientifico per contenere i contagi, allo stato dei fatti lo sanno anche le pietre. La sua probabile estensione fino a giugno, infatti, serve solo a tentare di raggiungere l'agognata percentuale del 90% di vaccinati. Però qualcosa mi dice che anche se si raggiungesse questa percentuale, il Governo vorrebbe raggiungere il 100%. 

Ma con quale scusa si prorogherebbe lo stato di emergenza e l'utilizzo del green pass? Ovviamente con la risalita dei contagi, con la variante Delta, Lambda e qualche altra nuova variante, magari più aggressiva e, infine, il raggiungimento della percentuale tanto desiderata: il 90% di vaccinati.

La verità potrebbe, però, essere un'altra: ovvero che in stato di emergenza un governo ci sta comodo. Prende decisioni di emergenza, appunto, con decreti legge come se piovessero, e senza dare conto a nessuno, nemmeno al Parlamento. Pare quasi si sia tentati di far diventare questa "emergenza" la nuova normalità.

Ma se, come dice il fisico Giorgio Sestili, in Italia abbiamo la migliore situazione epidemiologica d'Europa, che ragione c'è di essere così rigidi?

Green pass fino a giugno: l'obbiettivo è il raggiungimento del 90% di popolazione vaccinata

Con il 90% della popolazione vaccinata si potrebbe iniziare a considerare un allentamento del green pass e una sua estensione più ridotta, avrebbe sostenuto il sottosegretario alla Salute, Costa, su Radio 24

Pare proprio che il piano di Draghi e Speranza per arginare un'eventuale nuova ondata siano: Green pass, stato d'emergenza a oltranza e terza dose. E così lo stato d'emergenza potrebbe essere esteso fino a marzo e il green pass fino a giugno.

Grazie allo stato d'emergenza si potrebbero così continuare ad utilizzare la struttura commissariale, tutti i protocolli di sicurezza, il distanziamento sociale, lo smart working quando è possibile e così via. 

I non vaccinati tra gli over 50, al momento sarebbero più di tre milioni, se questi scettici dovessero convincersi, si potrebbe raggiungere la percentuale di vaccinati da sempre obbiettivo di Figliuolo, ovvero il 90%. 

Ma come si potrebbe mai prorogare legalmente e normativamente lo stato d'emergenza? Sicuramente il Governo sta pensando di emanare un provvedimento ad hoc per questo. 

Il green pass potrebbe essere obbligatorio fino a giugno se non oltre. L'obiettivo del governo è quello di convincere anche i più scettici a vaccinarsi. Ma fino a quando sarà mantenuto in vigore il lasciapassare? Fino a quando il virus continuerà a circolare? Fino a quando ci sarà anche solo un positivo? 

Nel frattempo Report fa fuoriuscire un pasticcio commesso da Aifa sulle terze dosi

Moderna ha stabilito che il buster del suo vaccino deve essere di quantità inferiore alle precedenti, più precisamente deve trattarsi di mezza dose. Questo per mantenere un'alta efficacia nella protezione e per diminuire gli effetti collaterali. 

Ma per quindici giorni gli ultraottantenni in Italia sono stati vaccinati con una terza dose doppia rispetto alle raccomandazioni. Un pasticcio di comunicazione tra Aifa e ministero della Salute. 

Moderna, infatti, tra i vaccini è quello che ha il dosaggio più forte. I fatti risalgono a settembre e i buster con dosaggio doppi sono stati inoculati almeno a 30,40 mila pazienti over 80, pazienti di RSA. 

Green Pass: Johnson&Johnson, che avrebbe dovuto essere monodose, verso il richiamo Pfizer o Moderna

Intanto il vaccino che avrebbe dovuto essere monodose Johnson&Johnson, riceverà invece una seconda dose, passati sei mesi dalla prima somministrazione. Oltre un milione e mezzo di italiani vaccinati con Johnson&Johnson  dovranno ricevere una seconda inoculazione con un vaccino a mRna (Pfizer o Moderna).

Per quanto riguarda la terza dose, Aifa chiarisce che "è molto probabile che saremo rivaccinati, ma bisognerà ricontrollare l’andamento della pandemia”.

Secondo il Cts, infatti, è necessaria per i soggetti vaccinati con Janssen l'inoculazione di una dose booster eterologa, con Pfizer o Moderna. 

Perché il Green Pass per i vaccinati dura un anno, se non si hanno certezze sul tempo di validità del vaccino?

Il Green Pass per i vaccinati, come si sa, dura dodici mesi, anche se al momento non esistono certezze sulla durata della protezione del vaccino, che sembrerebbe calare sensibilmente dopo 4/6 mesi. Infatti le persone fragili verranno vaccinate con la terza dose dopo sei mesi dalla seconda dose e non dopo 12. 

Il vaccino quindi protegge per dodici mesi?

Sinora non si avevano risposte esaustive a questa domanda, fino a qualche giorno fa, quando l'Ema ha chiarito questo aspetto con questa dichiarazione: «Sulla base delle prove attuali, non è urgente la somministrazione di dosi di richiamo dei vaccini Covid-19 alle persone già completamente vaccinate nella popolazione generale».

Quindi terza dose urgente per le persone fragili, che rischierebbero già dopo sei mesi dalla seconda dose, ma nessuna urgenza di terza dose per il resto della popolazione. 

Per il resto della popolazione, non fragile, dunque, il booster della terza dose arriverà, ma senza fretta, più in là. Questa è stata la motivazione che ha portato il Governo ad allungare il Green Pass a 12 mesi.

Come spiega bene il Sole 24 ore, sui vaccini, però, non ci sono certezze e ci possono essere cambiamenti repentini in base all'evoluzione della pandemia.