Attenti ai mutui! La guerra fa volare i tassi di interesse!

Attenti ai mutui! La guerra fa volare i tassi di interesse! Leggi l'articolo e scopri le cause che potranno far aumentare le rate dei nostri mutui!

Che il conflitto in atto tra Russia e Ucraina producesse delle conseguenze pesanti era immaginabili, forse si è sottovalutato l’ampio spettro dei settori nelle quali queste conseguenze si faranno sentire, e questo non tanto e non solo nell’immediato, ma pesanti saranno anche le ripercussioni in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo.

Al di là delle mere ripercussioni di carattere geo-politico infatti, a preoccupare è sempre più il fatto che quella che doveva essere una guerra lampo, veloce di fatto non lo è più, e questo oltre ad aumentare il numero delle vittime sta inasprendo gli effetti economici negativi che il conflitto porta con sé.

Le sanzioni che adesso si stanno applicando alla Russia, finiranno per diventare un boomerang per gli altri paesi soprattutto quelli europei che sono geograficamente più vicini alla Russia e a questa legati da tutta un serie di relazioni.

Il conflitto che ha prodotto già un’accelerazione nei prezzi delle materie prime energetiche, sta portando anche incrementi nei beni alimentari di uso moto comune come il grano, che arriva per una percentuale pari al 29% del totale delle esportazioni dall’Ucraina e dalla Russia, una percentuale che è pari a circa un terzo dell’interzo commercio mondiale di grano.

Ma gli effetti non si limitano a questo; i risvolti economici saranno ancora più pesanti con il rischio che il conflitto in Ucraina possa portare delle tensioni sui tassi di interesse che renderanno più caro prendere il denaro in prestito con gli effetti che immediatamente si traferiranno sulle rate dei mutui che diventeranno subito più care.

Mutui e andamento mercati

In effetti, il rischio di questo scenario economico sembra essere davvero molto probabile, perché comunque, l’attuale contesto mondiale risulta essere caratterizzato dalla combinazione di due grandi eventi concomitanti che sinceramente era difficilmente realistico prevedere.

La ripresa del fenomeno inflattivo all’indomani dell’allentamento delle restrizioni dovute alla crisi pandemica, e appunto, lo scoppio del conflitto ucraino che comunque ha notevolmente contribuito a destabilizzare i mercati.

Alla luce di tutto questo, quindi, quello che oggi caratterizza maggiormente i mercati finanziari è una sola parola incertezza, e sarà proprio questa incertezza percepita da tutti gli operatori che potrà innescare la dinamica al rialzo dei tassi anche in ipotesi di risoluzione del conflitto, perché nel frattempo, la fiammata inflattiva ha ripreso più vigore ed i prezzi sono arrivati alle stelle.

Per il futuro quindi è proprio con questa grande incertezza che dovremo fare i conti e con le conseguenze che questa produrrà sui mercati.

Per chi fosse interessato consigliamo la visione del seguente video tratto dal canale (646) Jacopo Tartaglia – YouTube, che offre spunti per approfondire.

Mutui e incertezza

La guerra in Ucraina, come se la pandemia non lo avesse già fatto abbastanza, ha messo ancora più in evidenza tutta la nostra fragilità, e la fragilità del nostro sistema finanziario intendendo con questo delle grandi banche.

In questo momento storico particolare abbiamo già scritto sopra, quello che predomina su tutti i mercati è un grande senso di incertezza, incertezza riguardo le sorti di questo conflitto, incertezza sulla durata di questo conflitto, incertezza sulla reale portata delle conseguenze di questo conflitto, che ad oggi ancora non si riescono a quantificare con esattezza nel loro ammontare.

In tutta questa incertezza l’unica cosa sicura che si prevede possa accadere è che, all’aumentare e al perdurare di tutta questa situazione di rischiosità ed incertezza che dipinge di tinte scure gli scenari economici futuri, il pericolo reale è che diventi congiuntamente più difficile e costoso ottenere del denaro in prestito.

L’effetto finale che si avrà per le persone comuni è che ottenere dei mutui per acquistare una casa diventerà sempre più caro per effetto dell’aumento dei tassi di interesse che farà salire l’importo delle rate.

In effetti questa situazione è stata spiegata molto bene da presidente dell’Adusbef, Antonio Tanza, che ha fatto un parallelo tra l’aumento del prezzo del gas e l’incremento dei tassi di interesse che può scaturire dall’incertezza.

Afferma infatti Tanzi in relazione ai prezzi del gas, che a causa dell’incertezza:

“I prezzi salgono anche se le scorte ci sono”

Il fatto che tutto questo si sia innestato in un momento in cui si assiste ad una rinvigorita inflazione, genererà il rischio che l’aumento dei tassi di interesse possa comunque permanere anche se la guerra dovesse terminare.

L’effetto combinato di tendenza generale di aumento dei prezzi in un quadro così incerto potrà far sì che nel lungo periodo si potranno avere sempre più problemi sia nell’ottenere che nel ripagare un mutuo per tutti quelli che vorranno comprare una nuova casa.

In effetti continua Tanzi sui tassi di interesse:

 “Indipendentemente dalle decisioni di politica monetaria degli istituti centrali, sul mercato c’è uno stato di incertezza che sono convinto farà salire il costo del denaro per effetto del maggior rischi” … “Per non parlare del fatto che non si sa quanto tempo durerà questa guerra. Anche se, come ci auguriamo, dovesse esserci a breve lo stop delle ostilità, resterà comunque alta l’inflazione e di conseguenza le banche centrali aumenteranno i tassi. Insomma, se si deve stipulare un nuovo mutuo, meglio orientarsi su un tasso fisso”.

Mutui: perché la guerra in Ucraina riguarda i mutui

Ma cerchiamo di capire in che modo ora questo conflitto possa riguardare più da vicino i tassi di interesse e dunque i mutui sulla casa.

Abbiamo detto che al di là delle questioni di carattere meramente geo-politico, tante saranno le conseguenze che si produrranno nel quadro economico mondiale, con probabili ripercussioni sui tassi di interesse, e l’Italia non sarà di certo immune da tutto questo.

Ad oggi lo scontro prosegue, i negoziati purtroppo continuano a fallire, la fine di quella che doveva essere una guerra lampo ancora non si riesce ad immaginare e, in tutto questo, i prezzi delle materie prime energetiche petrolio e gas naturale in testa, sono arrivati alle stelle.

Questo ha già provocato degli aumenti sui beni di largo consumo ma la guerra potrà avere effetti anche sulla nostra casa, o meglio sui mutui connessi all’acquisto dell’abitazione.

Mutui: la guerra in Ucraina e andamento dei tassi fissi

Lo rivela l’indagine condotta da Facile.it che sta analizzando l’andamento dell’Irs, Interest Rate Swap, il tasso sulla base del quale viene poi calcolato il tasso effettivo da applicare ai mutui a tassi fissi. Dall’analisi di questo andamento, lo studio rivela che il tasso abbia superato il valore dell’1% e questo tenendo in considerazione come periodo di riferimento solo gli ultimi giorni della guerra.

Un valore altamente significativo se si pensa che non si registravano andamenti similari da 2019. Un segnale preoccupante, che potrebbe anche peggiorare nel lungo periodo e che tradotto in soldoni, significa un aumento piuttosto consistente che ancora una volta si traferisce sui consumatori finali in questo caso, su coloro che dovranno rimborsale le rate del mutuo.

Facile.it infatti ha stimato che per un prestito di 126 mila euro al 70%, con durata pari a 25 anni, oggi si riesca ad avere un tasso dell’1,44%, il che vuol dire una rata mensile di 489€.

Lo stesso prestito contratto solo un anno fa si poteva ottenere ad un tasso dell’1,04% con una rata mensile di 466€, questo equivale ad un aumento del costo del mutuo in un solo anno dello 0,44% ed una spesa annua addizionale per una famiglia per l’aumento delle rate, di 276€ in un solo anno.

È ovvio che questo effetto, come sottolinea lo stesso studio condotto da Facile.it, è da attribuire principalmente alla fiammata inflattiva generatasi dall’aumento del costo delle materie prime energetiche che ha riguardato non solo l’Italia, ma l’Europa intera, tuttavia, non è l’unico fattore che potrebbe giustificare e sostenere questo incremento.

Tra le cause importanti di questo incremento influirà, nel lungo periodo anche tutta l’incertezza che questa situazione legata al conflitto porta con sé. Molto sarà strettamente collegato alle aspettative che gli operatori hanno circa la possibile durata del conflitto sempre che le banche centrali non decidano di intervenire prima con cambiamenti strategici di politica monetaria.

Mutui: la guerra in Ucraina e andamento dei tassi variabili

Relativamente ai tassi variabili il mercato sembra meno in fermento perché il tasso di riferimento per questi mutui, ovvero l’Euribor, si mantiene ancora stabile allo 0,53%, tuttavia, per questo tasso, si prevede un aumento di 55 punti base già per la fine del 2022 o al massimo l’inizio del 2023.

Quindi anche per i mutui a tassi variabili si prevedono aumenti in arrivo per le rate.

Mutui: previsioni per il futuro

È evidente che il conflitto in Ucraina si sta giocando sulla base di strategie politico-militari ma anche economiche in virtù delle tante sanzioni che i differenti paesi stanno applicando alla Russia.

L’effetto combinato di queste variabili-conflitto, effetto delle sanzioni e incertezza-rischiano seriamente e in parte già lo hanno fatto, di rallentare la ripresa economica che si era avuta dopo il Covid.

Ci sarà da aspettarsi quindi, un ulteriore rincaro dei prezzi delle materie prime energetiche, di rimando, un’inflazione generalizzata che colpirà ancora di più beni di largo consumo a partire dal grano e dai cereali, come già sta succedendo.

E tra i vari paesi, inutile dirlo, l’Europa sarà quella che ne pagherà le conseguenze peggiori, primo perché geograficamente è più vicinanza alla zona del conflitto, secondo perché è anche quella che più dipende dalle due nazioni in guerra per gli approvvigionamenti di queste materie prime.

Quindi, il caro energia sta diventando davvero un’emergenza che va affrontata, ma certo non può essere risolta in tempi brevi e purtroppo, finché non si riesce a sopperire con energie alternative, la nostra domanda a fronte della forte ripresa post Covid, risulterà ancora alta.

In una fase in cui l’offerta di energia stava ancora adeguandosi all’esplosione della domanda dovuta alla rispesa economica post pandemica, la quale aveva già provocato un primo importante aumento di beni energetici, si è innestato questo conflitto che ha causato una riduzione degli approvvigionamenti non solo delle materie prima energetiche, ma anche delle materie prime alimentari quali grano e cereali in primis, con effetti sull’inflazione.

Ma come si collega tutto questo discorso con i tassi di interesse? Bisogna ricordare che nella fase più acuta della crisi pandemica, le banche centrali sono intervenute a sostegno dei sistemi economici immettendo grande liquidità sui mercati e abbassando di molto il costo del denaro per facilitare sia la ripresa delle attività economiche, sia per invogliare le persone a prendere denaro in prestito.

Tuttavia, adesso, ci troviamo in una situazione completamente opposta in cui invece, abbiamo prezzi che sono alle stelle per abbassare i quali le banche centrali pensano di aumentare i tassi per frenare in qualche modo, l’attività economica.

Se si frena l’attività economica di un paese, è ovvio che si riduce l’attività produttiva e dunque la domanda di energia. Riducendo questa domanda, conseguentemente, si riduce il costo di questa energia e tutto questo porterà, gradualmente, ad una stabilizzazione dei prezzi.

Questa è la situazione nella quale ci troviamo e nella quale appunto le banche centrali stanno pensando di alzare i tassi.

Tuttavia alzare i tassi significa, parimenti, aumentare il costo del denaro il che equivale a dire che contrarre un mutuo diventerà più costoso, perché gli aumenti dei tassi di interesse faranno aumentare i costi delle rate da rimborsare.

Pertanto, è ovvio che quello che si auspica al più presto è la fine del conflitto in atto e, nel frattempo, a fronte di un’alta inflazione che comunque continua a permanere, si consiglia di scegliere il tasso fisso se al momento, per qualunque esigenza, si dovesse contrarre un mutuo.

Redazione Trend-online.com
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